Festeggia gli 11 anni il Jerry Thomas, uno dei più famosi cocktail bar d'Italia e non solo. E celebra l'anniversario con una serata carbonara le cui tracce sono online. Ma c'è qualcosa da sapere.
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“Il bar è aperto!” annunciano. E le immagini diffuse alla spicciolata sui canali social del Jerry Thomas Project sono inequivocabili: lo speakeasy capitolino padre di tutti i secret bar nostrani, torna a servire i suoi famosi cocktail in gran segreto, proprio nelle ore in cui montano le proteste degli operatori del settore che reclamano la riapertura.

jerry thomas

Quasi a dire: c’è chi non parla, ma fa, aprendo al pubblico, prova ne siano le stories pubblicate su Instagram dallo stesso locale o rubate da qualcuno degli ospiti. E allora il Jerry cambia logo – a sancire una svolta rispetto al passato – cambia location, cambia parola d’ordine – stavolta segretissima – per filtrare al massimo gli ospiti e non rischiare che qualcuno bruci il segreto di queste serate clandestine ad alto tasso di esclusività. Non cambia l’atmosfera.

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jerry thomas cartello mano

E a rinfocolare l’aura di mistero contribuiscono i manifesti comparsi una mattina in alcune strade capitoline con l’invito a scoprire la parola d’ordine e l’indicazione di una data, il 10 aprile: sono gli indizi da seguire per ricomporre il rebus di questa apertura segretissima. Il team Artusio-Leuci-Parlapiano-Procoli sembra aver così sorpassato a destra qualsiasi manifestazione giocando le sue carte, recuperando lo spirito più autentico di quel cocktail bar nato 11 anni fa del segno del proibizionismo. “Siamo anarchici esibizionisti, nonviolenti bevitori e folli viaggiatori del tempo. Un sentimento rivoluzionario placherà la vostra sete” dichiarano: la sfida a ogni divieto è lanciata.

Antonio Parlapiano Jerry Thomas

Speakeasy ieri e oggi

E se nel secolo scorso erano gli alcolici a essere proibiti, oggi lo è ogni forma di aggregazione, a partire da quella che si celebra davanti a un bancone o intorno a un tavolo. I motivi sono legati alla salute del singolo e della collettività, ma oggi come allora l’insofferenza brucia e spinge a forzare i limiti della legalità, “azione genera reazione” è uno dei claim che accompagna la notizia che da qualche parte, in città, “il bar è aperto”, e in molti non aspettano altro che di capire dove, si direbbe, a giudicare dalle reazioni di clienti, colleghi, sostenitori: “Si è scatenata una tempesta di mail e messaggi, centinaia di persone che volevano avere più informazioni, sapere il nuovo indirizzo, la parola segreta. Amici che dall’estero ci hanno chiamato per saperne di più” fa Alessandro Procoli. E insieme si è scatenato anche il dissenso di tanti, contrari a questa azione di forza che infrange le regole.

Jerry Thomas

Festeggiare non festeggiando

Ma gli eventi carbonari dei Fab Four, diligentemente documentati via web – lo diciamo – sono il frutto di un’azione dimostrativa, volta a festeggiare – nonostante tutto – il compleanno di uno dei più noti cocktail bar del mondo, che subisce come tutti le conseguenze del protrarsi di queste restrizioni. Sono un falso, dunque, la messa in scena di una serata che si potrebbe svolgere in un locale, se fosse possibile. E persino il locale è finto, ricostruito in un set. Perché questa operazione? “Si avvicinava il compleanno del Jerry, e anche questo, come quello passato, lo avremmo perso. E dire che il nostro sogno era festeggiare degnamente i dieci anni”. Superata la cifra tonda, la voglia di celebrare non è diminuita, al contrario, è cresciuta – “abbiamo immaginato un modo per farlo lo stesso” – e con essa la consapevolezza di voler dare un segnale forte. “L’idea è andata in parallelo: festeggiare e manifestare, nello stesso tempo”.

