A seguito del giuramento in Quirinale, il neoministro Mipaaft Teresa Bellanova indica le priorità per valorizzare un settore cruciale come l'agricoltura. Lotta al caporalato, trasparenza delle filiere e sostegno all'export. Ma soprattutto, largo ai giovani. Sul numero di settembre di Gambero Rosso vi spieghiamo perché siamo d'accordo. E ne parliamo qui con Myrtha Zierock.
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Teresa Bellanova. Un nuovo ministro al Mipaaf

Con il Conte Bis cambia la squadra dei ministri che rappresenterà la nuova maggioranza parlamentare. E al Mipaaf arriva Teresa Bellanova, salentina, esponente Pd, già sindacalista impegnata da decenni in difesa dei diritti dei braccianti agricoli e contro la piaga del caporalato. Chiara, dunque, sin dai primi minuti che hanno seguito la lettura della lista dei neoministri in Quirinale, quale sarebbe stata una delle priorità sul tavolo del ministro Bellanova, che infatti, a seguito del giuramento, conferma all’Ansa l’intenzione di investire sulle filiere, “per migliorare i rapporti tra agricoltori e trasformatori, vera chiave del made in Italy, soprattutto nel Mezzogiorno”. E intima “battaglia aperta al caporalato”.

I giovani sono il futuro dell’agricoltura

Ma tra gli obiettivi essenziali per potenziare “un settore cruciale come l’agricoltura”, il neoministro si rivolge prima di tutto ai giovani, con un appello chiaro alle nuove generazioni, che dovranno essere interlocutori privilegiati dei tavoli di lavoro: “Ho sempre sostenuto la necessità di un’agricoltura finalmente attrattiva per le nuove generazioni e in questa direzione intendo spendermi. A disposizione c’è uno spazio enorme. Agricoltura di qualità significa futuro, imprese, posti di lavoro, rigenerazione del paesaggio, tutela ambientale, innovazione, valorizzazione delle identità e tipicità, servizi di eccellenza: uno dei più importanti biglietti da visita del nostro Made in Italy. Una grande occasione per le nuove generazioni. Soprattutto, ma non solo, quelle del Mezzogiorno”. E continua assumendo un impegno concreto: “Dobbiamo scrivere regole che diano futuro al lavoro di migliaia di giovani che stanno investendo la loro vita nelle nostre campagne”. Parole che fanno ben sperare su un futuro di opportunità (e soddisfazioni) crescenti per le numerose giovani imprese agricole che già operano sul territorio nazionale di un Paese che proprio grazie a giovani preparati sembra aver ritrovato la voglia di credere nella sua consolidata identità rurale.

I giovani agricoltori visti dal Gambero Rosso

Proprio di questo tratta l’inchiesta in copertina sul numero di settembre del Gambero Rosso, che significativamente titola: Rivoluzione nei campi! I giovani agricoltori saranno il futuro? Un lungo approfondimento che passa in rassegna i punti indicati dal ministro – agricoltura di qualità, rigenerazione del paesaggio, tutela del territorio e valorizzazione delle identità e tipicità locali, innovazione – raccontando le storie di quelle giovani imprese che già da qualche anno hanno accettato la sfida, consapevoli che perseguire la qualità e rispettare l’ambiente, forti di competenze trasversali (e tanta fatica), porta buoni risultati anche in termini di profitto. Innescando al contempo quel circuito virtuoso che rigenera gli ecosistemi rurali, migliorando la vita di tutti. Ne abbiamo parlato qualche tempo fa con Myrtha Zierock, che è una delle protagoniste della nostra inchiesta: orticoltrice trentina, rientrata in Italia dopo anni di formazione e lavoro all’estero, oggi scommette sul suo ettaro di terra ricavato nell’azienda vinicola di famiglia (Foradori) a Mezzocorona.

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Qualora non fosse ancora chiaro, Myrtha ci racconta perché le nuove generazioni cambieranno il volto dell’agricoltura. E perché è tanto importante che lo Stato le sostenga. Buon lavoro, Ministro!