Ha aperto solo nell’autunno 2018, riscuotendo subito un grande successo, e ora raddoppia con un progetto a pochi passi dalla casa madre. Cosa si mangia da Crosta Lab a Milano.
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Il pizzaiolo padovano Simone Lombardi e il panificatore palermitano Giovanni Mineo raddoppiano a pochi metri di distanza dalla prima insegna. Dove? Via Melzo 5 negli spazi di quel che fu un club super frequentato dalla comunità lgbt.

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Crosta Lab Milano ®danielemari

Crosta Lab

Eravamo alla ricerca di un laboratorio perché non ci stavamo più dentro con la produzione”, ci racconta Giovanni Mineo che con il suo pane di segale e cioccolato Costa d’Avorio si è aggiudicato il premio “Pane dell’anno” nella nostra guida Pane&Panettieri, “siamo in una decina e nel micro laboratorio di Crosta lavoriamo con una gestione degli spazi che ha del miracoloso!”. Una produzione in costante crescita sia sulla vendita al dettaglio che sulle forniture, che richiedeva di fatto più spazio. Il punto era anche un altro: “Io e Simone abbiamo sempre avuto l’intenzione di espanderci però in maniera ragionata, senza cadere nel trendy o nei locali fatti con lo stampino. Fra due anni magari cambieremo idea, ma per ora siamo convinti del fatto che ogni posto debba avere una sua identità. Crosta Lab, infatti, non è il secondo laboratorio di Crosta, piuttosto una cellula a sé stante in relazione con la casa madre”.

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Da Crosta Lab si organizzano anche corsi

Ogni singolo spazio deve essere il contenitore di idee differenti”. Crosta Lab è un laboratorio dove si producono pane, dolci e pizza, ma in futuro sarà anche uno spazio dove fare cultura. “Organizzeremo corsi di panificazione, di pasticceria o anche di altro, per dare la possibilità alle persone di fruire di uno spazio che solitamente non è fruibile. Diventa il passo successivo alla trasparenza del vetro: qui il pubblico sfonda metaforicamente il vetro e diventa parte attiva. Consideriamolo come il metateatro”.

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La pizza a portafoglio consegnata da una finestra

Nel frattempo, nei 70 mq di solo laboratorio, con vetrine che danno su strada, Simone e Giovanni hanno deciso di aprire di sera una finestrella per lanciare un rito che avrà come protagonista la pizza a portafoglio, realizzata secondo la ricetta originale, un pelino più piccola di quella tradizionale tonda e servita piegata in quattro. Non c’è bisogno di prenotare e per scovare il nuovo Crosta Lab fatevi guidare dal vostro olfatto, verrete infatti inebriati dal profumo della pizza di Simone contenuta nella stufa posta vicino alla finestra, ovvero il tipico contenitore cilindrico forgiato dall’artigiano campano Stefano Ferrara.

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“Per la stufa, in cui le pizze piegate si mantengono morbide e idratate sfruttando il vapore che emanano appena sfornate, ho chiesto consiglio all’amico Franco Pepe” spiega Simone Lombardi. Si comincia con due tipi di pizza: “Una marinara al peperoncino e una cosacca, ispirata a una ricetta partenopea con pomodoro e Pecorino Romano, creata in omaggio allo zar di Russia Nicola II in visita al Regno delle due Sicilie nel 1845, alla quale ho aggiunto del Grana Padano”.

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“Vogliamo illuminare e animare la strada, un po’ come facevano le botteghe di una volta che di fatto si sostituivano all’illuminazione pubblica. Via Melzo col suo essere variopinta e sempre più brulicante di bei locali, si presta decisamente bene”, aggiungono. Le premesse ci sono tutte.

Crosta Lab – Milano – via Melzo, 5  – Orari di apertura: dalle 19.30 alle 00.30

a cura di Annalisa Zordan

foto di Daniele Mari