Bartender italiani alla conquista di Dubai, la capitale delle opportunità

24 Nov 2022, 11:41 | a cura di Gambero Rosso
Da puntino di sabbia tra le dune del deserto Dubai è diventata una capitale mondiale del business, incrocio di culture e tradizioni diverse. E qui sta emergendo – come a Londra per decenni – una formidabile enclave di bartender italiani, accanto a chef, pizzaioli, imprenditori di successo.
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La mixology italiana nel mondo: Dubai

Tra le tantissime maestranze che l’Italia fornisce agli Emirati, spiccano quelle che riguardano l’ospitalità: è sorprendente vedere quanti chef, pizzaioli e bartender vivono e lavorano a Dubai. Qui, in maniera speculare a ciò che è stata Londra per decenni, sta emergendo una formidabile enclave di bartender italiani che, soprattutto grazie all’impulso dell’Expo tenutosi lo scorso anno, hanno conosciuto un successo internazionale con storie vissute tra grattacieli e isole artificiali, parallele a quelle di un paese che pare non essersi ancora stancato di crescere.

Expo 2021 e il boom dei cocktail bar

Era Expo 2020, ma la pandemia lo ha fatto slittare al 2021. Il tema dell'Esposizione è stato “Connecting Minds, Creating the Future” (collegare le menti, creare il futuro), strettamente connesso al nome arabo della città, al-Waṣl. Il palcoscenico internazionale ha dato stimoli e nuova visibilità a Dubai ed è in questo contesto di fermento e di ritrovata vitalità che si assiste a un fiorire di cocktail bar di livello, tra nuove aperture e realtà ormai consolidate. L’attenzione al mondo della mixology da queste parti pare essere altissima, e le élite cosmopolite che frequentano questi lidi sono ben contente di sperimentare novità. Se infatti per i residenti musulmani è praticamente proibito il consumo di alcolici, per gli expat è possibile richiedere un’apposita licenza, e per i milioni di turisti che arrivano in città ogni anno è facile trovare un’offerta di qualità negli hotel, ma anche nella stragrande maggioranza dei ristoranti con permesso di somministrazione.

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La new wave della mixology

Tra i cocktail bar più conosciuti e apprezzati in città, fuori dagli hotel, i tre di cui vi parliamo sono tutti situati in DIFC (Dubai International Financial Centre), cuore pulsante della città e meta indiscussa dei bon vivants. Il primo da citare è Zuma Dubai, che nel 2021 ha scalato la classifica The World’s 50 Best Bars posizionandosi al 17° posto. Il bar completa l’offerta dell’omonimo ristorante di cucina giapponese contemporanea, recentemente eletto tra i migliori dell’area MENA (Middle East and North Africa). A guidarlo Laura Marnich, affiancata da Angelo Immorlano, che sono stati capaci di aggiungere un tocco di italianità anche a una proposta di stampo internazionale, come con il “Garibaldi” con cordiale di yuzu, l’Amerikonos o il twist sul Ramos Gin Fizz a base di Pannacotta fatta in casa al posto della tradizionale doppia panna.

Un capitolo a parte è da dedicare al “fenomeno” Galaxy Bar: aperto nel 2019 con un dream team tutto italiano guidato da Danilo Pozone e composto da Mauro Cortese, Francesco D’Arienzo e Christian Carro, ha conquistato fin dal 2020 l’attenzione dei 50 Best Bars come Campari One To Watch e nel 2021 è entrato di diritto nella classifica ufficiale posizionandosi al 45’ posto. Oggi alla guida c’è Stefano Gambardella, che propone una miscelazione di ricerca basata sui twist on classic, ognuno dedicato ad un segno zodiacale della mitologia greca: “Scorpios” è un twist sul Negroni con vermouth alla barbabietola, bitter al cioccolato e aperitivo bitter all’arancia; “Little Prince” è un twist sul Gimlet con gin e cordiale di fiori di ciliegio.

È un’apertura recente e in città non si parla d’altro: Amazonico, sbarcato da Madrid e in procinto di nuove aperture nel mondo, è un format vincente che coniuga ad alti livelli ristorazione, cocktail e intrattenimento musicale con dj set, in un locale dall’atmosfera coinvolgente distribuito su tre piani. La proposta di drink, così come la cucina, è dedicata ai sapori tropicali dell’America Latina, ma dietro al bancone batte un cuore italiano: Francesco D’Arienzo, forte delle esperienze al Galaxy Bar prima e al ME poi, che qui occupa la posizione di Head Bartender, è fortemente motivato a scalare le vette del successo. Tra i signature, la “Sangria Blanca” con gin, vermouth bianco, Tropical Cordial homemade (vino bianco infuso con frutta tropicale) ed uno splash di Aloe Vera. Tra le ultime novità da segnalare infine la firma di un grande della Mixology nostrana come Dom Carella nella cocktail list di Trèsind Studio, un progetto di ristorazione che non teme di mettere il pairing tra i pilastri centrali della propria offerta.

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I Cocktail Bar d’Hotel

È proprio nei grandi hotel che troviamo la maggior parte dei Cocktail Bar più celebri di Dubai, e paradossalmente in una stessa struttura possiamo trovare diversi locali diversi tra loro ma altrettanto interessanti. Ne è un esempio il Grosvenor House, a Luxury Collection Hotel, che ospita il celeberrimo Buddha Bar, brand riconosciuto a livello internazionale. Ma spesso si ignora che nella stessa struttura alberghiera sono presenti anche altri due meravigliosi bar, ovvero il Siddharta e il Bar 44, tutti e tre gestiti dalla supervisione di Giacomo Vezzo (F&B manager) e Francesco Galdi, che per il gruppo ricopre il ruolo di global beverage director. Altro bar a guida italiana conosciuto a livello globale è il Bulgari Bar Dubai, la cui ascesa è stata fulminate dopo l’arrivo di Dario Schiavoni al comando, che ha in poco tempo dato un’identità ben definita e una proposta drink interessante e moderna, anche accompagnata da sfiziose proposte di finger che arrivano dalla cucina del Ristorante Niko Romito.

Ha un bar legato principalmente alla ristorazione ma il brand è forte e fa molto parlare di sè: è Il Borro Tuscan Bistro - della famiglia Ferragamo - nel complesso del lussoso Jumeirah Al Nassem, che ha irrotto nei 50 Best Restaurants MENA 2021 posizionandosi all’11° posto. Il bar è supervisionato da Mauro Cortese, ex presenza al Galaxy Bar e attualmente bar manager dell’intero gruppo Orange Hospitality; qui la cocktail list è concentrata su pochi grandi classici della miscelazione italiana, ma con nuovi progetti per le imminenti aperture di Mayabay, ristorante tailandese-giapponese e Josette, ristorante francese, entrambi a Dubai.

È tramontata invece la felice ma breve parentesi del bar del ME Dubai by Melia, dove il bar manager Danilo Pozone, uno tra i pionieri italiani a Dubai, ha fatto vivere all’hotel una vivace stagione invernale a cavallo tra il 2020 e il 202, affiancato da Francesco D’Arienzo.

a cura di Federico Silvio Bellanca e Paola Mencarelli

QUESTO È NULLA…

Nel nuovo numero del Gambero Rosso il fenomeno dei Pop-Up Bar esteri a Dubai, locali effimeri che servono a far conoscere e a offrire un tocco di novità; timeline di Dubai: da storia antica a capitale iper-moderna. I volti italiani della miscelazione a Dubai si racconto. E ancora, 5 insegne per 5 abbinamenti tra food & drink, e molto altro….

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