Cinque ragazzi, due mule e un asino in viaggio, da Pantelleria a Torino, lungo le dorsali appenniniche, seguendo le tappe del Sentiero Italia del CAI. 2500 chilometri a ritmo lento, per sei mesi di cammino, con l’idea di documentare il mondo rurale e prendere spunto per un futuro migliore.
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Chi sono i Woodvivors

Un viaggio di 2500 chilometri a passo di mulo, per risalire la Penisola da Sud a Nord, attraversando l’Italia rurale e raccontando le storie di braccianti, allevatori e artigiani. Senza retorica, né compiacimento, e anzi con l’afflato di una cronaca reale dei fatti, perché raccolta in presa diretta, sul campo (in senso letterale). È questo il fulcro del progetto Woodvivors – L’Italia a passo di mulo, un cammino di scoperta che prende le mosse proprio in questi giorni grazie all’iniziativa di un gruppo di ragazzi guidato dal palermitano Francesco Paolo Lanzino. Il collettivo Woodvivors nasce nel 2016, “per dare risalto a una realtà dimenticata, l’Italia rurale, raccogliendo le testimonianze dei protagonisti di quel mondo”, nell’ottica di ricordare il passato per progettare un futuro sostenibile. E la spedizione in procinto di partire avrà il compito di documentare tradizioni, tecniche contadine perfezionate in secoli di esercizio, ricette, costumi, superstizioni e tutte le testimonianze di una cultura non scritta che vive lontano dai grandi centri urbani, sulle rotte meno battute del Paese. Per questo il gruppo di lavoro comprende – oltre a Lanzino nel ruolo di regista – un’antropologa, un filmaker, una fotografa e una responsabile della logistica, supportati da un team che seguirà il viaggio a distanza, coordinando la pubblicazione di contenuti in tempo reale.

Lanzino e il suo asino

L’Italia a passo di mulo. Il viaggio

Il cammino porterà a realizzare una produzione audiovisiva – un documentario che testimoni quello che resta della civiltà contadina –  e probabilmente un magazine online volto a dare voce al mondo rurale tradizionale; ma durante la marcia i ragazzi mapperanno in GPS l’intero percorso, segnalando anche le fonti d’acqua incontrate lungo la strada, per creare una mappa virtuale di pozzi, fonti e acqua potabile, disponibile online in open source. L’itinerario si snoda attraverso l’Italia, da Pantelleria a Torino, lungo le dorsali appenniniche e lontano dai grossi centri urbani, seguendo dove possibile le tracce dei vecchi sentieri e tratturi; così il tragitto attraverserà alcuni dei siti di maggiore interesse naturalistico e storico d’Italia, dal Parco Nazionale del Pollino alle Cinque Terre, ai monti Peloritani. E il mulo non è solo un simbolo di questo lento riappropriarsi del tempo e del territorio: con i ragazzi ci saranno due mule e un asino pantesco (una razza che rischiava l’estinzione, e oggi diventa risorsa per l’attività turistica e escursionistica sull’isola di Pantelleria), “perché il mulo è una vera e propria macchina del tempo, che consente di entrare nella mente e nel cuore della società contadina, instaurando subito un rapporto diretto con la gente che si incontra, soprattutto gli anziani, che hanno un ricordo ancora molto vivo di quando si lavorava con questi animali”, spiega Lanzino.

Con questo ritmo, il viaggio si protrarrà per sei mesi, da metà aprile a ottobre, sfruttando la bella stagione per la possibilità di rifocillare gli animali al pascolo e tenendo conto anche del tempo necessario alla produzione audiovisiva. Le tappe seguiranno il Sentiero Italia del CAI, che patrocina l’iniziativa. Non resta che seguire il viaggio sulle pagine social di Woodvivors.

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http://woodvivors.it/index.htmlwww.facebook.com/woodvivors