Sarà Jean Imbert, giovane chef francese autodidatta, portato alla ribalta dalla tv, a prendere il testimone di Alain Ducasse all’hotel Plaza Athenée. Ducasse, intanto, si appresta ad avviare un progetto speciale a Versailles.
Pubblicità

Il futuro del Plaza Athenée

L’epopea di inizio estate, nel mondo della ristorazione parigina, coinvolge il cuoco che negli ultimi decenni ha identificato meglio di chiunque altro l’alta cucina francese. Ed è anche per questo che il divorzio tra Alain Ducasse e l’hotel Plaza Athenée, dopo oltre vent’anni di collaborazione, ha finito per catalizzare l’attenzione di cronisti e addetti ai lavori ben oltre i confini francesi. La fine del lungo percorso che, all’interno di uno degli alberghi più esclusivi del mondo, ha definito gli standard dell’alta ristorazione d’hotel, però, ha generato interesse perché in relazione con una congiuntura storica unica nel suo genere, figlia della pandemia che ha interrotto il corso naturale degli eventi. Per un’attività prestigiosa – e dispendiosa! – come quella amministrata dal gruppo Dorchester nel cuore di Parigi, in avenue Montaigne, questo ha significato ripensare obiettivi e strategie di marketing. Si è così concretizzata la fine del rapporto con Ducasse, che per il gruppo mantiene invece la guida dei ristoranti all’hotel parigino Le Maurice e al Dorchester di Londra.

Chi è Jean Imbert

Come anticipato da indiscrezioni della prima ora, il cambio della guardia, all’hotel Plaza Athenée ha il volto di Jean Imbert, titolare a Parigi dell’insegna Mamie, ma noto soprattutto per i suoi trascorsi televisivi, come vincitore del programma Top Chef nel 2012. Un profilo molto diverso da quello del cuoco di Sarrazin, che sembra confermare l’intenzione di avviare un nuovo percorso, più informale, pur all’interno di uno dei palazzi più ambiti della capitale francese. Imbert, 39 anni, diplomato al Bocuse Institute, prenderà il comando di tutte le insegne ospitate al Plaza Athenée: il ristorante gourmet, il Cour Jardin, la Galerie, il Relais Plaza, la terrazza Montaigne e il bar dell’albergo. Per scoprire la linea del nuovo chef sarà sufficiente aspettare fino al primo luglio, quando la collaborazione avrà ufficialmente inizio, con l’esordio dei nuovi menu. Al contempo, ed è anche questa notizia delle ultime ore, il giovane cuoco ha preso in carico anche la consulenza per il nuovo ristorante della maison Dior che aprirà nei prossimi mesi sempre in avenue Montaigne. “Avevo 18 anni quando Ducasse è arrivato al Plaza Athenée, e mi ha sempre fatto fantasticare” scrive sulla sua pagina Instagram un emozionato Imbert per ufficializzare la notizia, dopo settimane di rumor: “In questo mondo, un cuoco autodidatta cresciuto in una banlieue parigina, in una famiglia senza precedenti in cucina, senza spinte e conoscenze particolari può ambire a prendere il testimone, prima dei 40 anni, di uno degli chef più grandi del mondo. Sono consapevole che non sarà facile, ma invece di pensare che non sarò all’altezza, perché non concedermi una possibilità di mostrare i miei progetti?”. Poi Imbert passa ai ringraziamenti, alle persone che negli ultimi due mesi l’hanno accolto e accompagnato in gran segreto nel lavoro di avvicinamento al palazzo, e, soprattutto ad Alain Ducasse, “per i preziosi consigli e il sostegno che ha saputo donarmi”.

Tavola al Grand Controle di Versailles
foto di Renee Kemps

Ducasse a Versailles con il ristorante da re

Intanto, Ducasse svela i suoi piani – ambiziosi – per il futuro del suo gruppo di ristorazione in città. Non solo la cucina informale di Sapid, pronta per l’autunno, e i gelati de La Manufacture; ma pure la tavola esclusiva alla reggia di Versailles, con vista sui giardini dell’Orangerie, dalla terrazza del ristorante Le Grand Controle. Un progetto incentrato sulla storia dell’alta cucina francese, che vuole omaggiare persino l’antico cerimoniale di corte, però coniugandolo con la modernità di una proposta gastronomica che tiene conto del percorso avviato negli ultimi anni da Ducasse. Lusso sfrenato, dunque, in un contesto che privilegia l’esperienza, con un servizio serale che si preannuncia degno di un re, nel rispetto del luogo, ristrutturato dall’architetto Christophe Tollemer anche per accogliere gli ospiti presso un’esclusiva struttura alberghiera da quattordici suite, inaugurata all’inizio di giugno.

Pubblicità