Rinasce il San Domenico Palace di Taormina, oggi sotto l'egida del Four Seasons,. In cucina si conferma Massimo Mantarro, mentre il nuovissimo bar è guidato da Juri Romano.
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Guardando la quiete celeste del mare aperto davanti a Taormina, affacciati dalle splendide terrazze del San Domenico Palace, viene difficile immaginare che questo specchio d’acqua calmo possa essere soggetto alla tempesta, però – come ben sa chi ha letto i Malavoglia – il mare a volte può essere crudele anche nella splendida Sicilia. Così anche gli angoli più belli del nostro Paese non sono al riparo dalle insidie della sorte. Il naufragio di cui vi vogliamo parlare oggi, però, non è avvenuto in mare, bensì sulla terra ferma, e sebbene il moderno Bastianazzo abbia condiviso con il personaggio letterario la determinazione nel non lasciar affondare la nave con il lavoro di una vita, a differenza di quello è riuscito nel suo obbiettivo, e la storia di chef Massimo Mantarro racconta proprio di questo: una rinascita dovuta alla volontà di non arrendersi.

San Domenico Foto Mike Tamasco

San Domenico Palace

Per capire al meglio questa gemma della cucina siciliana bisogna prima spendere qualche parola sul diadema su cui è incastonato. Quello che anticamente fu un monastero (secolare funzione che ha definito la forma e la struttura della villa) nel 1866 circa fu acquisito dal Barone Damiano Rosso che lo convertì in albergo trent’anni dopo. Divenuto tra i più iconici punti panoramici di Taormina, amato dai turisti di tutto il mondo, ha dovuto arrestare la propria scalata per problemi societari, gli stessi che hanno obbligato allo stop Villa Igiea a Palermo (oggi parte della scuderia Rocco Forte Hotels), legati all’epoca da una proprietà comune.

Il rischio concreto della decadenza e da lì dell’abbandono è rimasto solo una minaccia e quella struttura così ricca di fascino è riuscita a evitare un infame destino: oggi l’albergo nato sulle ceneri del monastero riapre dopo un’importante ristrutturazione durata più di due anni, e lo fa sotto le insegne di Four Seasons, che arriva così ad avere tre strutture attive in Italia dopo quelle di Firenze e di Milano.

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San Domenico Foto Mike Tamasco

Il San Domenico Palace e il Principe di Cerami

Se all’interno dell’hotel oggi tutto pare meravigliosamente nuovo, in un mix perfetto tra la storia del convento e il concetto del lusso alberghiero, non tutto qui è cambiato. Dal 2002 infatti il San Domenico accoglie al suo interno il ristorante il Principe di Cerami – che porta il nome del Principe Domenico Rosso di Cerami – e a guidarlo, fin dall’apertura, lo chef siciliano Massimo Mantarro, che ne aveva plasmato la forma e soprattutto la sostanza, rendendolo una meta gastronomica, conquistando premi e riconoscimenti tra il pubblico e la critica di settore. Poi la chiusura della struttura, e di conseguenza del ristorante. Poteva abbandonare la nave e provare a salvare almeno se stesso oppure rimanere al timone provando a portare il vascello fuori dalla tempesta. Ha scelto di rimanere, e vedendolo ora mentre si aggira tranquillo tra i tavoli del rinato Principe, gli si legge negli occhi la serenità di chi è consapevole di aver fatto la scelta giusta, e poco importa che la chiusura forzata abbia comportato la perdita delle menzioni in guide e di quella clientela conquistata negli anni.

San Domenico Foto Mike Tamasco

Le Novità al Principe di Cerami del San Domenico Palace

Oggi Mantarro conduce con mano certa una cucina che vuole rivisitare in chiave contemporanea la tradizione locale, unendo ingredienti e sapori dell’isola in creazioni apparentemente semplici ma estremamente sorprendenti, come dimostra l’abbinamento tra due prodotti tipici come tonno ed anguria. La base di tutto è l’attenta selezione dei fornitori locali: qui si può celebrare la ricchezza della terra con le verdure di stagione provenienti da Ragusa e Siracusa, così come il mare nel pescato locale. Nell’ultimo menu spiccano piatti come “trasparenza di scampi” – un carpaccio ottenuto attraverso il connubio di freddo e sale – oppure il risotto a base di anguria, cantalupo, gialletto e gambero di nassa. Attenzione ai dettagli anche nei grani antichi siciliani scelti per le proposte di pane, in capo all’Excutive Pastry Chef Vincenzo Abagnale, che sulla parte dolce si muove tra dolci a base di limoni e pistacchio fuori dai canoni tradizionali, e proposte dall’appeal internazionale ma perfettamente contestualizzati nella proposta del ristorante, come lamponi e meringa. In abbinamento si sceglie tra vini italiani e non solo, ma basta uno sguardo alla montagna fumante sullo sfondo per convincersi che i vini vulcanici dell’Etna sono la scelta giusta. Non pare un caso che il sommelier Alessandro Malfitana (altro veterano del Grand Hotel) ne abbia selezionati tanti, viaggiando anche fuori dai sentieri battuti, e sorprendendo con metodi classici e rosé. Al Cerami ci si trova in uno spazio completamente rinnovato, intimo, aperto solo a cena, accoglie fino a 30 persone.

San Domenico Foto Mike Tamasco

Il Bar del San Domenico Palace

Nel suo ritorno, il Principe Cerami offre una grande novità: il cocktail bar a pochi passi dall’ingresso del ristorante, contraddistinto da una monolitica bottigliera verticale a specchio. A soprassedere la miscelazione Juri Romano, bartender siciliano rientrato sull’isola dopo una pluriennale esperienza a Londra. Assolutamente da non perdere l’aperitivo nel Chiostro Grande prima di andare a cena, sperimentando con prodotti locali come i liquori di Giardini D’amore o il botanical spirtits a basa d’agave siciliana Agalìa, o la Vodka di grani locali della distilleria Giovi, tutti utilizzati sapientemente per drink freschi e spesso volutamente a bassa gradazione, come ad esempio il En Plein Air, cocktail ispirato alla fotografia di Wilhelm von Gloeden, l’artista tedesco noto per i suoi nudi pastorali scattati in diverse località di Taormina, tra cui lo storico Palazzo San Domenico, a base di sciroppo di agrumi Citrus Oleo Saccharum, Passito siciliano e la Nepitella selvatica uniti al rum cubano.

San Domenico Foto Mike Tamasco

Gli altri ristoranti del San Domenico Palace

Oltre al Principe Cerami, il San Domenico Palace ospita altri due ristoranti, Rosso e Anciovi. Se il primo è il ristorante all day dell’hotel, specializzato in piatti classici siciliani e internazionali come per l’Arancino alla Catanese o il Club Sandwich, nel secondo – ovvero Anciovi – il gusto siciliano sa declinarsi in versione internazionale, con sperimentazioni sulla materia prima territoriale: il pesce fresco diventa protagonista del Sushi Siciliano, così come dell’immancabile plateau di pesce crudo, pensati come piatti sharing per rendere ancor più informale questo ristorante a bordo piscina e con vista sull’Etna.

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Il mare è calmo davanti al San Domenico, e finalmente la nave dello chef Mantarro ha ripreso la sua rotta.

a cura di Federico Silvio Bellanca

foto di Mike Tamasco