L’impresa rinasce dalle ceneri del celebre pub inglese dei fratelli Buresti, ma a Trastevere, con nuovi soci e un progetto molto più articolato, destinato a vivere nell’arco dell’intera giornata. Fulcro dell’offerta: le birre in cask e la selezione di whisky. Dalla cucina tanti spunti street e guizzi gourmet. E per colazione maritozzi.
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Dal Treefolk’s alla Treefolk’s Public House

Alla fine dell’estate 2017 il Treefolk’s Pub di Roma chiudeva definitivamente battenti, lasciando orfani i numerosi estimatori del classico pub all’inglese in città. Per più di dieci anni, il locale del Celio fondato da Andrea e Alessandro Buresti, era stato il tempio della birra inglese (la Real Ale, non pastorizzata, né filtrata; ma anche del sidro), maturata e rifermentata in fusto (cask), per poi essere spillata al bisogno, grazie all’handpump (pompa inglese) e senza utilizzo di anidride carbonica, tirata su in modo meccanico (dunque, nel bicchiere, la birra quasi non presenta schiuma, ed è servita a una temperatura più alta). Poi, tre anni fa, il capolinea della storia, con la promessa di rivedersi altrove, ma sempre in città. Da queste premesse nasce la Treefolk’s Public House, progetto ambizioso che unisce i fratelli Buresti, Simone Casadio (ex publican del Green Mount e titolare de L’Agricola, che fornirà molti dei prodotti per la cucina) e Claudio Moreschini (già direttore a Roma del Lochness Pub). Il locale apre su viale Trastevere, più o meno all’altezza di piazza Ippolito Nievo, dopo lunga ricerca dello spazio più adeguato per mettere insieme una proposta che spazierà nell’arco dell’intera giornata, dalla colazione del mattino a notte fonda. A disegnarlo in perfetto stile old english è stato l’architetto Salvatore John Campanella, specializzato in ambientazioni che nulla hanno da invidiare ai locali dell’Inghilterra “classica”.

Spillatura della birra in cask

Un pub inglese a Trastevere. La birra in cask e il whisky

Al Treefolk’s l’atmosfera evoca gli anni Venti, in uno spazio articolato in tre aree tematiche complementari. Protagonista è chiaramente il Cask bar, con 12 pompe inglesi (al Celio erano 8), collegate ai cask da 41 litri ciascuno, conservati nella cantina del pub. Ci si accomoda al bancone, opportunamente adeguato alle misure di sicurezza anti-Covid, in cerca di quella complicità con il publican che del pub inglese è l’essenza. Ma la capienza del locale, al momento, può raggiungere gli 88 coperti, distribuiti anche tra la Sala Camino e la Scotch Room. La prima è la zona destinata alla cena, con tavoli in legno, sedie in pelle, divani Chester e un pianoforte per la musica dal vivo; la seconda, invece, con un bel bancone e la bottigliera in legno che espone le migliori etichette di whisky (500 etichette in mescita, di cui 60 di whisky vintage fuori produzione), costituisce l’altra anima del progetto, che si propone di offrire a Roma un whisky e cask bar tra i più ambiziosi in città, non trascurando la cucina (a proposito di whisky, in zona Piramide inizia la sua avventura anche l’Oro Whisky Bar di Andrea Fofi e Daniele Gentili).

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Whisky al bancone del Treefolk's

E se non bastasse, si aggiunge il lavoro sul caffè – disponibile espresso, in tazza e take away –  curato da Massimo Carpineti (già visto al Pergamino Caffè), che seguirà una proposta basata sullo Specialty Coffee, con particolare attenzione rivolta al Gold Trip – il caffè spillato – in linea con la vocazione del locale.

L’offerta gastronomica. Da colazione a cena

Michele Ferruccio, food&beverage manager del pub, si occuperà di supervisionare la proposta gastronomica di caffetteria, pub e ristorante. A colazione si potrà scegliere tra maritozzi dolci e salati (tra cui quello ripieno di ricotta di pecora, dalla Tenuta Radichino dei fratelli Pira, nel viterbese, a 2.20 euro; e per i salati con carne salada, insalata di pollo, rapa con misticanza e salmone affumicato, a 4.50 euro), ma già dalle 10 la proposta si arricchisce con diverse formule di colazione salata, come l’inglese con uova strapazzate, fagioli, funghi, pomodori e salsiccia accompagnati da pane tostato, caffè e succo d’arancia (15 euro). Ma anche club sandwich e avocado toast (8 euro). In parallelo, a partire dalle 11 del mattino, il Treefolk’s prova a sdoganare l’idea del cocktail a bassa gradazione alcolica già prima di pranzo (consuetudine in voga nel mondo anglosassone): in carta sei twist sul Bloody Mary e una serie di drink a base prosecco e fermentati. Si procede nel pomeriggio con la merenda del tea time (e una carta di trenta tè) e verso l’ora dell’aperitivo, con un benvenuto dello chef composto da tre piccoli assaggi del menu e un welcome drink a base di birra acida, prima di passare a scegliere dal menu.

Hamburger al piatto alla Treefolk's Public House

Disponibili per l’aperitivo e la cena al bar anche le pie salate della tradizione inglese, ripiene però di specialità nostrane, dal pollo alla cacciatora al baccalà mantecato (8.50); e poi ostriche fritte con yogurt e menta (8), crocchette alla vaccinara (8) e una carta di burger, accompagnati da patate fritte della casa dai 12 ai 16 euro). Si punta quindi a fare del locale un luogo da vivere tutto il giorno, anche nelle ore più quiete del mattino, con wi-fi e prese usb a disposizione dei clienti che scelgono di fermarsi a lavorare.

Tartare con burrata e nocciole al Treefolk's

Treefolk’s. Il ristorante

In cucina c’è Valerio Mattaccini: per la cena al ristorante si potrà optare per una scelta alla carta o un menu degustazione (4 portate a 40 euro, Dal mare a 50, dalla fattoria in 6 portate a 70), improntato sull’interazione tra cibo, birra, cocktail e caffè. Dalla carta: melanzane, robiola e caffè (8), tartare di fassona, burrata e nocciole tostate (12) per iniziare; poi picanha alla griglia (14), guanciola di cinghiale confit (18), seppia in black (16), anatra in salsa ponzu e arancia (18). Mentre da mezzanotte alle 2 del mattino subentra un menu di sfizi e street food, dal fish&chips al lollipop di pollo, per accompagnare le bevute dei nottambuli. Interessante anche la carta dei miscelati, con suggestioni da tutto il mondo e il whisky a giocare un ruolo da protagonista.

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Tiramisù in lattina

E per chi volesse portare con sé un po’ della sua esperienza al Treefolk’s sarà disponibile il take away in lattina – birre, cocktail, specialty coffee, ma anche tiramisù! – acquistabile anche online. Si comincia il 2 ottobre.

 

Treefolk’s Public House – Roma – viale Trastevere, 192 – dalle 8 alle 2 – dal 2 ottobre 2020 – pagina Fb

 

a cura di Livia Montagnoli

foto di Alberto Blasetti