Sfiziosi, facili da preparare, perfetti per accompagnare un buon film: i popcorn sono uno degli snack più amati di sempre. Ma come nasce questo spuntino? Ecco la storia e le ricette del mais scoppiato.
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La nascita dei pop-corn

Il buio, il riverbero del surround, il pubblico fremente… e il profumo dei popcorn. Cosa c’è di più soddisfacente dell’affondare la mano in un bidone di popcorn caldi mentre si guarda un film? L’associazione fra cinema e chicchi di mais è immediata, eppure non è sempre stato così. Prima di capire come lo spuntino è arrivato nelle sale, però, è doveroso fare qualche accenno storico sul prodotto. Che parte dal mais, nativo del Nuovo Mondo, cereale americano per eccellenza che negli States viene coltivato in diverse varietà, fra cui anche la Zea mays everta, quella usata per i popcorn. La produzione principale avviene nel cosiddetto corn belt, la fascia formata da Kentucky, Indiana, Iowa, Illinois e Nebraska, ma a decretare il successo della specialità fu Charles Cretors a Chicago, dove durante una fiera del 1893 mostrò al pubblico la macchina ambulante a vapore per far scoppiare i chicchi.

Scopri storia e ricette dei popcorn

Il divieto dei pop-corn al cinema

Uno snack veloce, a basso costo, da subito popolare alle feste di paese e gli eventi sportivi, che divenne il tipico spuntino da passeggio, al pari delle patatine fritte. Che vennero ben presto rimpiazzate dal mais, più semplice da preparare e soprattutto dal profumo molto più invitante, in grado di attirare clienti da ogni dove senza bisogno di ricorrere a particolari strategie di marketing. Nel 1895, la prima proiezione cinematografica a opera dei fratelli Lumière, in un cinema anti litteram ancora luogo per pochi, per un pubblico benestante ma soprattutto colto (al tempo dei film muti era necessario saper leggere gli intertitoli che corredavano le varie scene). Un’atmosfera ben lontana da quella popolare dei cinema a cui siamo abituati oggi, in cui la vendita e il consumo di cibi era vietata.

L’arrivo del sonoro e dei chioschi di pop-corn

Ad allargare il pubblico dei cinema fu l’aggiunta del sonoro, resa possibile grazie alla Warner Bros con il film “Don Giovanni e Lucrezia Borgia”, proiettato per la prima volta il 6 agosto 1926 al Warner Theather di New York. Uno strumento essenziale non solo per lo sviluppo cinematografico, ma anche per la democratizzazione del mercato dei cinema, che da ambiente per le classi più ricche si trasforma in un luogo di ritrovo per tutti. Qualche anno più tardi, poi, con la Grande Depressione andare al cinema diventa una delle principali attività ludiche della popolazione. Al tempo, i venditori di popcorn restavano fuori, cercando di invogliare gli spettatori mentre attendevano il proprio turno per i biglietti, finché anche i proprietari dei cinema non riuscirono a intravedere il potenziale guadagno del prodotto. Vennero così inseriti i chioschi all’interno dei locali, con tanto di impianti di areazione: i cinema iniziavano finalmente ad assumere un aspetto simile a quello attuale.

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I pop-corn ingrassano davvero? Valori nutrizionali e calorie

Veniamo, dunque, ai giorni nostri. I popcorn sono ancora uno snack molto apprezzato a ogni età e prepararli in casa può regalare grandi soddisfazioni, specialmente mentre si sceglie il film da guardare. Uno dei dubbi più frequenti è quello sui valori nutrizionali: per diverso tempo sono stati considerati un alimento grasso, specialmente in seguito a uno studio pubblicato nel 1990  dal Center for Science in the Public Interest, che aveva intervistato i venditori di popcorn nei cinema, scoprendo che la maggior parte di loro utilizzava olio di cocco, margarina o burro per prepararli. Naturalmente, tutto varia a seconda dei condimenti: dei popcorn fatti in casa con un filo di olio buono e un pizzico di sale non solo non fanno male, ma rappresentano uno snack salutare ideale anche per chi non vuole esagerare con i grassi (del resto, si tratta semplicemente di chicchi di mais). Difficile stabilire un valore calorico fisso, ma basti ricordare che per 100 grammi di popcorn senza olio né sale si hanno 387 calorie.

Come fare i pop-corn al forno e in microonde

Diversi i metodi di preparazione del mais scoppiato. Uno dei più semplici e salutari è quello in forno: non c’è bisogno, infatti, di utilizzare dei grassi, basta solo inserire i chicchi in una teglia, aggiungere un po’ di sale a piacere e coprire con un’altra teglia. Si mettono in forno a 200°C e si cuociono per circa 10 minuti (il rumore dello scoppiettio, in ogni caso, è inconfondibile). Versione più rapida e pratica è quella in microonde: oltre ai sacchetti già confezionati, si possono usare i classici chicchi inseriti in una ciotola adatta alla cottura in microonde e coperta con della pellicola leggermente bucherellata (4/5 minuti a 600 watt).

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Le ricette con i pop-corn in pentola o padella

Per la cottura in padella, si può usare un filo d’olio (noi consigliamo sempre l’extravergine) ma non è obbligatorio. Basta lasciar scoppiettare i chicchi di mais a fiamma media, coprendo la padella o la pentola con un coperchio. Non appena inizieranno a trasformarsi in candidi fiocchi bianchi si consiglia di muovere un po’ la padella per evitare che quelli rimasti sul fondo si brucino. Una volta pronti, si può sollevare il coperchio e aggiungere del sale per una versione semplice, burro fuso per una variante più golosa o cioccolato per gli amanti del dolce.

Pop-corn dolci, caramellati e al cioccolato

Variante dei popcorn divenuta molto popolare nei cinema è proprio quella dolce, generalmente con caramello o cioccolato. Nel primo caso, occorre preparare prima i popcorn in padella e poi aggiungere il caramello caldo sopra, preparato facendo sciogliere in padella burro, zucchero di canna, miele e, se piace, anche un pizzico di sale che donerà il giusto contrasto dolce-salato allo snack. Per la versione al cioccolato, stesso procedimento: si fanno prima scoppiare i chicchi di mais e poi si immergono nel cioccolato sciolto, generalmente unito a un po’ di burro per rendere il tutto più cremoso (per una versione vegana, però, si può omettere senza problemi).

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a cura di Michela Becchi