La longevità inizia da bambini è il nuovo libro di Valter Longo, autore del best sellers La dieta della longevità.
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Valter Longo è un biochimico che studia l’invecchiamento e le malattie collegate, uno di quei nomi noti più all’estero che in Italia, tanto che nel 2018 la rivista americana TIME lo ha inserito tra le 50 persone più influenti al mondo nel campo della sanità. Il suo lavoro è intrecciato a doppio filo con il campo dell’alimentazione, perché una vita lunga e in salute è una cosa che si conquista (anche) a tavola, come suggerisce un suo volume di qualche tempo fa, La dieta della longevità.

Ma quando si comincia, esattamente, a farlo? “Prima della nascita” risponde lapidario. “Perché l’alimentazione durante la gravidanza può incidere sul dna del bambino, per esempio con modifiche di tipo microbiotico e di altri aspetti legati all’adattamento a specifiche condizioni”. Modifiche che poi peseranno sulla vita del nascituro. Quindi massima attenzione sulla nutrizione in gravidanza, non solo nell’interesse del bambino, ma anche dell’adulto che sarà. Dunque è importante tenere sotto controllo l’alimentazione in ogni fase della vita. Ed è proprio questo l’obiettivo del nuovo volume di Longo: La longevità inizia da bambini scritto in collaborazione con pediatri e nutrizionisti che mira a dare “un nuovo programma di nutrizione per la famiglia, per una vita lunga e sana”, come recita il sottotitolo del volume. Questo perché se insegniamo al bambino a prendersi cura della sua salute, lo proteggiamo e proteggiamo noi stessi. “Non sottovalutare l’importanza del dialogo con i figli. Parlare con loro li sensibilizza e responsabilizza. Sono infatti in grado di capire e assorbire i concetti dell’alimentazione sana e possono dare la motivazione per cambiare regime all’intera famiglia”.

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Emergenza obesità

L’11 ottobre è il World Obesity Day, la giornata mondiale contro l’obesità “una gravissima emergenza mondiale per la salute pubblica” che tocca livelli sempre più allarmanti: il 50% degli adulti e il 30% di bambini e adolescenti, nel pianeta, soffre di sovrappeso o obesità. E se, fino a poco tempo fa, l’Italia era fuori dalla fascia di rischio, da qualche anno ha raggiunto il triste primato europeo per l’obesità infantile, con 4 bambini su 10 in condizioni di sovrappeso od obesità. Praticamente allineati agli Stati Uniti.

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L’obesità infantile in Italia

Con una differenza fondamentale. Se Oltreoceano i principali imputati per questa situazione sono cibo spazzatura e bibite gassate, in Italia i maggiori responsabili dell’eccesso di peso dei nostri bambini sono cibi “innocui”. Longo li chiama “le 4 P: pasta, pane, pizza e patate”. Praticamente i fondamenti della dieta mediterranea. Come è possibile? “Ogni giorno i nostri bambini assumono mezzo chilo a testa di questi alimenti che, di per sé, sono sani ma che in queste quantità non lo sono. Per anni abbiamo demonizzato gli zuccheri da cucina” continua “questi cibi, in queste quantità, forniscono l’equivalete di 5 lattine di bibite gassate: 10 cucchiai di zucchero al giorno, dati dagli amidi. Ed entrano nel sangue anche più velocemente”. Alle 4 P si aggiungono il riso e i succhi di frutta, che da noi sono ben più amati delle bibite gassate, che in media vengono bevute una volta a settimana.

Dieta mediterranea + dieta statunitense

Un profilo del tutto originale, quindi, quello italiano in cui la quantità è l’elemento critico. Ma non l’unico. “Stiamo, inconsapevolmente, adottando un sistema alimentare vicino a quello americano”. Oggi infatti gli italiani mangiano molta più carne di un tempo: “tra le 2 e le 3 volte di più di quanto raccomandato dalle società mediche”. In pratica una combinazione micidiale che mescola un’interpretazione sbagliata della dieta mediterranea e la dieta a stelle e strisce.

Mancanza di formazione

Finito qui? No, “non solo chi è preposto a prendersi cura dell’alimentazione dei bambini – scuola, famiglia, medici – spesso non è abbastanza preparato, non avendo nozioni specifiche, ma il più delle volte lavora senza dialogare con le altre strutture”. Quindi a volte il piano alimentare delle mense scolastiche è corretto, così come lo è quello domestico. Ma se i due programmi non si interfacciano è del tutto inutile. “Magari un bambino che ha mangiato hamburger a pranzo si trova con una fettina a cena, mentre sarebbe ideale verdura con un pochino di cereali”. Insomma, il caro vecchio buon senso di una dieta varia e genuina. La carne è un tasto delicato. Longo, che si definisce pescetariano, consuma pesce un paio di volte a settimana. “Ogni comunità in cui si registra una alta longevità ha come denominazione comune il mangiare poca carne” spiega e aggiunge che le carni rosse, soprattutto hanno una stretta correlazione con le malattie cardiovascolari.

