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Caffè Libarium Nostrum
via Santa Croce, 33
chiuso lunedì (mai in estate)
orario continuato 8-2
tel. +39 3465 220 212
www.caffelibarium.com


Il bar dell’Alligatore tra classico e creativo

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quo;Nel 97, Danilo Argiolas un barman cagliaritano, patron del Libarium, ideò l’Alligatore: un tumbler basso riempito per sette parti di calvados e per tre parti di Drambuie. Molto ghiaccio (meglio se tritato) e una fettina di mela verde da masticare lentamente alla fine per consolarsi del bicchiere vuoto”. Scrive lo scrittore noir Massimo Carlotto nel suo sito.

Per capire chi è Danilo Argiolas, anima e corpo del Libarium Nostrum, dobbiamo tornare indietro di qualche anno. Era, infatti, il febbraio ’93 quando un giovane ragazzo ventenne, alla sua prima esperienza con la gestione di un bar, aprì il Libarium. Il quartiere è Castello, cuore della zona più alta e vecchia di Cagliari; il locale è un piccolo posticino che fa un buon servizio di caffetteria e inizia a sondare le vie dell’American bar.

Era sempre il ’93 (precisamente luglio) quando Danilo fece un piccolo passo avanti. Ebbe la concessione per occupare la terrazza di fronte (nonostante ci sia da attraversare una strada): uno dei belvedere più incantevoli della città, dove si può ammirare un panorama incredibile. «Il servizio all’aperto ci ha aiutati a far capire l’idea che avevamo del nuovo modo di vivere il bar – ricorda Danilo – un altro segnale l’abbiamo voluto dare col tipo di servizio offerto: non solo snack bar e caffetteria, ma anche bere miscelato, attenzione ai liquori, ma soprattutto ai distillati, un locale insomma rivolto ai giovani, da vivere sin dal primo mattino, per arrivare fino a tarda sera».

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Le idee di Danilo, chiarissime fin da subito, non hanno avuto difficoltà ad arrivare a una clientela che si è subito riconosciuta in un locale attento alla cultura del buon bere.

 

Nel ’96 il bar si trasferisce a pochi metri, in un ambiente più grande composto di tre sale, all’interno di un palazzo storico del 1800 (una delle sale risale addirittura al 1300).

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Danilo sente fortemente questo luogo come uno spaccato della propria vita e di quella della sua città. «La gioia più grande – sorride – è vedere i giovani che chiedono un cocktail, magari uno di quei classici con cui iniziammo 16 anni fa a fare bere miscelato».
Al Libarium, in effetti, la moda del drink è rappresentata dal classico, quel classico che non tramonta mai: nei long drink, dove l’attenzione è rivolta alla scelta della base, del distillato o del tocco dolce della frutta di stagione; nei pestati, dove il dosaggio di lime e zucchero di canna rappresenta la ricerca dell’equilibrio; nell’esperta manualità, fondamentale se chiediamo un Martini Cocktail o un Old Fashion.

 

Tutto questo al Libarium non manca mai grazie soprattutto a tre colonne portanti, come ama definirle Danilo: Luca Argiolas, Marco Ubizzo e Vitale Murtas i tre barmen principali. Da sempre fanno parte dello staff, e la continuità negli anni si vede e come. Sono loro che sanno accontentarci sia se chiediamo “il solito”, sia se lasciamo fare a loro.

Ed è proprio quello che fece Massimo Carlotto, cliente abituale, quando chiese un drink che avesse come base il Calvados: era il distillato che l’Alligatore, il personaggio di uno dei romanzi dello scrittore, amava degustare. Danilo prese un tumbler basso e creò il drink. E ora in tutto il mondo chi conosce l’Alligatore sa che c’è un posto dove può trovarlo. Non gli resta che entrare al Libarium o accomodarsi nel salotto della terrazza ad ammirare il panorama. Sarà accontentato.

 

di Giuseppe Carrus