Ucraina: la raccolta fondi del cuoco italiano a Kiev

15 Mar 2022, 16:58 | a cura di Lorenzo Ruggeri
Un cuoco italiano a Kiev ci racconta com'è la situazione nella capitale ucraina. E lancia la sua iniziativa. Basata sulla fiducia
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Tra i 400 italiani oggi in Ucraina c’è un cuoco: Stefano Antoniolli. Poche settimane fa avevamo premiato il locale dove lavora, Fenix Italia, come ristorante emergente nella nostra guida Top Italian Restaurants. Kiev era una città in piena espansione enogastronomica, tra nuove aperture e una vivace curiosità. Poi tutto è precipitato. Nel pieno mezzo della guerra, Stefano - che è in Ucraina da oltre 20 anni - ha deciso di rimanere e aiutare gli altri. “Abbiamo deciso di restare. Mia moglie è ucraina, la madre non è autosufficiente e sarebbe comunque stato molto difficile trasportarla. E non ci siamo sentiti di abbandonare queste persone che ci hanno dato così tanto. Dovevamo rimanere per renderci utili”. 

La situazione a Kiev

I ristoranti in città sono rimasti aperti fino al 23 febbraio, poi tutto è cambiato. “La situazione è sempre più drammatica, uno dei grandi problemi è far arrivare in città gli aiuti umanitari. L’apporto è stato importante: farmaci, alimentari, coperti e vestiti caldi. Ma ci sono ritardi e l’aiuto non arriva facilmente a chi ne ha bisogno. La maggior parte degli hub sono in Polonia, al confine con l’Ucraina. Qui le risorse stanno terminando, le persone hanno perso il lavoro, non hanno più salario, i conti sono vuoti. Così, confrontandoci anche con altri ristoratori di Kiev, abbiamo deciso di aprire un conto. Faccio un appello alla ristorazione italiana, un piccolo aiuto in questo momento è prezioso per queste persone”.  Ora dopo ora si inseguono notizie sempre più drammatiche e richieste di aiuto da parte del premier ucraino. Mentre si muove anche la macchina diplomatica cercando di portare a buon fine i negoziati con la Russia, nella città di Kiev si sono intensificati gli attacchi al punto da spingere il sindaco Vitali Klitschko a imporre un coprifuoco di 36 ore.

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“Le persone sono chiuse in casa o nella metro, anche le banche lavorano a giorni alterni” continua Stefano "i maschi under 65 vengono trovati per strada e mandati al fronte, molte famiglie non hanno nemmeno i soldi per andare via, altre sono partite con poche risorse verso ovest e dormono ora in ostelli e case di fortuna. Noi vogliamo fare qualcosa di concreto e immediato per la gente di Kiev, ora, senza passare dai grandi hub che convogliano queste offerte, che non sappiamo quando e come arriveranno. C’è bisogno di una presenza sul posto per arrivare dove serve in termini rapidissimi”. 

L'iniziativa

Negli ultimi giorni, Stefano ha aperto un conto a suo nome per la raccolta fondi, coordinandosi con altri ristoratori di Kiev. “Riverseremo le offerte a chi ne ha bisogno. Stiamo già operando con ospedali, scuole e anziani, nonché profughi che si trovano in difficoltà. Tra questi anche tanti ragazzi e ragazze del nostro settore”. Stefano è una persona fidata e siamo contenti di veicolare il suo messaggio: la ristorazione di Kiev si mette al servizio della collettività. “Mi rendo conto che tutto questo si basa sulla fiducia, ma non posso stare fermo. È il momento di rischiare, questa gente si è trovata da un giorno all’altro senza lavoro, senza casa, senza sapere quando potrà rientrare. Ci metto la faccia e vi ringrazio in anticipo per quanto potrete fare”.

Coordinate per la donazione

  • BENEFICIARIO: STEFANO ANTONIOLLI
  • №: UA393226690000026202001625898
BENEFICIARY'S BANK: Acc. 4008865941/01 PJSC "State Savings Bank of Ukraine"
  • SWIFT: COSB UA UK KIE
  • INTERMEDIARY BANK: Commerzbank AG, Frankfurt am Main, SWIFT: COBADEFF
  • CAUSALE: AIUTO UMANITARIO PER L’UCRAINA

a cura di Lorenzo Ruggeri

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