Le conseguenze dell’obesità infantile

Il peso in eccesso in età pediatrica espone il bambino al rischio di malattie durante l’infanzia, l’adolescenza e in età adulta. Un bambino in sovrappeso costante tra 7 e 18 anni va incontro al rischio di contrarre il diabete, in futuro, 4 volte di più di un soggetto normopeso: “Il 400% di rischio in più che ci si porta dietro per tutta la vita”. Un bambino obeso sarà quindi, con buona probabilità, un adulto malato.

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Senza contare altre patologie croniche cui sono più esposti i soggetti sovrappeso: malattie cardiovascolari, diabete, demenza senile, cancro. Cambiare stile di vita è quindi indispensabile. Ma attenzione: “i cambiamenti del regime alimentare devono essere graduali: il microbiota si adatta all’alimentazione, ma ci vuole del tempo perché si modifichi. Questo è il motivo per cui si accusano spesso malesseri quando si cambia piano alimentare”.

Cosa fare? “Il primo punto, da non sottovalutare, è controllare: peso e altezza. Una volta al mese nei soggetti che non riscontrano problemi, a giorni alterni per chi è in sovrappeso”. E poi consumare cibi nell’arco di 12 ore e suddivisi in 5 pasti. E altri

La malnutrizione in occidente

L’altra faccia della medaglia della sovralimentazione, nei paesi occidentalizzati, è la malnutrizione. Non si muore di fame, insomma, ma ci si ammala perché si mangia male. Un esempio tipico è quello di un regime poco vario, per questioni economiche o culturali. “Spesso la malnutrizione è associata all’obesità perché si basa su una dieta profondamente squilibrata in cui mancano elementi fondamentali”. Poi ci sono le conseguenze di regimi alimentari nuovi, come quello vegano: “si contano quasi 2 milioni di vegani, tra questi ci sono anche genitori che impongono la stessa dieta ai figli” spiega “in questi casi c’è un rischio concreto di malnutrizione, soprattutto” aggiunge “quando i genitori hanno l’erronea certezza di conoscere perfettamente la materia”. Quindi una dieta vegana per i minori è dannosa? “Non è un messaggio che possiamo dare in questa forma, soprattutto perché non abbiamo dati a lungo termine. È un regime alimentare che esiste da così pochi anni che non possiamo avere certezza delle sue conseguenze nel tempo, a distanza di 30 o 40 anni. Di sicuro sono stati registrati molti casi di mancanza di vitamina b 12, grassi essenziali o proteine”. Uno dei motivi, anche in questo caso, è il fai da te. “La metà dei vegani con cui parlo dice di consumare proteine vegetali. Poi si scopre, magari, che mangia 30 grammi di ceci, che a conti fatti sono circa 3 grammi di proteine. Troppo pochi”. Il segreto, parrebbe, è sempre nella misura delle cose.

Obesità infantile: la Dieta della Longevità nei bambini. Le 12 regole

  1. Non deve mancare niente nella loro dieta: proteine, grassi, carboidrati, minerali, vitamine, fibre e acqua.
  2. Proteine: fate assumere loro il giusto livello a seconda dell’età.
  3. Tenete d’occhio i carboidrati: limitate le 4 P (Pasta, Pane, Pizza, Patate), il riso e i succhi di frutta. Per i bambini e i ragazzi che devono perdere peso, sostituitene una parte con verdure e/o legumi.
  4. Grassi: non eliminateli, ma fate attenzione al tipo e alla quantità.
  5. Limitate sale e zuccheri.
  6. Mangiate nell’arco delle 12 ore: se si finisce colazione alle 8, bisogna cenare alle 20.
  7. Scegliete i cibi semplici e della tradizione locale.
  8. Mangiate di più, non di meno, ma meglio.
  9. Non esagerate con le regole: evitate restrizioni caloriche severe prolungate.
  10. Misurare, misurare, misurare. Tenete sotto controllo il peso corporeo e la circonferenza addominale prendendo le misure una volta al mese per i bambini normopeso e una volta ogni due giorni per i bambini sovrappeso, obesi o sottopeso.
  11. Evitate la sedentarietà: per esempio praticando almeno un’ora di sport e un’ora di camminata al giorno.
  12. Organizzate i pasti suddividendo l’assunzione giornaliera in 4-5 momenti (colazione – spuntino e merenda – pranzo – cena).

L’autore devolve tutti i proventi di questo libro alla Fondazione non-profit Create Cures per l’educazione alimentare di bambini e adulti, l’assistenza ai pazienti, e la ricerca di cure alternative e integrate per le malattie gravi.

La longevità inizia da bambini – Valter Longo – Vallardi