Grande vittoria per l’Unione Italiana Vini: il prezioso materiale custodito nell’archivio e nella biblioteca di Milano entra ufficialmente nell’elenco dei beni culturali italiani. Prossimo step: la digitalizzazione dei documenti storici, per renderli accessibili a tutti.
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In 125 anni di attività, l’Unione Italiana Vini (Uiv) si è sempre fatta promotrice di iniziative a lungo termine -dalla sostenibilità alla tracciabilità dei prodotti- senza dimenticare che il vino ha una rilevanza storica, e proprio a questa deve gran parte del suo fascino. Lo dimostrano gli archivi e la biblioteca nella sede milanese dell’associazione, custodi silenziosi di memorie, dati e testimonianze d’inchiostro che il tempo non ha scalfito, nonostante la corsa all’innovazione del comparto vinicolo. Due grandi centri per la consultazione di testi antichi che finalmente vedono riconosciuto il proprio valore documentale: da oggi, infatti, entreranno a far parte dei beni culturali italiani grazie un decreto della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia. Un traguardo importante non solo per l’Uiv, ma anche per i ricercatori e gli appassionati di tutta la Penisola, che in futuro avranno la possibilità di accedere sempre più facilmente agli schedari.

Sughero tappi

L’archivio dell’Unione Italiana Vini: un patrimonio “vivo”

In 160 metri lineari l’archivio dell’Uiv ospita una collezione vastissima, davanti a cui nessun bibliofilo potrebbe restare indifferente. Conservato negli uffici dell’associazione in Via San Vittore al Teatro, offre ai visitatori l’opportunità di sfogliare documenti con più di un secolo di storia (i primi manoscritti, pensate, risalgono al 1895!), dai verbali delle Assemblee alle schede di adesione all’Unione, fino ai comunicati emessi negli anni ’20. Non solo: sugli scaffali sono esposti i primissimi numeri di riviste come il Corriere Vinicolo e il giornale illustrato Enotria, alla cui redazione hanno partecipato i personaggi più importanti della letteratura enogastronomica italiana. Uno schedario dal valore inestimabile, che la Soprintendenza si propone di valorizzare in quanto “viva testimonianza della storia dell’enologia e della comunicazione di un’impresa a livello nazionale e internazionale, dal Novecento fino ai giorni nostri”.

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Unione Italiana Vini: i testi rari della biblioteca di Milano

Notevole anche il catalogo della biblioteca, inaugurata nel 1929, che oggi racchiude diverse migliaia di volumi; tra questi spiccano manuali rari come Storia della vite e del vino in Italia di Arturo Marescalchi e Giovanni Dalmasso (una poderosa enciclopedia enologica stampata in sole 600 copie, contesa dai collezionisti di tutto il mondo) e Le uve da tavola di Giovanni Dalmasso, uno dei primi testi di approfondimento dedicati agli imprenditori agricoli, pubblicato nel 1946. Non mancano documenti e riviste del settore, anche straniere: ne è un esempio il Bulletin de l’office international du vin (OIV). Per favorirne la conservazione, finora l’Uiv ha seguito il protocollo previsto dal Codice dei Beni Culturali e del MIBACT, ma è il momento di fare un ulteriore passo avanti. Come precisa il segretario generale dell’associazione Paolo Castelletti: “Le buone pratiche di governo del nostro archivio, cui siamo ora tenuti per effetto del riconoscimento di interesse storico, si ripercuoteranno positivamente nella gestione della documentazione corrente. Che rappresenta un grande “serbatoio culturale”, cui possiamo attingere a piene mani per operazioni di brand heritage, di marketing e di comunicazione”.

Pagina del Corriere Vinicolo

Digitalizzazione dei beni culturali: il progetto Uiv

Ottenuta l’iscrizione al Catalogo dei Beni Culturali, l’Uiv è pronta ad avviare una campagna nazionale per assicurare a tutti la fruibilità dei preziosi documenti. Tutelarli, infatti, significa anche prevenire le calamità (nel corso del tempo l’archivio è stato soggetto a diversi allagamenti, oltre a subire i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale), scongiurando il rischio di una dispersione improvvisa. “Realizzeremo quindi una sala di conservazione per l’archivio e una per la biblioteca, in modo da aggiornare e rendere accessibili online l’inventario del primo e il catalogo della seconda. E poi, garantiremo il condizionamento dei documenti in faldoni certificati”, spiega l’archivista incaricato Francesco Emanuele Benatti. Nel frattempo, proseguirà la digitalizzazione del Corriere Vinicolo, la rivista specializzata dell’associazione. Online sono già disponibili le copie dal 1929 ad oggi: se ogni tanto volete fare un tuffo nel passato, è la lettura giusta!

Uiv Milano- Via San Vittore al Teatro 3- 20123 Milano – Tel. 02 7222281- [email protected]www.unioneitalianavini.it   

a cura di Lucia Facchini

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