È un raddoppio che arriva a celebrare i dieci anni di storia di uno dei cocktail bar più noti della scena milanese e nazionale, il Mag Cafè. Ma anche la soluzione di Flavio Angiolillo e soci per rispondere alla crisi, senza licenziare nessuno. E nel nuovo spazio con giardino l’apertura è no stop, dalle 7.30 alle 2.
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Il gruppo Farmily. Una storia di successi

Il volto più noto del gruppo Farmily è quello di Flavio Angiolillo, classe 1984, bartender e imprenditore di grande carisma, che negli ultimi dieci anni è riuscito a proiettare Milano sulla scena della miscelazione internazionale che conta. Proprio quest’anno il Mag Cafè spegne dieci candeline. Certo non il periodo più propizio per celebrare un compleanno importante e onorare la storia di uno dei templi nazionali del buon bere, allungato su Ripa di Porta Ticinese, che ha originato, nel tempo, numerosi progetti affini e complementari, dal secret bar 1930 all’Iter, al BackDoor43. Un impegno sostenuto da una famiglia numerosa, che vanta molti soci –  Francesco Bonazzi, Carlo Dall’Asta, Bejamin Cavagna, Marco Russo, Loris Melis e Lorenzo Raimondi – e dà lavoro a tante persone. Con il mondo dei cocktail bar duramente provato dalle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria e la difficoltà di prevedere un futuro incerto – che per molti mesi, specie a Milano, è sembrato piuttosto complesso da interpretare – anche Farmily ha dovuto faticare per trovare una via d’uscita.

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Superare la crisi. Apre Mag La Pusterla

Questo, in casa Angiolillo&Co., si è tradotto nel desiderio di mettersi ancora una volta in gioco, con l’ennesima apertura in città, che ha un fascino doppio: perché celebra nel migliore dei modi il decennale del Mag, propiziandone il raddoppio; e perché recupera un locale storico – il Caffè La Pusterla in via Edmondo de Amicis, che ha cessato l’attività lo scorso marzo – garantendogli la sopravvivenza, pur nello stile Farmily. Dunque l’insegna del nuovo locale porta traccia di questo incontro: Mag La Pusterla ha inaugurato pochi giorni fa, e già fa molto parlare di sé. Giova la capacità di non arrendersi alla prima difficoltà, a fronte dell’intenzione di salvaguardare posti di lavoro, ricollocando i dipendenti in esubero nel nuovo locale: “A marzo, quando è iniziato il lockdown, abbiamo subito iniziato a guardarci intorno. Anche se è piccolino, il Mag ha tantissimi dipendenti, ma alla riapertura il nostro giro d’affari sarebbe necessariamente calato: facevamo molto servizio in piedi, anche 900 cocktail a sera” spiega Angiolillo “Oggi non può essere così, anche se le persone sono tornate a uscire, hanno voglia di bere, e per fortuna c’è molta richiesta in tutti i nostri locali. Serviamo in media 500 cocktail a sera, rischiavamo di lasciare a casa 6 dipendenti, e scontentare molti clienti”.

Mag La Pusterla: esterno

Mag La Pusterla. Lo spazio

La soluzione, dicevamo, è arrivata sotto forma di occasione da prendere al volo: “Qui molti affittuari sono scappati per la crisi, le mura de La Pusterla sono dello stesso proprietario del Mag. Abbiamo pensato di approfittarne per avere uno spazio in più, più ampio. L’abbiamo trasformato a modo nostro, perché era bloccato negli anni Ottanta, preservandone però parte della storia. E neppure corriamo il rischio di cannibalizzare le altre insegne del gruppo: siamo tornati a lavorare bene”. Com’è consuetudine del gruppo, è la qualità delle idee che orienteranno l’offerta di questo Mag bis a fare la differenza. Il locale vivrà dalle 7.30 del mattino alle 2 di notte, potendo contare su uno spazio di 300 metri quadri, cui si aggiunge un bel giardino (“lo spazio è bellissimo”). All’interno gli arredi preservano la continuità col passato, mobili originali anni Quaranta e bancone in marmo.

Un piatto e un cocktail di Iter a Milano
Un piatto di Iter

L’offerta. Cucina e miscelazione

La miscelazione sarà il fulcro dell’attività, ma al lavoro sulla proposta gastronomica – con un’offerta che mette insieme tramezzini, classici del territorio e tapas – c’è Vincenzo Migniuolo, chef di Iter. Questo perché il nuovo Mag apre già per colazione (le brioche arrivano da un panificio, il resto è tutto homemade, compresa la carta delle uova strapazzate), e offre anche servizio di pranzo e cena (sul mensile di ottobre del Gambero Rosso, in edicola tra un paio di settimane, affrontiamo proprio il riscoperto dialogo tra cocktail bar e cucina), strada già intrapresa con Iter. Dunque per tutta la giornata saranno disponibili i tramezzini (dai 3.50 ai 4.50 euro), con vitello tonnato, o mascarpone, acciughe e limone; e ancora un tradizionale insalata di pollo o un cosacco (caprino, coppa, limone e vodka). Dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 23, apre la cucina, con un menu al panino o al piatto, che spazia dal carpaccio di baccalà con zucchine e stracciatella (13) al roast beef con patate al forno in crema (13). Completa l’offerta una breve carta di piatti della tradizione e vegetariani: ossobuco e polenta (15), lasagna con ragù e besciamella (11), carote con mandorle a liquirizia (13), melanzana arrecanata (12). E per accompagnare i cocktail (ma anche un calice di vino o bollicine, novità assoluta per Farmily) taglieri di salumi e formaggi e sfizi da condividere, dal pane con burro e acciughe (4) al baccalà fritto con marmellata di pomodoro (11).

Americano a fiori, Mag Cafè

La drink list, invece, è al contempo un omaggio ai dieci del Mag, con cocktail storici della casa (in carta si raccontano anno di creazione, ingredienti, segni particolari: dal Farmer’s Punch del 2016 (9) al Giappone del 2015 (9), al Farmily Daiquiri (9)) e un gioco sui cocktail alla spina in collaborazione con amici e colleghi del mondo del bartending italiano: il Negroni del marinaio, l’Indeciso o l’Americano a fiori, tutti proposti in formato piccolo (4) o medio (8). Già in piena operatività, tutti i giorni.

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Mag La Pusterla – Milano – via Edmondo De Amicis, 22 – www.farmilyspirits.com

 

a cura di Livia Montagnoli