Forno Brisa ottiene la certificazione internazionale Great Place To Work®

6 Apr 2022, 17:00 | a cura di Annalisa Zordan
Il Forno Brisa di Bologna ha ottenuto la certificazione internazionale Great Place To Work®. A dirlo, i collaboratori.
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Forno Brisa è un Great Place To Work®, nonché l’unico forno italiano, su 114 aziende, certificato tra i migliori luoghi in cui lavorare.

Crediamo che il paradigma dell’impresa che vive con l’unico fine di fare profitto sia superato, il nostro obiettivo è generare benessere diffuso nella rete di attori, sia interni che esterni, coinvolti nell’impresa stessa. Per questo confidiamo, anche attraverso questa certificazione, così come per quella di Benefit Corporation che stiamo perseguendo, di essere d’ispirazione per i colleghi del mestiere, affinché sempre più panifici rendano pubblico il loro impegno quotidiano nel cambiare il mondo una pagnotta alla volta”, auspica Pasquale Polito, socio fondatore. Tra i nostri propositi primari ci sono la felicità e la soddisfazione dei collaboratori, scelti con lo scopo non secondario di alimentare la biodiversità del gruppo con talenti sempre nuovi, che portano valore all’impresa stessa”.

Come si ottiene la certificazione Great Place to Work®

Great Place to Work® - società di consulenza e “people analytics” presente in oltre 60 Paesi nel Mondo - analizza numerosi aspetti legati al benessere del luogo di lavoro, dal clima organizzativo alla gestione delle risorse umane, facendo inoltre compilare un questionario ai dipendenti nel quale vengono indagate varie aree tematiche quali credibilità, rispetto, equità, orgoglio, comunicazione, coinvolgimento, giustizia, immagine aziendale, coesione, senso di comunità. Gli ambiti che hanno sortito i risultati più alti sono quelli inerenti il senso di comunità, la coesione e il coinvolgimento, con un picco di consenso quasi unanime del 97%.

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La certificazione è il risultato di un lavoro costante: “Dall’inizio dedichiamo tempo e attenzioni a misurare il benessere percepito all’interno del Forno, sia nei diversi reparti, attraverso riunioni settimanali, che per i singoli, con colloqui 1to1 con i responsabili della crescita delle singole carriere. Chi arriva qui viene interpellato sui suoi sogni e sul percorso e gli obiettivi di crescita che si pone, che vengono diluiti su una road map progressiva e monitorati con cadenza fissa. Quello che abbiamo cercato, attraverso la certificazione Great Place to Work®, è di metterci alla prova, misurarci sulla base di dati esterni di un ente internazionale qualificato sul settore. I risultati emersi hanno confermato il successo del grande lavoro che abbiamo fatto in questi anni, anche con il sostegno dei nostri consulenti, e hanno fatto emergere gli aspetti ancora migliorabili su cui lavorare”, racconta Clementina Verrocchio, responsabile commerciale che segue direttamente la formazione degli store manager.

Intervista sulla gestione del personale di Forno Brisa

A Pasquale Polito abbiamo chiesto alcune cose per cercare di carpire i segreti di una tale gestione del personale, affinché siano di ispirazione per altre realtà.

Come viene organizzato il lavoro tra i dipendenti?

Il nostro organismo aziendale è composto da team di circa 5 persone e un coordinatore per ogni team, una sorta di struttura ricorsiva a rete. Ogni coordinatore pattuisce con il team i turni in base alle esigenze di ciascun componente. Ogni componente del team esprime le proprie esigenze in anticipo e secondo un modello basato sull'autonomia e la responsabilità. Nella nostra azienda non c'è qualcuno che dall'alto stabilisce se sì o se no, ma si valuta insieme al coordinatore se l'esigenza del singolo può essere supportata dagli altri. Per questo ci definiamo tutti titolari, siamo tutti portatori di valori e visioni, senza avere una dipendenza asimmetrica con l'azienda. L'azienda siamo tutti noi messi insieme: siamo tutti interdipendenti ma anche tutti intraimprenditori.

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È un discorso valido anche per chi si occupa della produzione vera e propria?

