Alla bolognese o al pesto, le lasagne sono sempre buonissime. Ecco come prepararle con la sfoglia agli spinaci e il ragù di manzo e fegatini di pollo.
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Piatto iconico della cucina tricolore, le lasagne sono una di quelle ricette che non stancano mai, versatili e golose in qualsiasi variante. La loro storia risale al Medioevo, anche se in realtà già i romani preparavano la “lagana”, citata da Orazio nel I secolo a.C., lontana antenata, in realtà molto diversa dal concetto attuale di lasagne, più simile a un pane molto sottile cotto al forno. Ecco come si è sviluppata la ricetta negli anni.

Le lasagne nel Medioevo

Nel Medioevo lessare gli impasti acqua e farina era una pratica comune, e la lasagna era già uno dei formati più conosciuti, menzionata a partire dal XIII secolo. Rimane celebre il riferimento di Fra’ Salimbene da Parma che nella sua cronaca del 1284 parla di un frate corpulento goloso di pasta: “Non vidi mai nessuno che come lui si abbuffasse tanto volentieri di lasagne con formaggio”. Nei ricettari che si fanno risalire alla corte angioina ne viene descritto un tipo imbottito con “uova fritte o lessate o strapazzate e ravioli fatti a pezzi o interi, formaggio grasso grattato o tagliato, lardo quanto basta” il tutto contornato da salsicce disposte “all’intorno a guisa del muro” e sormontato da figure di pasta come quella di “un serpente che combatte con una colomba”. Una portata di grande effetto scenico, sicuramente destinata a un banchetto di corte.

teglia di lasagne alla bolognese

L’arrivo delle uova: le lasagne del Rinascimento

Bisogna attendere il Rinascimento perché la sfoglia, prima composta da sola acqua e farina di grano tenero, si arricchisca anche di uova, che sostituiranno gradualmente l’acqua nell’impasto. Oltre a essere servite come primo piatto, le lasagne venivano utilizzate anche come accompagnamento a lessi di anatre e capponi. Oggi sono uno dei timballi della domenica più popolari in tutta la Penisola e preparato con condimenti e modalità diverse a seconda della zona. La versione più celebre è senza dubbio quella bolognese, specialità che ha fatto il giro del mondo diventando uno dei simboli della cucina italiana all’estero. Fra le prime testimonianze scritte, i Memoriali bolognesi, che in un documento del 1282 riportano: “Giernosen le comadre trambedue a la festa, / de gliocch’ de lasagne se fén sette menestra; / e disse l’un ‘a l’altra: Non foss’altra tempesta, / ch’eo non vollesse tessere, mai ordir né filare”. Il sugo, naturalmente, in questo caso è il ragù alla bolognese, alternato alla besciamella.

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La ricetta della lasagna verde al ragù

Quella che proponiamo oggi è una variante verde della classica lasagna, da preparare aggiungendo spinaci freschi all’impasto. Una versione colorata per un pranzo della domenica goloso e diverso.

Per la pasta

  • 300 g. di farina 00
  • 100 g. di farina di grano duro (semola rimacinata)
  • 3 uova
  • 100 g. di spinaci già puliti
  • Sale q.b.
  • Per la besciamella
  • 1 l di latte
  • 80 g. di farina
  • 80 g. di burro
  • Sale q.b.
  • Pepe bianco q.b.
  • Per il ragù
  • 400 g. di polpa di manzo tritata
  • 1 fegatino di pollo
  • 50 g. di pancetta
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 grossa noce di burro
  • 1 cipolla media
  • ½ bicchiere di vino rosso
  • 2/3 mestoli di brodo
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • Rosmarino q.b.
  • 1 cucchiaio colmo di concentrato di pomodoro
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Ragù

