Bella novità a Milano a riprova che il periodo di crisi può essere anche un periodo di evoluzione. Eugenio Roncoroni di Al Mercato, uno dei locali più coraggiosi della città, ci racconta la sua nuova avventura.
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Si prospettano grandi novità per Al Mercato di Milano, come annuncia lo stesso Eugenio Roncoroni, tramite un post su Facebook“C’è un grande nuovo progetto in arrivo a settembre e una nuova bellissima sede oltre a quella storica”. E, per esser precisi, la novità toccherà anche la sede storica.

Che ne sarà dello “storico” Al Mercato

“Prima di tutto verrà fatto un restyling dello ‘storico’ Al Mercato”, ci anticipa Eugenio Roncoroni, “con una ristrutturazione del locale che porterà a unire le due sale, per creare un ambiente unico, e una attualizzazione del logo, ovviamente mantenendo i nostri tratti distintivi”. Tratti che di fatto hanno movimentato la città, allargato le vedute e proposto qualcosa di innovativo in tempi assolutamente non sospetti. “Poi fonderemo i due format, quello della proposta di street food e il fine dining”.

Al Mercato di Milano raddoppia in zona Garibaldi

Al Mercato raddoppia in zona Garibaldi

Ma la vera novità è il raddoppio di Al Mercato in un locale in zona Garibaldi, “una zona che sta evolvendo, dove c’è tanto passaggio e al tempo stesso dove stanno aprendo parecchi locali che puntano alla qualità”. Il nuovo locale sarà praticamente il fratello, minore ma dimensionalmente più grande, di Al Mercato, con una grande attenzione nei confronti della materia prima (ma questa non è una novità per lo chef milanese), “dove rimarranno i nostri piatti iconici, hamburger in primis, ma ci sarà un’evoluzione del concept. Con la vecchia guardia abbiamo sviluppato un menu per un progetto che definirei molto ambizioso, che ha come modelli format internazionali, newyorkesi”.

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Il lockdown ha poi dato modo a Eugenio di riflettere sugli errori fatti in passato: “Farò decisamente più attenzione a comunicare meglio il mio prodotto e in linea con questo buono proposito darò più importanza alla sala. Quando, insieme a Beniamino (Nespor, scomparso prematuramente qualche anno fa, ndr), abbiamo aperto Al Mercato eravamo più giovani, più sfrontati, a volte eccessivamente scafati, ma col passare degli anni ho compreso che devo giocare meglio le mie carte. Anche se sono cuoco, e quindi molto concentrato sulla materia prima, devo porre molta attenzione al servizio. Che poi è quello che mi aspetto io quando sono nel ruolo di cliente”.

Cambio di proprietà ma non di rotta

“La proprietà è cambiata – per ora è ancora top secret – ma io rimarrò come executive chef, così avrò la possibilità di concentrarmi sulla cucina, senza avere pensieri di gestione o amministrazione, che ora seguivamo io e mio papà”. Il cambio di gestione (ma non di rotta) è avvenuto nel bel mezzo del lockdown e in brevissimo tempo, considerando i tempi biblici a cui siamo solitamente abituati in Italia. “È stata una cosa improvvisa che però mi ha dato la possibilità di evolvere la mia idea di ristorazione e di attualizzare la proposta. Sinceramente era da un po’ che mi sentivo fermo e anche un po’ solo, avevo decisamente bisogno di qualcuno che mi supportasse, pure economicamente, per svecchiare Al Mercato, del quale vado sempre molto orgoglioso, sia chiaro. Insomma avevo bisogno di un cambiamento, certo, non pensavo sarebbe avvenuto in così poco tempo e soprattutto durante l’emergenza Covid, ma così è stato. Ed è stato un bene”. Un bene per Roncoroni, per Al Mercato e per Milano.

a cura di Annalisa Zordan

 

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