I migliori ristoranti nella parte più settentrionale del Lazio, oltre Viterbo, in un'area compresa tra il Lago di Bolsena, la Valle del Tevere e i Monti Cimini spingendosi fino al confine con l'Umbria e la Toscana.
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THE BEST IN ROME & LAZIO

Un viaggio nell’Alto Lazio, tra borghi incantati e panorami di grande fascino, per scoprire, insieme alle bellezze architettoniche, artistiche e naturalistiche anche il buono di questa parte d’Italia. Dopo essere andati alla scoperta dei migliori locali della Tuscia Viterbese e quelli di Viterbo, è il momento di lasciarsi alle spalle il capoluogo e guardare più in là, tra il Lago di Bolsena, i Calanchi, la Selva del Lamone fino a lambire i confini della regione.

Mangiare a Bagnoregio

Gli interni del Il Bocconcino a Bagnoregio

Il Bocconcino

Gloria Sanna ha rilanciato, dopo il lockdown, e ha raddoppiato l’offerta: oltre alla accogliente saletta interna e al suggestivo intimo giardino segreto, nel fine settimana propone anche un bel dehors di fronte alla porta del paese in cui propone una sorta di piatto-pane (il pagnottino)  in cui serve alcuni classici del suo territorio: dallo spezzatino di angus (dell’azienda di famiglia) al pollo (di fattoria) alla viterbese, dall’agnello (anche questo autoprodotto) a bujone, alla parmigiana di melanzana… La sua cucina è molto personale ed estremamente stagionale, molto ben curata, con materie prime ben selezionate e assolutamente rispettate nelle cotture e preparazioni. La Sardegna di origine esplode nelle ottime seadas e nell’uso di erbe aromatiche, oltre che – ma non sempre – nella proposta di paste tradizionali isolane. Vini di territorio, tra Umbria e Lazio, dolci golosi e servizio molto amichevole, attento ma anche informale.

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Bagnoregio – via G. Matteotti, 3 – 0761793313 – Pagina Facebook

Mangiare a Farnese

Un piatto della piazzetta del sole a Farnese

La Piazzetta del Sole

Finalmente, dopo il lockdown, la piazzetta del grazioso borgo ha accolto i tavoli di quest’insegna accogliente che ne porta il nome, condotta da duo tutto al femminile: Miriam (sala) e Antonella (cucina). A vent’anni dall’apertura (21 per la precisione), la mano di Antonella è sempre più leggera e attenta. Una cucina di testa, pensata, ma anche di cuore nell’ispirazione e nella passione. L’attenzione di Miriam per gli ospiti e la sua passione enologica sono sempre più alte e fresche: sarà perché ora anche lei si è messa a vinificare, ma sta di fatto che la carta dei vini è davvero scelta col cuore e con esperienza. Idem per la bella schiera di distillati (per nulla scontati) che fanno l’occhiolino dalla madia in fondo alla sala. Insomma, un bell’impatto, confermato a tavola in modo magistrale con lo strepitoso patè di fegatini, con la tartare di manzetta maremmana perfetta: nel taglio al coltello, nell’extravergine indicato, nelle salse. Poi, ottimo risotto al tartufo estivo, carpaccio vegetale di zucchine da manuale, coniglio a bujone (l’intingolo tipico della bassa maremma per il cinghiale) davvero a regola d’arte, così come il baccalà in agrodolce. Insomma, piatti che difficilmente si trovano nel panorama ormai troppo standardizzato del mangiare “popolare”, qui interpretato e vissuto con intelligenza e amore.

Farnese – via XX Settembre, 129 – 0761458606 – 3929893879 – piazzettadelsole.com

Mangiare a Ischia di Castro

agriristoro Radichino dei Fratelli Pira a Ischia di Castro

Agriristoro Radichino dei Fratelli Pira

È la base della famiglia Pira, più nota per il bell’allevamento di pecore e capre e per i formaggi che ne derivano e che – ovviamente – costituiscono la colonna portante del mangiare. Alla maniera sarda – in onore all’origine della famiglia e al padre don Carnelo – i fratelli Pira e la loro mamma non possono che proporre un mega buffet a base dei tantissimi formaggi autoprodotti, arricchiti da piccole preparazioni culinarie tradizionali e da una serie di interessanti salumi iper-caserecci anch’essi prodotti in azienda. Poi, pasta fresca fatta in casa e secondi arrosto o in tegame, a metà tra Sardegna e Tuscia, a partire dal maialetto e dagli abbacchi. Da assuefazione anche il loro pane carasau!

