Non solo scaldare e scongelare. Il microonde può fare molto di più. Dalla crema pasticcera alle cozze in guazzetto, qui le dritte per cucinare al microonde.
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Ormai ce n’è (quasi) uno in ogni casa. A ragione, verrebbe da dire, vista la rapidità dei tempi di cottura, le ottime prestazioni raggiunte negli anni e il risparmio energetico che se ne ottiene: si calcola che il microonde utilizzi due terzi di energia in meno rispetto a un forno normale.

Chi ha inventato il microonde

E pensare che la cottura a microonde fu scoperta casualmente da Percy LeBaron Spencer, impiegato della Raytheon, che un giorno, mentre faceva esperimenti con un radar, si accorse che la tavoletta di cioccolato che aveva in tasca si era sciolta. Provò a mettere del mais davanti, che si trasformò subito in popcorn, e il giorno successivo sperimentò con un uovo, il quale scoppiò in faccia a un collega. Il primo microonde venne realizzato dalla Raytheon nel 1947: si chiamava Randange, era alto 1,8 metri, pesava circa 350 kg e produceva una potenza da 2 a 4 volte superiore a quella dei microonde attuali. Non c’è da stupirsi che all’epoca non ebbe granché successo. Fortunatamente oggi è decisamente meno ingombrante e alla portata di tutti: sul mercato ci sono modelli che vanno da un centinaio di euro fino a superare i mille.

Come funziona il microonde

In parole semplici, quando accendiamo il microonde viene attivato un magnetron che produce le microonde (onde elettromagnetiche, simili a vibrazioni di energia) le quali generano un campo elettromagnetico che mette in rapida oscillazione principalmente le molecole di acqua. Queste molecole, in un cibo solido o liquido, non possono ruotare liberamente e il loro movimento trasferisce calore al resto dell’alimento.

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Cosa si può cucinare al microonde?

Prima di tutto è fondamentale sapere cosa si può cuocere e cosa no. Un esempio? Non provate a cuocere un uovo al microonde senza il giusto contenitore, scoppierebbe come è successo a Spencer e al povero collega. E nemmeno il pane si presta ad essere scaldato perché una volta messo nel microonde diventa molle. Ma questo elettrodomestico è perfetto per cuocere le lasagne e le paste in teglia, così come la carne o il pesce. E lo si può usare anche per fondere il cioccolato al posto della cottura a bagnomaria. In ogni caso tutto si cuoce o si riscalda in pochi minuti, che si tratti di una tazza di latte (30 secondi) o di un piatto cucinato il giorno prima (4 minuti per 150 g di prodotto).

Come cucinare la carne al microonde

Le microonde penetrano dalla superficie dei cibi a seconda del loro contenuto di acqua e solo per qualche centimetro, poi il calore si trasmette verso il centro per conduzione. Quindi per qualsiasi preparazione è meglio cucinare pezzi uniformi che non superino i 3-4 cm di lato. Nello specifico della carne, preferite dunque preparazioni come lo spezzatino al pollo intero. E se la vostra ricetta non prevede l’uso di sugo, coprite il contenitore con un coperchio apposito per non far seccare la carne.

Ricette al microonde

Provate la classica spigola al sale e non ve ne pentirete, oppure le cozze in guazzetto: basta mettere in una ciotola di vetro le cozze, un cucchiaio di pomodoro fresco, olio, aglio e prezzemolo, coprire con della pellicola e lasciar cuocere a potenza massima per circa un minuto. Consigliamo inoltre di girare le cozze dopo 30 secondi e lasciarle aprire a fine cottura ancora coperte dalla pellicola. Seguendo lo stesso procedimento, con una piccola aggiunta di brodo, si può preparare anche dell’ottimo pesce in umido. Il microonde è ideale anche per le verdure: non servono pentole di acqua bollente, basta tagliare gli ortaggi, condirli con un filo di olio extravergine d’oliva, metterli in una ciotola di vetro ricoperta con pellicola e in soli 40 secondi risultano sodi, saporiti e, soprattutto, non perdono nulla in vitamine. Con questo elettrodomestico si possono fare anche alcuni dolci, come la crema pasticcera: scaldate il latte in un pentolino, in una ciotola montate i tuorli con lo zucchero e la farina, unite poi lentamente il latte al composto e cuocete tutto in microonde, anche in questo caso girando ogni 30 secondi finché non si ottiene una crema densa.

Quali contenitori usare per il forno a microonde?

Vetro, pyrex, terracotta, plastica, silicone, ceramica sono i materiali che garantiscono i risultati migliori per la cottura a microonde. Tutti i metalli, così come il cristallo, non si possono invece utilizzare perché riflettendo le microonde andrebbero a danneggiare il magnetron. Per la stessa logica, il microonde non va mai attivato quando è vuoto perché le microonde rifletterebbero sulle pareti dell’elettrodomestico stesso. In commercio, poi, ci sono degli strumenti che aumentano le potenzialità del microonde, come le pentole in silicone ideali per cuocere verdure, zuppe, sformati e tortini, le griglie per cuocere la carne o i contenitori appositi per le uova, che evitano l’ormai famoso “scoppio” di scena. Quando vi apprestate ad acquistare, tenete ben presente la capienza interna del vostro microonde: con dei contenitori grandi in uno spazio piccolo si rischia di bloccare il piatto girevole, che garantisce una cottura uniforme.

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La cottura al microonde. I contro

Anche se, per inciso, la cottura al microonde non è mai uniforme: “Le microonde, generate dal magnetron e convogliate all’interno dell’apparecchio, vengono riflesse quasi perfettamente dalle superfici metalliche delle pareti e continuano a “rimbalzare” dentro il microonde sino a quando vengono assorbite da qualcosa”, scrive Dario Bressanini nel suo blog Scienza in Cucina. “Mentre le microonde rimbalzano, con un fenomeno ondulatorio tipico di tutte le onde, in alcuni punti chiamati “nodi” queste si annullano a vicenda, e quindi scaldano meno, mentre in altri punti – “hotspot” – si concentrano, scaldando di più. Questo è il motivo per cui nel microonde il cibo è quasi sempre fatto ruotare su un piatto: per scaldare il cibo più uniformemente, anche se questo non risolve completamente il problema perché i “nodi”, a distanza di circa 6 cm tra loro, ci sono anche in direzione verticale”, conclude il chimico.

a cura di Annalisa Zordan