Pubblicità

Spinte dall’onda positiva del digitale, anche le vendite all’incanto registrano buone performance. Mentre Christie’s segna il suo record via web, Catawiki e Cambi sperimentano nuovi seller. E da Hong Kong arriva una buona notizia: la prima asta fisica di vino del 2020 in Asia sarà quella Gelardini&Romani dedicata al vino italiano

Il lockdown ha congelato la vita sociale, gli spostamenti e gli eventi face to face, ma non di certo la voglia di bere vino: crescono a ritmi sostenuti le vendite e-commerce, procede il momento positivo della Gdo e sempre più cantine si attrezzano con le spedizioni a domicilio. Ma cosa ne è delle aste di vino e del valore delle bottiglie da collezione? La dinamica appare molto simile a quella degli altri canali: procedono a pieno ritmo quelle online (vedi il record di interesse incassato dall’ultima auction Christie’s), devono rivedere i piani quelle tradizionali. Ma ad Hong Kong sono già in procinto di tornare alla normalità, con il vino italiano pronto ai blocchi di partenza.

Catawiki: in crescita acquirenti e lotti

Abbiamo fatto il punto con Catawiki, il marketplace digitale più visitato in Europa per oggetti da collezione, arte, design, gioielli, orologi, auto d’epoca e anche vini. Dopo aver chiuso il 2019 con un fatturato vicino ai 350 milioni di euro (+27% rispetto all’anno precedente) e 7 milioni di utenti mensili, nei primi tre mesi del 2020 – quando l’emergenza aveva già attraversato il globo – ha continuato a incanalare segni più: la crescita è andata addirittura oltre il 60% rispetto allo scorso anno.

Pubblicità

“Essendo nata come piattaforma online, le attività quotidiane di Catawiki rimangono abbastanza vicine alla normalità” spiegano a Tre Bicchieri i due wine expert Andrea Curatolo e Daniel Elswoodcon l’unica eccezione dei tempi di consegna che, in alcuni casi, potrebbero allungarsi un po’. La dinamica più interessante, però, riguarda i nuovi venditori che ci hanno scelto come una possibile nuova strada per il mercato, tra questi anche molti seller del settore hospitality, che utilizzano le aste come nuovo canale di vendita. Sono, quindi, aumentati i lotti e la varietà dei vini disponibili, fermo restando l’alta qualità della proposta, grazie al lavoro quotidiano del nostro team di esperti che si concentra sul controllo di ogni lotto”.

Non troppo diversa appare la dinamica dal lato acquirenti, anche questi in crescita: “In questo periodo, ovviamente più persone trascorrono tempo online e, di conseguenza, non abbiamo mai avuto così tanti acquirenti nelle nostre aste”.

Il verdetto è, quindi, inequivocabile: il modello online funziona anche per le auction. “Questo trend era già in crescita da tempo” concludono Curatolo e Elswood “e probabilmente, in questo momento difficile e anche quando l’emergenza finirà, continuerà su questa rotta. Sia che si tratti del bere quotidiano rivolto a vini di fascia alta sia che si tratti di lotti da collezione”.

Record di interesse per l’ultima auction online di Christie’s

Il buon momento per le vendite online è stato fotografato anche nel corso dell’ultima auction di Christie’s, che ha registrato la migliore performance online per il gruppo, raccogliendo 1,1 milioni di dollari Usa. L’asta si è tenuta a New York per due settimane a partire dal 24 marzo ed è stata seguita da 31 Paesi dei cinque continenti, con un aumento del 20% di visitatori unici rispetto alle precedenti vendite via web. I top lot erano le vecchie annate di Bordeaux e di vini californiani e il miglior risultato è stato quello di 12 bottiglie di Petrus 1990, che hanno raccolto 40mila dollari. Bene anche i vini californiani: sotto il martello collezioni di Harlan Estate, Promontory, Opus One, Insignia, Dominus, Ridge, Bond Araujo e Spotteswoode. In catalogo anche champagne, whisky scozzesi, vini italiani e portoghesi. “Questa è una testimonianza delle nostre forti relazioni con i clienti” ha affermato Chris Munro, responsabile vino per Christie’s Americas “e, date le circostanze attuali, un risultato eccellente legato anche alle iniziative di marketing che abbracciano i social media e le campagne digitali”.

Pubblicità

Gelardini&Romani: il 17 maggio la prima wine auciotn del 2020 in Asia

Un po’ diversa la situazione per chi si è sempre dedicato alle aste fisiche, com’è il caso della Galardini&Romani, la casa d’aste fondata da due italiani ma che, dal 2013, ha sede ad Hong Kong. E proprio dall’hub cinese, dove abbiamo raggiunto Raimondo Romani, arriva una buona notizia. La ripartenza è già in atto. “Anche se va precisato” spiega Romani “che qui non c’è mai stato il lockdown indifferenziato che è stato applicato in tanti Paesi, la vita in città non ha mai subito grandi limitazioni: il danno maggiore per l’economia è derivato dalla chiusura delle frontiere e, quindi, dalla contrazione del turismo”.