Tritate finissima la pancetta insieme alla cipolla e a qualche aghetto di rosmarino. Tritate separatamente la carota e il sedano. Per ottenere una rosolatura perfetta della carne, conviene iniziare la preparazione del ragù in una padella per trasferirlo poi in una casseruola per terminare la cottura. Scaldate dunque olio e burro in una padella ampia e fate appassire dolcemente il trito di cipolla e pancetta. Mantenete la fiamma a metà altezza e mescolate spesso. Proseguite la rosolatura per circa venti minuti in modo che la cipolla cuocia lentamente senza bruciarsi e la pancetta si fonda perfettamente. A questo punto unite il trito di sedano e carota, mescolate e, dopo pochi minuti rialzate la fiamma al massimo e unite la carne sbriciolata, sgranandola sulla padella con la forchetta. Giratela continuamente in modo da favorire l’evaporazione del vapore che si andrà formando.

Quando la carne sarà ben rosolata, bagnate con il vino unendolo poco alla volta e quando è sfumato, insaporite la carne con sale e pepe e unite il concentrato di pomodoro diluito in una tazza di acqua bollente. A questo punto trasferite il ragù in una casseruola a fondo pesante, coprite e proseguite la cottura, a fuoco dolce, per almeno due ore e mezzo mescolando spesso e unendo mezzo mestolo di brodo caldo (o acqua) quando necessario. Verso la fine della cottura, cioè dopo circa due ore, ripulite il fegatino da nervetti e parti grasse, lavatelo e asciugatelo. Unitelo al ragù in ebollizione e, dopo qualche minuto, tiratelo su, tritatelo finissimo e versatelo nuovamente nella casseruola terminando la cottura. Questa ultima aggiunta servirà a legare il ragù e a dargli corpo e sapore.

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Besciamella

Scaldate il latte. Fate sciogliere il burro in una casseruola a fondo pesante e, mescolando, unitevi la farina setacciata. Continuate a mescolare e, dopo un minuto, quando il composto comincia a schiumare, togliete la casseruola dal fuoco e unite il latte caldo e il sale (durante questa operazione mescolate energicamente con una frusta per evitare i grumi). Rimettete la casseruola sul fuoco moderato e continuate a mescolare fino a che la salsa non prende l’ebollizione. Lasciate cuocere per una decina di minuti e infine regolate il sale e insaporite con una macinata di pepe bianco.

Pasta

Sciacquate ripetutamente gli spinaci e lessateli brevemente con la sola acqua rimasta loro aderente dopo il lavaggio. Scolateli, raffreddateli e strizzateli fortemente fra le mani per eliminare l’acqua. Tritateli grossolanamente con il coltello ma non frullateli altrimenti durante l’impasto assorbiranno troppa farina. Setacciate la farina sulla spianatoia, fate una fontana larga e al centro mettete le uova, un pizzico di sale e gli spinaci. Impastate il tutto fino a quando la pasta vi sembrerà liscia quindi avvolgetela con la pellicola e lasciatela riposare per una mezz’ora. Trascorso questo tempo, dividetela in quattro pezzi e stendeteli solo un po’ con il matterello quindi passateli fra i rulli cominciando dallo spessore più largo e poi, via via, attraverso tutti gli altri per arrivare fino al penultimo.

Una volta pronte, lasciate asciugare le strisce di pasta per una decina di minuti prima di tagliarle in rettangoli di circa 12 cmX25. Lessatele per un minuto in abbondante acqua salata alla quale avrete aggiunto un cucchiaio d’olio. Raccoglietele con una schiumarola e passatele subito in una ciotola di acqua fredda leggermente salata. Sgocciolatele subito e allargatele su dei canovacci pulitissimi e inodore.

Assemblaggio

Imburrate una pirofila rettangolare, coprite il fondo con uno strato di pasta quindi fate uno strato sottile di ragù, tre cucchiaiate di besciamella e una spolverata di parmigiano. Continuate alternando gli strati finendo con uno strato di besciamella spolverate di parmigiano. Distribuite sulla superficie qualche fiocchetto di burro e passate la pirofila nel forno a 200° per circa 20 minuti. Lasciate riposare le lasagne per 10 minuti prima di servirle.

a cura di Michela Becchi

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