Con quasi 10mila presenze tra addetti, stampa e amatori, la prima edizione del Roma Bar Show non ha deluso le aspettative. Così ci hanno detto i barman che hanno partecipato all'evento.
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Come è andata la prima edizione del Roma Bar Show? Lo abbiamo chiesto ai barman, nazionali e internazionali, che vi hanno partecipato, senza però interpellare organizzatori e addetti romani, onde evitare risposte eccessivamente di parte. Il feeling è super positivo.

Bar Show 2019 a Roma. tutti i giudizi dei barman

Walter Bolzonella (Hotel Cipriani a Venezia) – Voto 8 e ½

L’evento è stato molto interessante, certo come prima volta ci sono delle cose da aggiustare come l’organizzazione della biglietteria o la parte food che era dislocata solo all’esterno – e se pioveva?! – ma nel complesso questa prima edizione romana mi è piaciuta. A cominciare dalle masterclass, per continuare con la varietà degli stand, la location e gli eventi fuori salone. Consigli per la prossima edizione? Spingere ancora di più la parte internazionale, sia per quanto riguarda i prodotti che gli speaker, mettere a disposizione dell’utente una brochure con alcune ricette di cocktail in modo tale che si possa prendere ispirazione, e dare più importanza al lusso: il prestigio del prodotto passa sempre per il lusso.

Salvatore Calabrese (Donovan Bar del Brown’s Hotel a Londra) – Voto 8

Sono rimasto a bocca aperta, solitamente le cose nuove iniziano in piccolo, qui invece si è iniziato alla grande, a cominciare dal luogo iconico che ospitava il bar show. Poi era pieno! È evidente che l’Italia fosse pronta per un evento del genere, considerando che tutti i protagonisti della miscelazione hanno partecipato. Come prima edizione è stata anche abbastanza internazionale e molto ben organizzata, pure le lezioni nell’anfiteatro hanno superato le mie aspettative: solitamente patiscono il rumore di fondo, qui no. Poi c’era di tutto e la cosa bella è che tutti erano impegnati, c’era gente in qualsiasi stand, l’atmosfera trasmetteva grande positività e anche sul fronte pulizia non ho nulla da obiettare. Ovvio, c’è sempre qualche aspetto migliorabile (la cosa bella è la possibilità di crescita!): forse era un pelino troppo dispersivo, predisporrei tutto come era organizzato il villaggio messicano, insomma creerei più isole tematiche. La verità? Avevo grandi aspettative perché sapevo chi c’era dietro, ma sono state superate. Hanno messo Roma e l’Italia nella mappa internazionale della miscelazione.

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Michele Venturini (Cahoots a Londra) – Voto 7/8

È stata una bellissima esperienza, anche considerando che ho partecipato con il mio stand e il mio nuovo brand (che aiuta i piccoli a farsi conoscere). Tolto qualche intoppo organizzativo – soprattutto nella costruzione degli stand, è stata un’operazione un po’ lenta – c’è stato un ottimo afflusso di persone, anche importanti. È stato molto utile per prendere contatti, poi erano presenti parecchi brand. Aspetti migliorabili? Qualche punto food in più all’interno, consiglierei di dislocare i big brand così dai la possibilità alla gente di girare di più e gli organizzatori dovrebbero essere un pelino più presenti tra gli stand per soddisfare le richieste dell’ultimo minuto.

Babis Kaidalidis (organizzatore di Athens Bar Show) – Voto 8 ½

Highligths? L’incredibile supporto dato dalla comunità di bartender italiani, non me lo aspettavo e non mi aspettavo un tale successo. È stato un evento davvero grande, dove hanno partecipato tutti i migliori barman italiani e internazionali. La qualità dell’evento era altissima, c’erano molti produttori (tanti non li ho mai visti in eventi simili) e altrettanti professionisti. Cosa migliorerei? Le prime cose che mi vengono in mente sono piccole accortezze, come l’ingresso all’evento (nelle prime ore c’è stata un po’ di ressa) o la temperatura interna (faceva un po’ troppo caldo). Ad ogni modo non mi aspettavo una cosa così seria! Credo crescerà tanto e sono sicuro che ha tutte le carte in regola per diventare il più importante bar show del mondo – e non lo dico solo io – se fanno le cose fatte bene, c’è tutto il potenziale perché la cultura della mixology in Italia è in costante crescita.

Matteo Di Ienno (Locale a Firenze) – Voto 8

L’organizzazione ha funzionato, il ghiaccio non è mai mancato e la gente nemmeno, abbiamo portato a casa molti contatti. L’area seminari era bellissima e se proprio devo trovare un aspetto migliorabile, forse c’è stato qualche intoppo all’entrata, magari nella prossima edizione potrebbero mettere i tornelli elettronici, come fanno a Berlino.

