Il progetto nasce dall’interazione di più competenze, che mettono in comune innovazione tecnologica e approccio etico per offrire un servizio di qualità. A chi acquista cibo a domicilio, e ancor prima a chi lavora nel settore della ristorazione.
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I servizi di food delivery possono essere etici?

Un indizio è un indizio, due sono una coincidenza, ma tre fanno una prova. Parafrasando Agatha Christie, se parlare di servizi di food delivery etici fino a qualche tempo fa sarebbe sembrato un ossimoro, oggi è sempre più evidente come la situazione, finalmente, stia cambiando. Il comparto del digital food delivery ha conosciuto negli ultimi mesi un’impennata mai vista: nell’ambito del già sollecitato settore delle consegne di cibo a domicilio, i servizi online sono arrivati a rappresentare oltre il 20% del traffico del totale. Il successo del food delivery, però, ha evidenziato le criticità di un modello che finora ha penalizzato le principali parti in causa (fatta eccezione, chiaramente, per chi eroga il servizio): i ristoratori sottoposti allo scacco di commissioni elevate, i rider sottopagati e mal tutelati nei loro diritti, e pure il cliente finale, non sempre soddisfatto della qualità del servizio. Sulla necessità di ripensare l’inquadramento contrattuale dei rider si discute da mesi, e qualche segnale di speranza è sopraggiunto nelle ultime settimane (intanto a Parigi vedrà la luce una “maison” di ristoro per i fattorini). Nel frattempo iniziano a moltiplicarsi, anche in Italia, le realtà che ripensano il sistema all’insegna di un modello etico e votato a privilegiare la qualità del servizio e del prodotto. Lo abbiamo visto con Consegne Etiche a Bologna, e più di recente con Starbox.

Confezionamento della carbonara da Pipero

Giusta: una nuova piattaforma di food delivery

Giusta è l’ennesima conferma di quanto stiano cambiando (in meglio) le regole di ingaggio. Ideato, con la supervisione di FIPE, da un team di aziende italiane, ognuna con il proprio settore di competenza, il servizio propone un modello di food delivery digitale sostenibile, etico e garantito. Nello specifico, la piattaforma garantisce assunzione regolare dei corrieri, con contratto logistico, e procedure di consegna ottimizzate per garantire la perfetta conservazione dei cibi (grazie al dispositivo brevettato da HotBox), l’inviolabilità della confezione (con l’etichetta anti-manomissione di TrustDelivery), la tracciabilità in blockchain delle informazioni sull’ordine, che il cliente può verificare inquadrando il QrCode presente sulla confezione. Dunque si punta a valorizzare l’intera filiera, all’insegna della trasparenza e della tracciabilità; e a tutelare la professionalità dei rider. Ma anche a rispettare il lavoro dei ristoratori: Giusta richiede agli esercenti una commissione del 15%, variabile in misura inversamente proporzionale al valore dello scontrino. Normalmente, le piattaforme più note applicano commissioni che si aggirano intorno al 30% del valore dell’ordine, molto penalizzanti per i ristoratori, specie in un frangente di difficoltà. Inoltre, Giusta non applica fee di ingresso, favorendo ulteriormente un comparto sempre più dipendente – volente o nolente – dal servizio di consegna a domicilio.

La box delivery di PiperHome

Protagonisti e sostenitori del progetto

Il progetto è nato dall’incontro di più professionalità (Cooltra, Hotbox, La Pecora Nera Editore, pOsti, SeeYouFood, STARBOX, TheFoodCons, TrustDelivery, il professor Andrea Vitaletti della Sapienza Università di Roma), con l’obiettivo di proporre un modello di gestione innovativo fondato sulle competenze, la trasparenza e l’interdipendenza tra le parti. Ristorante ambassador di Giusta è Pipero, che attraverso la piattaforma consegna la sua lasagna alla carbonara, piatto simbolo del menu delivery Piperhome, elaborato da Ciro Scamardella per raccontare anche a domicilio la filosofia di una tavola d’autore. Per dirla con le parole di Alessandro Pipero, “una consegna a domicilio etica è il valore aggiunto al nostro servizio di delivery, un atto di responsabilità verso la comunità e una garanzia in più per i nostri clienti”. E se l’approccio etico – col supporto di un proficuo utilizzo della tecnologia – conforta chi acquista, al contempo rende giustizia a chi lavora nella filiera: “Il delivery non è ancora un servizio accessibile a tutti gli imprenditori della ristorazione, anche per le barriere dovute a commissioni troppo onerose” spiega Luciano Sbraga, vicedirettore generale di Fipe “In una situazione drammatica come quella che il comparto sta vivendo con la chiusura delle attività, Giusta rappresenta una nuova opportunità”.

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www.giusta.delivery