L'organizzazione di turni e giorni liberi è un po' diversa in base all'area dell'impresa in cui si lavora. In produzione si riescono a fare due giorni liberi a settimana, tranne nei periodi in cui sforniamo panettoni e colombe. Nei negozi invece si fanno turni spesso più corti e nel caso di lavoro full-time il giorno libero è solitamente uno: non poniamo mai paletti e ognuno sceglie in autonomia il quantitativo di ore per le quali vuole essere assunto. Crediamo nel lavoro sostenibile e siamo convinti che, anche nel mondo enogastronomico, si possa conciliare un equilibrio tra vita privata e lavoro ed essere pagati per un numero di ore umano. Non solo, più del quantitativo di ore lavorate, ci interessa il percorso di crescita delle persone e che ognuno ottenga risultati misurabili nel ruolo che ricopre. Penso che il concetto dell'ora lavorata nei prossimi 20 anni verrà messo in discussione fortemente nei settori più innovativi.

Qual è la percentuale di donne che lavora da Brisa?

Ad oggi siamo in 39, 20 donne e 19 uomini, con dati fluttuanti, ma non abbiamo mai deciso di avere una quota rosa maggiore. Ora siamo a maggioranza femminile ma se dovessimo essere in maggioranza maschile, come è accaduto in passato, non ne faremmo un tabù. Cerchiamo talenti, persone appassionate e non c'è alcuna distinzione di genere.

È un lavoro conciliabile con un'eventuale famiglia?

Molti di noi negli ultimi tre anni hanno messo su famiglia e siamo felicissimi di questo. Ci auguriamo che la vita privata sia integrata emotivamente oltre che economicamente alla propria realizzazione personale, e la famiglia per molti è un tassello fondamentale.

Che tipo di contratti fate?

Abbiamo tutti un contratto nazionale e guadagniamo tutti più o meno in linea, con uno scarto di 300 euro dall'ultimo arrivato al coordinatore più esperto. Ci sono persone che oggi guadagnano un pochino di più dei soci fondatori. Non mi vergogno a dire che i primi anni io e Davide (Sarti, ndr) abbiamo avuto una bassissima retribuzione e a inizio anno - visto che il desiderio di guadagnare di più è condiviso da tutto il team Brisa - abbiamo promesso che, se avessimo fatto utili li avremmo divisi tra tutti. Il futuro della retribuzione penso andrà oltre il contratto nazionale, ma sarà legato ai risultati raggiunti, con un approccio ecosistemico per evitare le competizioni tra i singoli.

Penso francamente che sia giusto che, in un momento florido, l'impresa debba riconoscere al team che la costituisce e porta risultati una retribuzione proporzionalmente maggiore e, in un momento di difficoltà - al contrario - si prendano decisioni tutti insieme su come tagliare i costi. L'impresa è una questione di tutti: crediamo nel paradigma partecipativo; anche i clienti, i fornitori, le banche, i consulenti e i vicini sono in un certo senso parte dell'impresa, motivo per cui abbiamo aperto il capitale e fatto entrare in società 357 persone. Vi anticipo già che ne faremo entrare altri: è in arrivo un secondo crowd!!!

Guadagnate solo con la vendita di pane&co o avete attività parallele?

La nostra attività principale è la produzione di pane, caffè, cioccolato, pizza e dolci lievitati, che vendiamo per il 70% nei nostri negozi e per il 30% ad altre attività. In più, negli ultimi anni, grazie ad una progettualità dirompente, abbiamo imparato a fare diverse cose e tra queste c’è anche la parte di consulenza: ci propongono tantissimi progetti e prevediamo nell’immediato futuro di scegliere quelli che ci piacciono di più per supportarli e amplificare la visione d’impatto.

Come si può essere sostenibili economicamente senza ricadere sui propri dipendenti? Raccontateci il vostro segreto

Il segreto è non aver segreti. Se tutti vedono tutto, come vorrebbe il modello democratico, le decisioni sono più facili. Ognuno all'interno del sistema Forno Brisa ha accesso ai dati economici giornalieri e questo spinge il gruppo alla consapevolezza e alla coscienza della sostenibilità economica, che poi consente la sostenibilità sociale, ambientale, e non rende l'utilità una cosa per pochi, ma per tutti. L'impresa contemporanea lascia un segno positivo ovunque, non è a impatto zero, ma almeno a impatto + uno. Massimo Mercati, amministratore delegato di Aboca, dice che le imprese illuminate fanno utili e si rendono utili. Noi aspiriamo a questo. Motivo per cui stiamo per certificarci Benefit Corporation. La nostra amica Francesca Casci, “con-corrente” fondatrice del forno Pandefra di Senigallia, l'ultima volta mi ha detto: “Pas, Brisa è una repubblica!” e in effetti questa immagine la sentiamo fortemente nostra!

www.fornobrisa.it

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