Mezzi elettrici contro l'inquinamento, fattorini regolarmente assunti e agevolazioni per i ristoranti: da Roma a Milano, Starbox prova a riscrivere le regole del delivery con una proposta di qualità.
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Qualcosa sta cambiando nel settore delivery. E non solo in termini di fatturato! Con il boom di richieste di cibo a domicilio, infatti, sempre più imprenditori scommettono sulla nascita di piattaforme capaci di differenziarsi da quelle esistenti (come Alfonsino, operativo nei piccoli centri cittadini, o Consegne Etiche a Bologna). L’innovazione, però, non basta: la qualità dell’offerta dipende anche dalle condizioni dei lavoratori e dall’affidabilità del sistema agli occhi dei clienti. Su queste premesse si basa Starbox, progetto di delivery socialmente responsabile sviluppato da un gruppo di professionisti in 4 città (Roma, Milano, Bologna e Bergamo) con l’obiettivo di conciliare le esigenze di riders e ristoratori. Senza trascurare l’impatto ambientale.

Boutros Lama, fondatore di Starbox

Starbox. Un nuovo modello di delivery

L’idea è nata quasi per caso: “Inizialmente avevo avviato una startup per aprire a Milano la sede di una multinazionale spagnola”, racconta Boutros Lama, manager fondatore del progetto. “Poi, però, il mio piano commerciale è andato in fumo per i problemi economici degli investitori spagnoli e ho dovuto ripiegare su qualcos’altro. Lo studio del mercato italiano era valido, quindi ne ho approfittato per costituire un’azienda autonoma, inaugurata lo scorso 6 marzo”. Ora Lama sta testando un delivery su misura per i ristoratori, curato nei singoli dettagli. “A noi si rivolge chi non vuole optare per le grandi piattaforme”, spiega. “Siamo una società di partner, quindi ci occupiamo personalmente delle consegne per conto dei clienti e ne monitoriamo lo svolgimento”.

Starbox è decollata ad aprile e ha da poco siglato un accordo con una catena di ristorazione, ma collabora anche con dark kitchen e una quindicina di ristoranti d’alta fascia. “Assumiamo direttamente i nostri corrieri come dipendenti: in questo modo il ristoratore non deve farsi carico del loro stipendio, perché paga soltanto la frazione oraria del servizio. Inoltre, nei momenti di chiusura delle attività i riders possono effettuare consegne di altri prodotti. Un sistema molto diverso da quello dei giganti del delivery, che gestiscono turni a chiamata attraverso le app”.

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Buste di Starbox

Starbox, il delivery a favore di riders e ristoratori

Proprio ora che stiamo assistendo a una crescita vertiginosa del delivery è importante ascoltare le esigenze di tutti i lavoratori coinvolti nella distribuzione del cibo, nessuno escluso. “Ecco perché abbiamo creato un business che rappresenta anche una solida rete di cooperazione e aiuto reciproco“, sottolinea Lama. “Ciascun rider, infatti, è associato a un ristorante e ha l’opportunità di consolidare il proprio rapporto con i gestori. Può inoltre indossare una giacca personalizzata con il logo dell’attività, che agli occhi dei clienti è un plus da non sottovalutare. C’è poi un risvolto psicologico: se il fattorino lavora serenamente e con turni prestabiliti è incoraggiato ad offrire un servizio proporzionato al livello della cucina. Tutto dipende dalla piattaforma: vogliamo dimostrare che il delivery non ha un solo volto“. Per quanto riguarda la logistica, Starbox si basa sulla programmazione intelligente degli spostamenti: “Le grandi piattaforme, spesso, inviano corrieri separati nella stessa zona, mentre noi associamo sempre due diverse consegne quando hanno una destinazione comune“. La strategia ideale per risparmiare tempo e inquinare meno.

Boutros Lama di Starbox

Delivery etico fra tutela dell’ambiente e packaging di qualità

Parlando di inquinamento, come possiamo immaginare, le modalità di consegna delle box hanno un ruolo decisivo. Se in termini assoluti le biciclette rappresentano il mezzo di trasporto più amico dell’ambiente, è anche vero che la loro circolazione nelle città trafficate pone alle aziende e ai dipendenti il problema della sicurezza. E allora, che si fa? “Noi abbiamo scelto di mettere a disposizione dei riders diversi veicoli elettrici -soprattutto motorini e automobili- che variano a seconda della zona da coprire. Ci è parsa la soluzione migliore per coniugare il rispetto dell’ambiente con la tutela dei guidatori“, racconta Lama.

I contenitori per gli alimenti, invece, sono pensati per garantire una conservazione ottimale delle pietanze, così da poter effettuare senza difficoltà i viaggi più lunghi. “Ci appoggiamo ad un’azienda che realizza Hotbox brevettate. I pacchi mantengono il contenuto a umidità controllata e a una temperatura costante di 85°C. Quante volte capita di ricevere cibo a domicilio tiepido o addirittura freddo?”. Alla fine, non è solo una questione di concorrenza: chi investe su più fronti eleva anche lo standard del servizio, a beneficio di tutti.

Starbox – Le Village by CA – Corso di Porta Romana, 61 – 20122 Milano (MI)

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Lunedì – venerdì: 9:00 – 18:00 – www.starboxdelivery.it – Tel. 340 4700209

a cura di Lucia Facchini