alessandro procoli jerry thomas

Richiamando l’attenzione sul mondo del bar e sulla crisi profonda che vive, ma con lo stile che gli è proprio: “abbiamo pensato di agitare un po’ le acque con una campagna social e marketing, realizzata grazie alla nuova collaborazione con Cultivar” fanno sapere e poi Procoli aggiunge “ravvivando l’atmosfera, facendo vivere per un momento la magia anche ad altre persone”, tutte quelle che in questi giorni hanno sognato un drink, magari un Improved Aviation o un altro dei signature del Professore & soci. Brindando insieme, riunendosi e condividendo un momento di gioia e relax. “Abbiamo festeggiato non festeggiando” sintetizza Procoli. E per coinvolgere i tanti amici, e attirare l’attenzione su un settore che soffre enormemente delle restrizioni, hanno alzato un po’ polverone online e offline, con quella campagna di affissioni e la fuga di immagini che hanno suscitato la curiosità di molti. “Questo segnale da parte del pubblico non può lasciarci indifferenti: è il chiaro sintomo di una volontà di ricostruzione, di una rinascita”. Anche se per ora è solo per finta.

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prepare for anti-prohibition jerry thomas

Jerry Thomas sul set come al cinema. Lavorare in sicurezza si può

Come ci sono riusciti? “Abbiamo ricostruito un set, chiamato una decina di amici che si sono prestati a fare da figuranti, ovviamente dopo aver fatto il tampone e rispettando il distanziamento. Facendo” conclude “come si fa quando si girano film o video in questo periodo”. Suggerendo inoltre la possibilità di riaprire nella massima sicurezza. Senza arrivare al caso estremo dell’esperimento che in Spagna, qualche settimana fa, ha portato 5mila persone in uno spazio disinfettato con luce ultravioletta per assistere a un concerto, previo test antigenico (incluso nel costo del biglietto), sulla falsariga di quanto avvenuto qualche tempo prima anche in Olanda, ma cercando di trovare un modo, nei limiti delle regole, nell’attesa che in Italia, come nel Regno Unito, la campagna vaccinale segni il libera tutti.

jerry thomas

Questo evento ne è stata la prova, forse? “Realizzarlo ha dimostrato come si possa tornare a lavorare e intrattenere senza conseguenze, semplicemente usando il buon senso, aderendo scrupolosamente alle regole di condotta prescritte dal governo, garantendo occasioni di convivialità di alta qualità e del tutto protette” perché, continuano “non c’è intenzione alcuna, da parte nostra, di minimizzare quanto stia malauguratamente accadendo nel nostro paese e nel mondo. Tuttavia, come i corsi e i ricorsi storici ci insegnano, riteniamo sia possibile rialzarsi”. Ormai per molti tornare a lavorare è un’esigenza improrogabile, lo dicono i 4 del Jerry “Come noi, moltissimi ristoratori, baristi, club hanno bisogno e voglia di ritornare sulla scena” e lo dicono i molti che sono scesi in piazza o sono rimasti nelle loro case, in attesa. E non tutti hanno la forza comunicativa del Jerry, né lo stile. Ma tutti vivono una situazione di disagio profondo. Come la vive l’intera società colpita non solo dal punto di vista sanitario, ma anche da quello economico e sociale, privata com’è di luoghi di aggregazione e momenti di incontro.

Jerry Thomas Dink LIst

Sappiamo che il Jerry ha riaperto solo per lanciare un messaggio, “un segnale di ripresa cosicché tutti i nostri colleghi possano predisporsi a una riapertura sicura e intelligente che auspichiamo avvenga nel più breve tempo possibile”, ma non altrettanto si può dire di chi (è un sentito dire troppo diffuso per essere pura fantasia) di nascosto accende i motori per qualche servizio a serrande abbassate. Roma è grande, e di luoghi nascosti in cui si lavora in barba alla legge è pieno. Perché aprire è illegale, e i motivi che hanno spinto alla chiusura di ogni attività di somministrazione sono da cercare in quelle centinaia di morti che giorno dopo giorno ancora colpiscono il nostro paese.

 

a cura di Antonella De Santis