Pochi ospiti, per lo più italiani. Tempi duri per gli alberghi, ma anche in questo momento così complicato non manca qualche sorpresa. La situazione di Milano.
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“La situazione è molto difficile, direi tragica”. Non usa mezzi termini Roberto Martone, presidente del Magna Pars, cinque stelle lusso milanese, che occupa gli spazi che furono della fabbrica di profumi della famiglia Martone. Dopo circa 6 mesi di chiusura e un’attività a singhiozzo a causa delle misure anti Covid, la riapertura dell’Hotel à Parfum è vissuta come un presidio di resistenza: “teniamo aperto solo per far vedere che non siamo morti” dice Martone e racconta di un inizio 2021 ancora in grande sofferenza. Chi ha aperto prima – come il Principe di Savoia (Dorchester Collection) – testimonia di un andamento ondivago: a un settembre bellissimo animato anche da alcuni eventi, è seguita la seconda battuta di arresto di metà ottobre, che ha condizionato fortemente i flussi di clientela: “l’occupazione dipende dalla situazione contingente” spiegano dall’hotel. Lo spauracchio delle restrizioni affina l’arte del navigare a vista per rispondere ai costanti (e bruschi) cambi di rotta, tanto che qualcuno preferisce rimanere chiuso, approfittando di questi tempi morti per apportare migliorie alla struttura; è il caso del Park Hyatt, sede del Vun, ristorante Tre Forchette nella guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso, dello chef Andrea Aprea.

Il cortile interno di Da Noi In al Magna Pars

Hotel: Milano e i grandi appuntamenti mancati

Il vaccino rappresenta la luce in fondo a un tunnel che si è rivelato molto più lungo e tortuoso del previsto. “Siamo stati chiusi nel periodo di Natale, fino all’11 gennaio” continua Martone. Non hanno voluto mancare l’appuntamento con la settimana della moda maschile, un’inedita (e speriamo unica) edizione da remoto, che ha lasciato il segno sulla città: “normalmente per l’occasione dovevamo mandare via le persone, quest’anno abbiamo avuto un terzo delle presenze abituali”. Appena il 33%, comunque un picco in questo periodo: “adesso siamo intorno al 10%” continua. Nulla in confronto all’80%, occupazione media raggiunta a 7 anni dall’apertura della struttura.

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Un calo calcolabile tra il 60 e il 70% in meno rispetto alla straordinaria annata 2019 per il The Gray hotel – sola struttura milanese aperta tra quelle del gruppo Sina – “in una posizione centralissima tra l’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele e il Duomo” commenta il Brand Strategy Manager Francesco Salvo “molto apprezzata dalla clientela” che in questo momento di restrizioni può godere di un’atmosfera irreale: “Milano è vuota: una visione che spaventa anche se è molto suggestiva… speriamo sia l’ultima volta che si può vedere la città così”.

The Gray - Sina Hotels
The Gray – Sina Hotels

Alberghi: Milano. Chi sono i clienti?

La maggior parte degli ospiti che approdano all’ombra della Madonnina in questo momento sono italiani, gente che si muove per lavoro: “in genere durante la settimana” anche se qualche straniero c’è. Come Roma, anche Milano si è trasformata per qualche tempo in un set cinematografico, è stato per una produzione inglese stabilitasi al Magna Pars a dicembre. Ma tranne rare eccezioni – come nel caso di chi è stato a Milano per la fashion week – gli ospiti si fermano poco, un paio di giorni al massimo in mezzo alla settimana.

Poco flusso, in maggioranza locale anche per il The Gray – di solito scelto da una clientela internazionale in arrivo soprattutto da Stati Uniti e Regno Unito – poco leisure e un po’ business: un passo indietro rispetto a una Milano che negli ultimi 15 anni ha conquistato appeal come meta turistica, oltre che capitale professionale. “Con la pandemia alcune multinazionali hanno proibito i viaggi, e tra chi si sposta per lavoro ci sono soprattutto consulenti privati o dipendenti di piccole realtà che non hanno policy stringenti” aggiunge Salvo.