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Ischia di Castro – località Le Chiuse – 3667090907 – www.tenutailradichino.it

Mangiare a Gradoli

Un tavolo affacciato sl lago dell'oasi del pescatore a gradoli

L’Oasi del Pescatore

Conoscete la sbroscia? È una zuppa di pesce locale fatta con diverse varietà di lago. La potete gustare alla grande vicino Gradoli nella trattoria 1’Oasi del Pescatore. Fino a poco tempo fa era il punto di approdo di Mauro, che vendeva sul posto i pesci catturati nel lago con la sua barchetta e talvolta li cucinava per pochi intimi con l’aiuto della moglie, oggi è una trattoria veracissima con pochi tavoli e sedie sulla riva del lago. Oltre alla sbroscia – preparata solo su ordinazione per un minimo di 6-8 persone: “più pesci ci sono, più buona è” – trovate il locale pesce persico (grandioso fritto), coregone, luccio, cefalo, grigliata e frittura miste di pesce di lago. Non perdetevi i lattarini di lago (e se telefonate, chiede di farveli “all’occhio”, sulla graticola).

Gradoli – località Grottalta – lungo lago – 07611917167 – 3493664883 – www.oasidelpescatore.com

ristrorante il purgatorio gradoli

Il Purgatorio

Sono quasi 40 anni che questa cooperativa di (ex) giovani ristrutturò le stalle della chiesetta di San Magno per farci un ristorante sul lago, in uno degli angoli più suggestivi del bacino di Bolsena. Oggi quei giovani sono cuochi e camerieri che hanno superato da un po’ la mezz’età, ma la simpatia e l’entusiasmo è sempre lo stesso, a partire dal nome del locale che è dedicato al “dionisiaco” pranzo del Purgatorio di Gradoli, una delle poche tradizioni medievali rimaste intatte che anima la cittadina il Mercoledì delle Ceneri. Qui protagonista è il pesce di lago – scelto con maestria ed esperienza – coregone, persico e lattarini in primis. Ottima l’anguilla arrosto. Il momento migliore per godere di questo posto è a fine primavera o a fine estate, quando l’afflusso dei bagnanti dà un po’ di tregua.

Gradoli – strada provinciale Lago di Bolsena – chiesa di San Magno – 368514322 

Mangiare ad Acquapendente

Gli esterni della parolina a trevinano

La Parolina

In questo piccolissimo paese dell’alta Tuscia, Iside De Cesare e il marito Romano Gordini hanno costruito nel tempo una meta di alta cucina dove arrivano ormai da ogni parte d’Italia. La loro proposta si destreggia tra lago e terra, e a fare la differenza è l’estro di Iside, che si esprime senza freni ma con grande equilibrio. Come per gli gnocchetti di patate, rape rosse, asparagi e “sbroscia” (una zuppa di pesce di lago), l’uovo alla carbonara, goloso ed esplosivo, uno dei suoi piatti firma, i sontuosi cappelletti di Cinta Senese con cremoso di parmigiano e tartufo. Tra i secondi c’è lo spiedo di pollo e anguilla, un accostamento di mirabile armonia. Discorso a parte per i dolci: l’ormai celebre girandola di specialità regionali posizionate sullo Stivale è solo l’inizio. Per chi vuole veramente fare sul serio c’è il gianduiotto, un tripudio di cioccolato e morbidezza, o la scenografica Pavlova cocco e mandorla. La carta dei vini propone molte etichette e tanta attenzione al territorio a prezzi assolutamente ragionevoli. Il servizio attento e qualche volta fin troppo formale, diventa più fluido quando in sala entra Iside, sorridente e luminosa.

Acquapendente – frazione Trevinano – via G. Leopardi, 1 – 0763717130 – laparolina.it