Una realtà innovativa che coniuga più anime e che si è da poco distinta nella guida Bar d’Italia con il suo locale sui generis. Ma Centumbrie è prima di tutto un’azienda agricola, che ha come obiettivo quello di riqualificare il turismo della zona.
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Il progetto Centumbrie a Magione

Ufficialmente siamo nati tre anni fa con il frantoio, l’anno scorso con il mulino. Il progetto però va avanti da prima e parte grazie a mamma e papà, che hanno deciso di scommettere sulla loro terra”. I genitori di Miriam Cinaglia, infatti, sono due umbri doc, romani d’adozione da più di 40 anni, che non hanno mai smesso di credere nel potenziale della loro regione. “Quando parli di Umbria oggi le persone sono più preparate, fino a qualche anno fa però il turismo era limitato, oscurato dalla grande popolarità della vicina Toscana”. E invece ora è proprio la forza del territorio umbro, dal carattere forte e accogliente, a portare in alto l’insegna della famiglia, una struttura di nuova generazione che si propone come polo agroindustriale a Magione, in provincia di Perugia, e che si è già guadagnato il Premio illy Bar dell’Anno nella guida Bar d’Italia 2022. Sì, un bar. Centumbrie è anche questo, una realtà dove frantoio, mulino, bar ed ristorante si uniscono per dare vita a uno spazio polifunzionale unico nel suo genere.

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L’origine di Centumbrie

Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dal principio. Tutto ha inizio con i casali antichi sul lago Trasimeno, “dove facciamo ospitalità, tutti circondati da bellissimi oliveti e alberi da frutto”. Un dono della natura che ingolosisce da subito i genitori di Miriam, “papà non ha resistito e così abbiamo cominciato a fare l’olio a livello familiare, acquistando un piccolo frantoio. Lui è un imprenditore che non si stanca mai di investire ed ecco che siamo arrivati all’azienda strutturata di oggi”. Frantoio, mulino, uffici, magazzino, sala imbottigliamento, tutti spazi allestiti con cura e dal design moderno e accattivante, firma inconfondibile di Centumbrie resa possibile grazie a Miriam, designer di professione a cui piace conferire il proprio “tocco pop” a tutto. “Gli arredi sono contemporanei e abbiamo voluto che le strutture fossero in vetro per mostrare al pubblico le varie fasi produttive”.

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L’Evo Bistrot

Ma l’olio (il monocultivar di frantoio bio è stato insignito con le Tre Foglie nella guida Oli d’Italia 2021) va valorizzato e promosso tutto l’anno, non solo in tempo di raccolta. È con questo obiettivo che è nato l’Evo Bistrot, il ristorante pensato per fare cultura sull’extravergine di qualità: “I consumatori devono iniziano a capire che l’olio è un ingrediente al pari di tutti gli altri, e quindi determinante in una ricetta. Nei nostri piatti vogliamo esaltarlo al meglio, scegliendo sempre l’abbinamento più azzeccato”. A studiare gli accostamenti sono lo chef Giorgio Enrico e Luca Mencaglia, “il nostro oleologo”, che insieme si divertono a sperimentare. Olio, legumi, farine: questi i capisaldi della cucina dell’Evo Bistrot, “i punti di forza del territorio umbro, tutti di nostra produzione”. Così come molti altri prodotti, a cominciare dai salumi, “abbiamo gli animali e anche un orto. Il menu è quindi stagionale e cambia a seconda di ciò che abbiamo a disposizione”.

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Il bar di Centumbrie, il pane e i cocktail

Accanto al frantoio e il bistrot si trova il mulino, con laboratorio di panetteria, pasticceria e il bar. Maestra fornaia è Alessandra Chiappini, che dà vita a prodotti d’eccellenza utilizzando le farine di casa Centumbrie, “non raffinate, profumatissime”. Il pane è a lievitazione naturale e di ispirazione nordeuropea, “ogni giorno c’è uno speciale: pane alla curcuma, alle noci, con carbone. Sono prodotti ben diversi da quelli a cui siamo abituati qui in zona, dove va molto il pane sciapo”. Una novità per il territorio accolta fin da subito con entusiasmo, “la nostra è una clientela di fiducia. Molte persone vengono appositamente anche da paesini più lontani perché apprezzano queste specialità”. Pane, sì, ma anche tanti lieviti per la prima colazione, “sfogliati in stile francese ma con meno burro”, oltre a una vastissima gamma di proposte vegane, nate dalla creatività e dall’esigenza dell’artigiana, anche lei vegana. Non mancano poi aperitivi e opzioni per una pausa pranzo veloce e gustosa, “principalmente a base dei prodotti dell’orto”. Via libera ai cocktail, dove torna protagonista l’olio extravergine di oliva, “ci piace molto utilizzarlo anche per la mixology”. Un esempio? “Il bloody Mary con la nostra Dop”.

Il turismo, l’ospitalità e la sostenibilità

Centumbrie significa anche ospitalità, “oltre ai casali abbiamo degli appartamenti di design a Mugnano, un piccolo borgo sul Trasimeno”. Anche in questo caso, la clientela ha recepito bene la novità, “soprattutto in tempo di Covid, le persone ricercano posti appartati, dove stare in famiglia, e i nostri casali sono l’ideale”. Turisti italiani ma anche stranieri, “soprattutto del Nord Europa. Abbiamo notato che la formula Centumbrie funziona: agli ospiti piace l’idea di poter fare un tour in frantoio con degustazione di olio oppure un giro al mulino”. Un progetto ad ampio spettro frutto di un lavoro di squadra consolidato, “siamo circa una trentina di persone in tutto”, che continua a mettere nuove idee in cantiere, “la parte di prato qui di fronte è vuota, vogliamo creare un’area verde con percorso salute e spazio dedicato ai bambini”. Per proporre sempre più un turismo di livello e soprattutto consapevole: alto è infatti anche l’impegno in termini di sostenibilità ambientale, dalle coltivazioni senza trattamenti alla riduzione dell’uso della plastica. Le strutture, poi, sono ad alta efficienza energetica e l’approvvigionamento è da fonti rinnovabili; anche in frantoio si lavora a sprechi zero, e infatti la sansa viene trasferita a un biogestore per la produzione di energia elettrica e il nocciolino trasformato per l’autoriscaldamento. Insomma, tutto pur di far conoscere questa porzione di territorio, “la nostra missione è riqualificare la zona”.

Centumbrie – Magione (PG) – centumbrie.com/