Quaranta giorni di digiuno sono tanti. Gli umbri, allora, hanno deciso di ingegnarsi con un dolcetto speciale, un biscottone da tagliare a metà per spezzare il periodo di penitenza, detto anche «Carnevaletto». Precisamente a metà del cammino a Gubbio è tradizione mangiare la Vecchia di Mezza Quaresima, specialità casereccia che porta con sé una serie di rituali antichi (simili ad altri dolci marchigiani).
Pasqua è da sempre sinonimo di primavera, la stagione che nelle culture contadine era attesa con più ansia. Per questo nelle campagne si tramandavano riti propiziatori per uccidere simbolicamente l’inverno, auspicando il risveglio della natura, con tutti i suoi frutti. La Vecchia di Mezza Quaresima rappresenta proprio questo, il freddo e la povertà del terreno: dividerla a metà in maniera solenne e plateale, come si usa fare nelle case eugubine, è un gesto potente che rappresenta la fine del periodo più duro per l’agricoltura. Un rituale che avviene in piena Quaresima, il momento più austero sulle tavole italiane, e che così ha iniziato a simboleggiare anche l’interruzione del digiuno, in attesa dell’abbondanza pasquale.
I locals dicono «segare la Vecchia», a sottolineare ancora di più l’importanza di spezzare l’inverno e la penitenza in maniera eclatante e netta. Il grande biscotto dalla forma irregolare, buffa e caricaturale (come spesso avviene per i dolci tipici dalle figure femminili, come nel caso della Pupa abruzzese) viene condiviso da tutti i commensali. In passato rito pubblico, oggi la segatura avviene nelle case o nelle botteghe artigianali, pasticcerie e forni della zona, dove non manca mai questo dolce speciale.
Preparare la Vecchia di Mezza Quaresima in casa è molto semplice, si tratta di una frolla rustica farcita con marmellata (solitamente di più tipi, per conferire colore all’abito) e zuccherini, a cui viene data la forma di una signora. Per fare i capelli si usa spesso la stessa frolla colorata con un po’ di cacao, ma si tratta di un dolce popolare e antico, preparato in modo diverso a seconda delle ricette e abitudini familiari. Per chi volesse seguire la tradizione alla lettera, è bene servire il primo pezzo di dolce alla signora più anziana in segno di rispetto.
Foto di apertura di Umbria Tourism
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