Dolce e croccante, la tipica uva allungata del territorio di Tivoli, appena fuori Roma, diventa ora Presidio Slow Food. E con lei, tutto il paesaggio circostante.
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L’uva Pizzutello Presidio Slow Food

Il nome ufficiale è Pizzutello, ma per tutti a Tivoli – specialmente le persone più anziane – resterà sempre l’uva “corna”, per via della forma dei suoi acini ricurvi e allungati, segno distintivo della varietà. A prescindere dal nome, si tratta di un’uva da tavola saporita, dolce e croccante, di colore verde pallido e dalla buccia molto sottile, ora divenuta nuovo Presidio Slow Food. Del resto, la sua è una storia che affonda le radici in tempi remoti: già Plinio il Vecchio nel suo “Naturalis Historia” parla di un’uva coltivata a Tivoli e Pompei che sembrerebbe proprio essere la Pizzutello. C’è poi una leggenda che racconta che siano stati i francesi, in particolare il Cardinale Ippolito d’Este, a portare l’uva in Italia nel Cinquecento, durante la costruzione della sua abitazione appena fuori Roma, Villa d’Este.

La Strada degli Orti e la coltivazione della vite

L’orto della villa (oggi protetto dall’Unesco) ha infatti sempre ospitato la vite di Pizzutello, non solo per la bontà dei suoi frutti ma anche per la bellezza della pianta. Ancora oggi, è nella via che corre alle spalle della Villa, la Strada degli Orti, che si trovano la maggior parte dei terreni coltivati a Pizzutello, un’uva così pregiata da essere stata apprezzata nel tempo anche dai pontefici, in particolare Leone XIII e Pio X. È bene sottolineare che stiamo parlando di orti e non vigne, come specifica anche Bruna Grossi, referente dei sei produttori storici che aderiscono al Presidio Slow Food, per un totale di circa 25 quintali annui di uva. Niente filari, quindi, ma pergole, sotto le quali vengono seminate lattuga, fave e piselli (secondo molti, è da questa usanza che nasce il tipico piatto romano primaverile, la vignarola).

Il paesaggio dell’uva Pizzutello

Il Presidio si propone di valorizzare il frutto, certo, ma anche il paesaggio circostante, caratterizzato da forcinotti di castagno usati come pali di sostegno e cartica, un’erba locale usata per legare le piante: “Questo riconoscimento è un punto di partenza per continuare a valorizzare l’enorme potenziale che abbiamo nel territorio Tiburtino e nella Valle dell’Aniene”, ha dichiarato Gabriella Cinelli, referente della Condotta Slow Food Tivoli e Valle dell’Aniene e cuoca dell’Alleanza Slow Food. E aggiunge: “Siamo consapevoli che ogni alimento è anche un bene culturale oltre che gastronomico”.

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Le feste dell’uva Pizzutello a Tivoli

L’uva Pizzutello, in ogni caso, è da sempre celebrata nel territorio come uno dei prodotti simbolo e più buoni della zona. Con una Sagra di fine estate – quest’anno andata in scena il 12 e 13 settembre – che permette a tutti di gustare l’uva fresca appena colta oppure la confettura a base di Pizzutello. Ma non finisce qui: tutto il mese di settembre sarà caratterizzato da una serie di appuntamenti organizzati dalla Condotta Slow Food Tivoli e Valle dell’Aniene insieme alla Comunità Slow Food delle uve Pizzutelle. Ci saranno, quindi, passeggiate tra gli orti, tour in bicicletta, anche un Archeo-Mercato della Terra di Tivoli e Valle dell’Aniene, con tutte le specialità locali.

a cura di Michela Becchi