Storie di mare

La lenta agonia del tesoro del Cilento: l’alice di menaica sta scomparendo sotto l’effetto di un mare sempre più caldo

Tra reti antiche, sapori millenari e una crisi climatica che mette a rischio un patrimonio culturale e gastronomico unico in Italia

  • 12 Luglio, 2025
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Può un’alice trasformarsi in un fantasma? Sì, se stretta nella morsa implacabile del riscaldamento climatico. È ciò che sta accadendo lungo le coste del Cilento, dove l’alice di menaica, presidio Slow Food e simbolo di una tradizione millenaria, sta lentamente svanendo tra le acque della provincia di Salerno. Quella che un tempo era una risorsa preziosa e un fiore all’occhiello della pesca artigianale, oggi rischia di diventare un ricordo sbiadito, schiacciata dal Mediterraneo che si trasforma in un forno d’estate, minacciando di cancellare un patrimonio culturale e gastronomico unico.

L’eredità della rete menaica

La menaica è molto più di una semplice rete. Si tratta di un’opera d’arte artigianale, un’eredità che affonda le radici nell’epoca greco-romana. Realizzata a mano con maglie a rombo, questa rete si immerge a mezz’acqua per catturare le alici, bloccandole delicatamente per le branchie. Il lavoro dei pescatori è meticoloso e paziente: ogni alice viene pulita a bordo, dalla testa alle viscere, per preservarne la carne bianca, dolce e saporita. Ma oggi, come racconta Vittorio Rambaldo, pescatore di Marina di Pisciotta, le notti passate in mare sono spesso infruttuose. «Sono stato fuori dalle sette di sera a mezzanotte e sono tornato con un’alice e uno sgombro», confida a Repubblica, riflettendo la difficoltà crescente di una pesca che non è più quella di una volta.

rete

Il caldo che spinge le alici in fuga

La colpa è del Mar Mediterraneo che, con le sue acque che in estate raggiungono punte di 28-30 gradi anche a pochi chilometri dalla costa, sta cambiando radicalmente l’habitat delle alici. Costrette a cercare temperature più fresche, le alici si rifugiano a oltre 80 metri di profondità, ben oltre la portata della menaica. Questo fenomeno, confermato al quotidiano dall’ittiologo Albert Carlo Racaj, non è solo una questione di temperatura: il caldo anomalo altera le correnti marine e blocca la risalita dei nutrienti dai fondali, impoverendo il plancton, alimento fondamentale per le larve e i giovani pesci. Un mutamento ambientale a cui le alici sono particolarmente vulnerabili.

La crisi che travolge la tradizione

La scarsità di pescato si riflette inevitabilmente sulla filiera artigianale, come segnalano i lavoratori e le lavoratrici che da anni lavorano le alici a Castellammare di Stabia. Si parla di un calo del 40% nelle catture degli ultimi anni, con conseguenze dirette sulla produzione di eccellenze come il salaggione e la colatura di alici. Quest’ultima, condimento prezioso e antico, erede del garum romano, è apprezzata in tutto il mondo ma rischia di diventare sempre più rara se non si interviene per salvaguardare la specie e il suo habitat.

salatura_alici1||alici di Cetara|Alici di Cetara_1

Ma la crisi di riflette anche sulla sostenibilità della pesca. Con la tecnica della menaica, i pescatori selezionano con cura solo le alici mature, che hanno già deposto le uova, per garantire la continuità della specie e preservare il mare da uno sfruttamento eccessivo. «Ce lo hanno insegnato gli antichi», spiega Rambaldo, «se muoiono le alici, moriamo anche noi». È un patto di rispetto e responsabilità che lega l’uomo al mare da secoli. Ecco perché, in un Mediterraneo che si riscalda a ritmi sempre più allarmanti, la parabola dell’alice di menaica deve trasformarsi in un monito imprescindibile. La sfida è ardua, ma la passione e la saggezza dei pescatori cilentani restano un patrimonio da tutelare con urgenza, per non lasciare che i piccoli pesci azzurri si trasformino in presenze evanescenti.

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd