Un forno sociale di comunità gestito da un giovane ragazzo con disabilità, che da anni sperimenta con farine di grani antichi per realizzare il pane dei suoi sogni. La storia di Vincenzo Bardascino.
Pubblicità

Vincenzo Bardascino è un ragazzo di 26 anni che sogna di fare il pane. Si avvicina al mondo delle farine da bambino, aiutando i nonni paterni, frequenta l’Istituto Alberghiero Ancel Keys di Castelnuovo Cilento e, con il supporto della famiglia, inizia a lavorare con le farine di grani antichi, continuando a immaginare un locale tutto suo. Un sogno che si appresta ora a diventare realtà nel centro storico di Eboli, dove Il Forno di Vincenzo aprirà i battenti martedì 29 ottobre.

Vincenzo inforna il pane

Il Forno di Vincenzo a Eboli: la disabilità e la passione per il pane

Una storia all’apparenza come tante altre, un percorso fatto di ricerca, fatica e sacrifici. L’impegno e la costanza di un ragazzo giovane che si concretizzano in un’attività a tutti gli effetti. Ma Vincenzo non è solo un appassionato panettiere: è portavoce di una battaglia personale e collettiva, che dimostra ancora una volta quanto il cibo possa diventare uno stimolo per mettersi alla prova e migliorarsi. Vincenzo è affetto da sindrome X fragile, malattia genetica che comporta difficoltà in ambito fisico, cognitivo e comportamentale. “Ha il certificato di invalidità al 100%, ma in laboratorio riesce a tirare fuori il meglio di sé”, racconta papà Vito, ideatore del progetto e suo primo sostenitore.

Le farine di Vincenzo

Prima del panificio, infatti, ci sono stati anni di esperimenti con le farine. “Quando Vincenzo ha espresso il desiderio di aprire un forno, abbiamo pensato di placare questa voglia cominciando con la coltivazione di grani antichi”. Quelli del mulino a pietra Monte Frumentario, della cooperativa sociale Terra di Resilienza, “una rete sociale che ha permesso a mio figlio di esprimere il suo potenziale e sviluppare le proprie capacità di relazione”. Sul loro cammino, una serie di figure fondamentali che li hanno aiutati a delineare il progetto. Carmelo Vignes, proprietario di un ristorante con forno a legna a Eboli: “Ogni martedì mattina apre la sua struttura e la mette a disposizione di Vincenzo, in forma totalmente gratuita”. E poi Michele Sica, titolare dell’agriturismo Residenza Rurale Incartata, nella zona di Calvanico, che il venerdì lascia spazio al giovane artigiano.

Pubblicità
Vincenzo

Forno di Vincenzo: l’esempio per la comunità

Passano gli anni, il talento di Vincenzo cresce e di pari passo matura anche la sua esigenza di mettersi in proprio: “Per persone con disabilità come lui, avere un ruolo indipendente può essere di grande aiuto”. Nel frattempo, Forno di Vincenzo è diventata un’associazione riconosciuta anche da Slow Food, che ha costituito una comunità dedicata a Salerno. Ma soprattutto il fornaio è diventato un punto di riferimento per tutte le famiglie che si trovano ad affrontare ogni giorno problemi di disabilità: “Spesso si tende a fare affidamento su centri specializzati finanziati da fondi pubblici. Vincenzo invece vuole essere autosufficiente, e questo è un dettaglio che fa una grande differenza per le persone svantaggiate”.

Pane

Forno di Vincenzo: la comunità di Eboli

Il forno nel centro storico di Eboli è una realtà che si propone non solo di aiutare Vincenzo, ma chiunque ne abbia bisogno: “Tutti possono venire a infornare il loro pane, l’unico vincolo è quello di utilizzare farine del Monte Frumentario”. Creando così una comunità solida, coesa, “basata sulla condivisione del pane”. Un borgo in cui tutti, disabili o meno, possono sentirsi accolti, compresi, ascoltati: “Il forno sociale di comunità vuole essere un’opportunità per intensificare i rapporti tra persone in difficoltà, accogliere chi ne ha bisogno, prendersi cura del prossimo”. E realizzare il più grande sogno di Vincenzo, un ragazzo che ama il pane, e che nel pane ha trovato il coraggio per mettersi in gioco.

a cura di Michela Becchi