Diversa la situazione del Principe di Savoia dove la clientela – anche qui principalmente corporate – è equamente distribuita tra italiani e stranieri e l’affluenza maggiore si riscontra nei feriali (tipico del business travel) e per soggiorni brevi, “sono flussi difficili da gestire perché improvvisi, senza anticipo”. Hanno riaperto a fine agosto, anche a seguito delle richieste dei clienti abituali che hanno dato e continuano a dare messaggi di fiducia: “aspettavano che il Principe riaprisse per soggiornarvi” raccontano. “Le persone” aggiungono “ritengono di essere in un posto sicuro, dove vengono applicate tutte le norme sanitarie”. A fare da sfondo, una comunicazione dedicata alle misure e ai protocolli di sicurezza attuati, come avviene pure al The Gray – “abbiamo pubblicato la travel safety sul sito per comunicare le nostre misure, che sono più rigide delle disposizioni di legge” fanno sapere.

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Magna Pars. Ristorante Noi In
Magna Pars. Ristorante Noi In

Quali sono le scelte dei clienti in fatto di cibo?

Obbligati ai pasti nelle quattro mura dell’hotel, in molti, tra i clienti del Magna Pars, scelgono di consumare la cena in una delle 60 suite, complici gli ampi spazi a disposizione che le rendono simili a mini appartamenti con veri tavoli da pranzo. Gli orientamenti? “Più che cene elaborate, magari con degustazione, preferiscono delle opzioni più semplici”. Nulla a che vedere con il percorso gourmet che in genere guida l’offerta del Noi In, il ristorante dell’albergo, che tra le proposte ha anche un menu ispirato alle essenze che celebra la storia della famiglia.

Principe di Savoia. Il Salotto
Principe di Savoia. Il Salotto

Con il ristorante Acanto chiuso – riaprirà l’1 febbraio – il Principe di Savoia dirotta sul Salotto e sul room service l’offerta food, “c’è la carta del Salotto e abbiamo rivisitato la proposta del ristorante. Gli orientamenti degli ospiti? Quick lunch o dinner nella settimana, più gourmet nel week end”. Da quando è arrivato Alessandro Buffolino, nel 2016, l’Acanto si è svincolato dai confini della ristorazione da hotel per acquisire una sua personalità, rivolgendosi al pubblico cittadino e non più solo agli ospiti dell’albergo, non solo: “quando è potuto stare aperto, il ristorante è stato un traino anche per le camere”.

Magna Pars Lounge Bar
Magna Pars Lounge Bar

Hotel. Milano e lo staycation

“Avevamo proposto anche formule staycation, rivolte ai milanesi” riprende Martone. La risposta? “Buona, ma poi hanno chiuso tutto e non se ne è fatto più niente. Adesso” continua “la stiamo riproponendo per il week end di San Valentino con un menu ad hoc”. Tra le varie insegne del gruppo Sina, quella che ha risposto meglio alla proposta staycation è il Brufani di Perugia, ma anche a Milano ha avuto il suo riscontro, pur se di misura “è un’idea che ha preso molto, soprattutto per sopperire alla mancanza di offerte culturali e di divertimento: rappresenta un momento di svago dal periodo stressante che stiamo vivendo”, le formule oltre al prezzo ridotto, per stanza, cena e prima colazione prevedono anche il late check out; parola chiave è flessibilità “eravamo già allenati: siamo nel segmento hotellerie di lusso da 60 anni”.

Acanto del Principe di Savoia
Principe di Savoia. Acanto

Parola d’ordine: flessibilità

“Bisogna essere pronti e modulare le offerte” è il mantra anche del Principe di Savoia che tra delivery (attraverso la piattaforma Cosaporto) e take away sta testando un nuovo mercato: dal panettone ai piatti firmati Acanto: “abbiamo appena fatto uscire un novo menu, pian pianino sta prendendo piede, Milano è molto ricettiva per queste iniziative”. Di questi giorni è il lancio dell’afternoon tea, con scones sandwich, cioccolato e dolci vari. In quest’ottica di ampliare la gamma dei servizi e dei benefit, anche altre proposte, dal check in e check out senza vincoli di orario, ai pacchetti con parcheggio incluso – “i clienti ora si muovono soprattutto con la macchina” – ad altri che strizzano l’occhio a chi cerca una pausa cittadina (includendo un credito da 100 euro da spendere nell’F&B o nella Spa, quando aperta).

Magna Pars – Milano – via Forcella, 6 – 02 8338371 – https://www.magnapars-suitesmilano.it

Principe di Savoia – Milano – piazza della Repubblica 17 – +39 02 62 301 – https://www.dorchestercollection.com/it/milan/hotel-principe-di-savoia/

The Gray – Milano – via San Raffaele, 6 – 02 7208951 – https://www.sinahotels.com/it/h/sina-the-gray-milano/

a cura di Antonella De Santis