Sono, dunque, aperti anche i ristoranti e a maggio riprenderanno le altre attività fino a ora posticipate: anche la tradizionale asta Gelardini&Romani di aprile, dedicata ai vini italiani proveniente direttamente da collezioni e da aziende italiane, ha una nuova data, il 17 maggio. “In realtà” rivela Romani “abbiamo dovuto posticiparla a causa del lockdown italiano che ha rallentato il ritiro degli affidamenti e di conseguenza la catalogazione. Ma adesso siamo pronti e possiamo dire che la nostra del 17 maggio ad Hong Kong, sarà la prima asta di vino che si terrà in tutta l’Asia da inizio 2020. A precederla, ci saranno tutta una serie di wine dinners dedicate ai grandi vini italiani in catalogo, che saranno presentati da Sarah Heller – la più giovane master of wine d’Asia – anche con l’intento di supportare la ristorazione italiana in città che sta soffrendo molto proprio a causa della drastica contrazione del turismo”.

Vini all'asta

Wannenes: il vino non subirà svalutazioni

Intanto in Italia, la casa d’aste Wannenes ha rimodulato il suo calendario per quanto riguarda design, antiquariato e arte antica. Non erano, invece, previsti appuntamenti nel primo semestre per quanto riguarda la nuova sezione Wine&Spirits, affidata a Gelasio Gaetani d’Aragona, che ha debuttato lo scorso autunno a Roma, nel corso della Gambero Wine Weeks, con un ottimo risultato: 321,36 mila di euro e il 71% di venduto per lotto (100% delle bottiglie provenienti dalla Cantina di Masseto).

In ogni caso, il passaggio all’online non sarebbe un problema: “Non cambierebbe molto la situazione” rivela Alessio Leonardi del Wine Department “perché più di 3/4 dei lotti totali venduti nella scorsa asta di Wine&Spirits sono stati aggiudicati o tramite piattaforma o tramite telefono. Strutturando un’asta totalmente online, si allungherebbe solamente il tempo di bid che non sarebbe limitato a un paio di minuti per singolo lotto, ma ad un arco di un paio di giorni per l’intera asta”.

Nessuna preoccupazione neanche su eventuali perdite di valore del vino: “Attualmente i vini di pregio non risentono eccessivamente di un cambio di valore; sono sempre considerati beni da investimento. Non possiamo prevedere se aumenterà la loro stima, ma sicuramente non diminuirà, visto che viene sempre effettuata sulla base dell’analisi delle precedenti aggiudicazioni”. Tutto il resto si affronterà al momento opportuno.

Anche Cambi si sposta online: oltre 352mila euro per l’asta “Vini Pregiati e da Collezione”

È risultata vincente anche la strategia dell’altra casa d’aste italiana Cambi, che ha deciso di non fermarsi e continuare a proporre le proprie vendite organizzando e gestendo tutto il lavoro da remoto. Esperienza che ha riguardato anche il dipartimento Vini, uno dei più giovani della maison, guidato dal direttore Luca Martini (miglior sommelier del mondo nel 2013).

Lo scorso 22 aprile, per quasi 8 ore – tempi dilatati anche dalla gestione tutta online – numerosi collezionisti ed appassionati italiani ed internazionali si sono scontrati a colpi di bid su quasi 500 lotti . Molto positivi e confortanti i risultati, con l’82% dei lotti venduti e un sorprendente 114% di venduto per valore. Complessivamente è stata raggiunta la cifra di 352.500 euro.

Barolo Monfortino asta Cambi

Il podio dei lotti più cari venduti è tutto francese (medaglia d’oro a quattro bottiglie Criots Batard Montrachet, Domaine d’Auvernay, del 2006, vendute a 15mila euro), ma anche i vini italiani se la son cavati bene: top lot, 6 bottiglie di Barolo Giacomo Conterno Riserva Monfortino 2000 che partendo da una stima di 2mila euro hanno raggiunto i 5,5mila euro. Tra le bollicine, a farla da padrona è stata una rara bottiglia di Dom Perignon Moet et Chandon 1998, un esemplare di soli altri 100 nel mondo, venduta a 6mila euro.

a cura di Loredana Sottile

Articolo uscito sul numero di Tre Bicchieri del 30 aprile

Abbonati anche tu se sei interessato ai temi legali, istituzionali, economici attorno al vino. È gratis, basta cliccare qui