Giuseppe Rambaldi inaugura una gastronomia-bistrot a Torino aperta dalla 9 alle 20. Ma non lascia le redini di Cucina Rambaldi in Val di Susa, anzi.
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Nato a Melito Portosalvo in provincia di Reggio Calabria, cresciuto tra Ferrara e Modena, e trasferitosi a Torino ventidue anni fa per iniziare l’avventura al Combal.Zero, nel ruolo di sous chef e pastry chef. È Giuseppe Rambaldi che, pur rimanendo alla guida di Cucina Rambaldi a Villar Dora, apre una gastronomia del tutto particolare nel cuore di Torino.

Cucina Rambaldi in Val di Susa chiuderà a pranzo

Giuseppe Rambaldi abbiamo imparato a conoscerlo al Combal.Zero di Rivoli, al fianco di Davide Scabin, per poi apprezzarlo ancor di più nella veste di solista a Villar Dora, in Val di Susa, dove lo scorso anno ha inaugurato Cucina Rambaldi, una locanda – o meglio “piola”, come di dice da queste parti – con una proposta che si ispira anche alle sue origini emiliane. “Nonostante le cose mi stiano andando particolarmente bene, pure in seguito al lockdown, ho deciso di affrontare questa nuova avventura chiudendo, almeno per la fase iniziale, Cucina Rambaldi a pranzo. Ma la sera tornerò a casa”, promette lo chef, che il primo settembre inaugurerà Gastronomi(a)tipica nello storico quartiere Cit Turin.

Gastronomi(a)tipica

Questa nuova avventura mi vede al fianco dei miei due amici Luca e Paolo (non i comici!), due persone non del settore ma estremamente appassionate di vino e di cibo”. Ma la scelta delle proposte gastronomiche è tutta nelle mani di Giuseppe: “In pratica porto a Torino le materie prime, e di conseguenza i fornitori, della Val di Susa – dal caseificio Falchero all’allevatore di agnelli Giulio Raseri – mantenendo il mio concetto di cucina, ovvero una cucina riconoscibile, dai sapori tradizionali e al tempo stesso contemporanea. Voglio dare una nuova vita alla gastronomia, intesa proprio come luogo dove poter comprare un’insalata russa fatta a dovere, un vitello tonnato, delle acciughe al verde a modino. Ovviamente ci sarà spazio anche per la pasta fresca”.

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Cucina Rambaldi - Gastronomi(a)tipica Torino

Ma Gastronomi(a)tipica è anche bistrot con venti posti a sedere

Il bistrot avrà un menu tutto suo, con una dozzina di piatti a prezzi abbordabilissimi, ma poi il cliente sarà libero di integrare con le proposte del banco gastronomia”. Parola chiave: liberà. “Al menu affiancherò sicuramente dei fuori carta, come faccio da Cucina Rambaldi, a seconda delle materie prime che ho a disposizione. Non voglio assolutamente auto infliggermi dei paletti!”. Il bistrot rimane attivo fino alle 17.00 e successivamente si trasforma nel luogo ideale per un aperitivo di livello. “Abbiamo una fornitissima cantina, con oltre trecento etichette, molte ovviamente piemontesi ma senza dimenticarci della vicina Francia. E per chi vuole un cocktail, porteremo tutto l’occorrente necessario al tavolo in modo tale che ognuno possa comporlo a proprio piacimento”.

Un’ultima domanda: perché atipica? “Perché non è solo una gastronomia: se per esempio venite a comprare dei fagiolini, io posso spadellarveli al momento come preferite. E non è solo italiana. Proponiamo, infatti, anche piatti messicani studiati da una delle ragazze, Sofia, che lavora con me ed è messicana. Così i clienti possono portarsi a casa, sì, i cappelletti ma anche le tortillas da riempire a casa. Per ora iniziamo con il Messico ma l’obiettivo è di girare il mondo”. E anche le gastronomie sono entrate di diritto in una nuova era.

Gastronomi(a)tipica – Torino – via Principi d’Acaja 40 – aperta dalle Aperta dalle 9.00 alle 20.00 – Apertura prevista: 1 settembre

a cura di Annalisa Zordan

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foto di apertura di Luca Iaccarino