Luca Picchi (Gilli a Firenze) – Voto 8

Gli organizzatori sono persone molto preparate e hanno una rete di contatti assai importante, infatti c’erano speaker eccezionali, poi l’atmosfera era bellissima e anche dal punto di vista estetico è stato un bar show davvero appagante. Punti deboli? Sicuramente non era facile da raggiungere e c’è stata qualche difficoltà di viabilità (e se si mettessero a disposizione delle navette?, ndr), c’è stato qualche intoppo all’entrata ma nel giro di mezz’ora hanno risolto, un po’ di pulizia in più non avrebbe guastato. Se dovessi dare un input, suggerirei di creare un’app basica con la mappa degli stand e tutti gli appuntamenti nelle varie sale.

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Flavio Angiolillo (Mag a Milano) – Voto 7

È l’evento più grande che io abbia mai visto in Italia, le masterclass erano tutte piene, l’ambientazione era spettacolare e tutti gli espositori erano contenti. Direi che come prima edizione è andata molto, molto bene! Grazie a questo evento ho fatto conoscere i nostri prodotti a molti addetti, quindi anche dal punto di vista del business è stato positivo. A trovare un difetto, forse avrei dato delle mappe dettagliate per girare al meglio tra gli stand.

Mirko Turconi – Voto 7/8

Non c’è una fiera che non abbia problemi, soprattutto se si tratta della prima edizione, eppure qui di problemi ce ne sono stati pochi. Se proprio ve li devo elencare (abbiamo un po’ insistito, ndr) l’apertura del primo giorno in ritardo ha causato non pochi disagi alle masterclass, ma è un problema di facile soluzione: proporrei per la prossima edizione di ridurre l’orario, si apre più tardi, fai cominciare le masterclass dopo un’ora dall’apertura e si chiude prima, così tutti gli addetti possono seguire gli eventi collaterali in giro per la città. Ma i difetti, rispetto ai pregi, sono poca cosa: nonostante le aspettative alte mi hanno colpito la risposta e l’internazionalità, sia delle aziende che degli speaker che hanno partecipato.

Carlotta Linzalata (Casa Mago a Torino) – Voto 8

Bello! Ci voleva una cosa del genere in Italia anche perché dà visibilità al Paese e ai prodotti italiani. C’erano molti prodotti interessanti, da scoprire, e le masterclass sono state davvero utili. L’unico neo, per me, è che non c’era una mappa per muoversi con facilità tra gli stand, il prossimo anno potrebbero pensare a una sorta di app stile Vinitaly.

Filippo Sisti (Talea a Milano) – Voto 10

Dal mio punto di vista, da speaker e da collega, è stato un evento perfetto. Anche perché era un’occasione utile per tutti i tipi di barman, da quelli più navigati alle giovani leve, infatti non c’erano solo prodotti di nicchia, e ben venga. Insomma il bar show a Roma è riuscito al mille per cento! Se proprio devo trovare una cosa da migliorare, forse è la distribuzione degli stand, dovrebbero essere organizzati in modo tale che ci sia una sorta di percorso guidato, magari con una mappa da consultare.

Paolo Baccino (The Balance Cocktail Bar  a Savona) – Voto 8

Da addetto e frequentatore storico di tutti i bar show del mondo è da considerare l’edizione numero zero, dato che nemmeno gli organizzatori si aspettavano un tale afflusso. Ed è anche per questo che si è peccato di sottostima, nonostante l’esperienza di chi l’ha organizzato. Al di là di tutto è stato un super evento dove si è respirato un bel clima di festa. Mi auguro che lo organizzeranno anche il prossimo anno.

Diego Melorio (Quanto Basta a Lecce) – Voto 9

È stato una bomba! C’è stato tanto fermento e tanta voglia di mostrare la parte internazionale dell’Italia. Le aziende hanno risposto bene, c’erano presenze importantissime, guest nelle serate fuorisalone incredibili e l’organizzazione è stata quasi perfetta. Dico quasi perché qualche piccolo intoppo c’è stato, ma probabilmente dovuto a previsioni meno ottimistiche di quello che poi è successo davvero. Nel complesso con questa manifestazione possiamo dire di esserci affacciati finalmente all’Europa, è stato un polmone verde per tutti quelli del settore, ché di fatto ha smosso molti addetti stranieri, i quali una volta fatta la traversata, in questi giorni, si stanno girando un po’ di cocktail bar lungo la Penisola. Faccio i miei complimenti agli organizzatori.

a cura di Annalisa Zordan