Tre ingredienti, uno stuzzicadenti e una fama che attraversa da decenni i banconi dei bar spagnoli e, più recentemente, anche quelli italiani. La Gilda è probabilmente il più celebre dei pintxos baschi, uno stuzzichino all’apparenza semplice che racconta un modo diverso da quello italiano di vivere l’aperitivo. Nata a San Sebastián, nel cuore dei Paesi Baschi, è diventata il simbolo di una cultura conviviale fatta di piccoli assaggi, bicchieri di vino e soste informali tra amici.

La sua composizione è tanto semplice quanto essenziale: oliva Manzanilla, guindilla – il tipico peperoncino verde basco conservato in aceto – e acciuga. Gli ingredienti vengono infilzati su uno stecchino e serviti a temperatura ambiente o leggermente freddi, con un filo d’olio extravergine a piacere. Eppure proprio questo equilibrio tra sapidità, acidità e piccantezza ha reso la Gilda un’icona della cucina popolare spagnola. Secondo la tradizione, il nome nasce negli anni Quaranta in riferimento al film Gilda interpretato da Rita Hayworth: come la protagonista, il pintxo era considerato “salato, verde e un po’ piccante”. Da allora il soprannome è rimasto e si è diffuso ben oltre i confini baschi.
Per comprendere davvero la Gilda bisogna però entrare nella cultura dei pintxos. Diversamente dalle tapas, generalmente ordinate al tavolo, i pintxos popolano i banconi dei bar delle città del nord della Spagna. Sono piccoli bocconi pensati per accompagnare un bicchiere di vino, una birra o il tradizionale txakoli, il bianco fresco e leggermente frizzante prodotto lungo la costa basca. La Gilda è considerata da molti il pintxo originario, quello da cui avrebbe preso forma una tradizione gastronomica oggi celebrata in tutto il mondo.
In un solo morso concentra alcuni dei tratti distintivi della cucina basca: il gusto deciso delle conserve di mare, l’importanza dei prodotti sottaceto e la ricerca dell’equilibrio tra sapori intensi. Non a caso, pur essendo nata come preparazione popolare, è entrata stabilmente nelle carte di bistrot contemporanei, enoteche e cocktail bar, dove viene proposta anche in versioni più elaborate con olive Gordal, acciughe del Cantabrico o peperoncini selezionati.
E mentre nelle enoteche di Londra e New York è ormai una presenza consolidata, la Gilda sta iniziando a farsi spazio anche in Italia. Sempre più wine bar, locali specializzati in vermouth e cocktail bar attenti alle tradizioni gastronomiche europee la inseriscono accanto ai calici, riscoprendo il valore di uno snack essenziale ma ricco di personalità. Una tendenza che si inserisce nel più ampio interesse per i prodotti di qualità.
Il suo successo dimostra che bastano poche materie prime eccellenti per ottenere un risultato memorabile. Più che una ricetta, la Gilda è un simbolo di semplicità: un piccolo spiedino che racchiude l’identità gastronomica dei Paesi Baschi e che, a distanza di oltre settant’anni dalla sua nascita, continua a conquistare nuovi appassionati nei bar di mezzo mondo.
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