Chi abbandona la carne, chi l’alcol. Gennaio è il mese dei buoni propositi e torna la challenge britannica che invita a evitare vino e birra per 30 giorni. Ecco come funziona.
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Cos’è il Dry January

È il mese della dieta vegana, con il movimento Veganuary, ma ormai da tempo anche quello senza alcol, con Dry January. La sfida mondiale a rimanere completamente sobri coinvolge sempre più persone da tutto il mondo: un’iniziativa partita ancora una volta dal Regno Unito, che coincide con la fine delle feste natalizie e l’inevitabile voglia di sentirsi più leggeri e rimettersi in forma. Mangiando in maniera più sana, regolare, ma soprattutto limitando il consumo di alcol, che tra brindisi e sontuosi banchetti delle feste nel mese di dicembre è protagonista assoluto insieme alle tante delizie della tradizione. Letteralmente “gennaio asciutto”, il primo Dry January nasce nel 2013 grazie a una campagna lanciata da Alcohol Change UK, l’associazione britannica che si impegna a sensibilizzare le persone a un consumo più consapevole, facendo luce sui numerosi problemi causati dall’abuso di alcol. Fin dall’inizio sono state moltissime le star e i protagonisti dei media ad aderire al progetto – primo testimonial fu Alastair Campbell, celebre giornalista e autore inglese – e la campagna è continuata a crescere negli anni. Per chi avesse bisogno di qualche motivazione in più per provare, dal 2016 esiste Try Dry una app dedicata che fornisce contenuti utili per affrontare la sfida.

Il boom di birre analcoliche nel Regno Unito

Sono circa 8 milioni le persone che hanno scelto di dare una chance al Dry January, e secondo la British Beer&Pub Association (BBPA) questo mese saranno dispensate ben 7.8 milioni di pinte di birra analcolica o a basso tenore alcolico, ovvero circa 4.4 milioni di litri. Cresce il successo dell’iniziativa e così di pari passo aumenta la vendita di birre alcol free, che secondo la BBPA sarà acquistata soprattutto nei supermercati: un dettaglio da non sottovalutare in un Paese in cui la grande industria dei pub continua a essere messa a dura prova causa Covid. Quello appena passato è stato definito un torrid Christmas per via della grande crisi che sta attraverso il mondo dei pub britannici, prima tra le più solide attività del Paese, che ora si trovano a fare i conti con ben 37 milioni di pinte in meno servite nel periodo tra Natale e Capodanno. Ecco perché l’associazione invita i consumatori a rivolgersi ai locali di fiducia, che per questo mese inseriranno in via del tutto eccezionale delle opzioni light.

Birre e vini senza alcol

Una campagna di sensibilizzazione che talvolta riesce a portare i suoi frutti anche dopo il mese di gennaio: lo scorso anno ha infatti aperto nella capitale inglese, in Old Street, la prima birreria analcolica del mondo firmata BrewDog. Del resto, birre e vini analcolici stanno conquistando sempre più il mercato: in particolare, le birre alcol free contano un giro d’affari globale di oltre 9 miliardi di dollari, con una previsione di crescita del 7.5% annuo per i prossimi quattro anni. Si muove anche il mondo dei vini senza alcol, che secondo Wine Intelligence saranno tra le tendenze del futuro: in Spagna il ministero della Salute ne finanzia la ricerca e l’Unione Europea propone di regolarizzarne la produzione. I primi passi sono stati mossi, staremo a vedere quale sarà il reale andamento dei consumi. Nel frattempo, per chiunque scelga di aderire al Dry January… buona fortuna!

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a cura di Michela Becchi