Per la rubrica promossa dalla Fondazione Gambero Rosso e dedicata alle donne, oggi intervistiamo Livia Iaccarino del Ristorante Don Alfonso 1890.
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La Fondazione Gambero Rosso, creata con lo scopo di dare attenzione e risalto ai temi di ordine sociale e della ricerca, porta avanti con dedizione questa rubrica dedicata alle donne, non tanto perché crediamo nelle quote rosa ma perché è fondamentale parlare e sensibilizzare sulla parità di genere. Ed è altrettanto fondamentale farci portavoce di donne che hanno raggiunto importanti obiettivi nel proprio settore. Qui l’intervista a Livia Iaccarino del Don Alfonso 1890.

Livia Iaccarino al Ristorante Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui due Golfi

Intervista a Livia Iaccarino

Nella sua esperienza lavorativa quali sono stati gli ostacoli che lei ha dovuto affrontare in quanto donna?

Quando ho iniziato la mia carriera enogastronomica nel 1973, la donna in sala era guardata come un oggetto… e quando ho poi iniziato a studiare i vini venivo regolarmente presa in giro da tutti gli uomini perché quel mondo era riservato solo a loro!

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In quale modo è riuscita a raggiungere il suo attuale ruolo?

Non ho mollato di una virgola, con orgoglio femminile e con ferrea determinazione sono diventata la donna manager della sala e sono stata una delle prime donne sommelier professioniste italiane ben oltre 35 anni fa.

Nel suo attuale ruolo quali leve gestionali sta utilizzando per facilitare il mondo femminile?

Al mondo femminile, a cui do incarichi, cerco di far tirare fuori l’importanza di essere donna, la loro sensibilità e tante sfumature che fanno parte del nostro mondo. Cerco di spronarle con il mio esempio che spero possa poi essere per loro trainante: solo poi con professionalità, preparazione e determinazione non ti lasci intimidire.

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Quali proposte o modifiche proporrebbe alle autorità di governo per accelerare il raggiungimento della parità?

La donna ha una forza di volontà che non ha eguali, è capace di coniugare tanti impegni professionali e familiari. Una donna quando è impegnata nel mondo del lavoro, impegnata come moglie, madre, nonna, ha bisogno di certezze per la sua famiglia. Queste certezze, queste risposte, le deve dare la collettività. Solo attraverso politiche sociali importanti, politiche di sensibilizzazione, la donna può raggiungere quella parità di diritti tanto agognata. Un esempio a me caro è quello dato da Ferdinando IV di Borbone, sovrano illuminato, che nel considerare il ruolo della donna, nei setifici di San Leucio, la tutelò sotto tutti i punti di vista e la equiparò anche negli stipendi a quelli degli uomini.

Quali modalità e quali formule suggerisce per sensibilizzare e rendere consapevole il mondo maschile di questo gap? Un gap che, peraltro, ha conseguenze anche sul Pil.

È importante l’uomo che hai vicino si dimostri maturo, non in competizione, convinto della parità di genere, convinto che la donna al suo fianco non sia un ostacolo, ma lasci dunque spazio per una sana e proficua collaborazione/competizione alla pari.

Quale messaggio o consiglio si sente di dare alle donne che hanno capacità e desiderio di emergere, in particolare a quelle che stanno ancora lottando e alle giovani generazioni?

Il consiglio è di non sentirsi inferiore a nessuno, ma tirare fuori quell’orgoglio di appartenenza necessario per emergere anche nel passaggio generazionale che diventa sempre meno facile.

Ci racconti un aneddoto (positivo o negativo) di una delle sue esperienze sul tema.

Un grande personaggio dell’editoria, nostro assiduo cliente, venne a cena e apprese da mio marito che stavo studiando i vini. Gli disse: “Tua moglie è impazzita!!! Ma cosa deve fare!!!”. Al tavolo gli spiegai che l’olfatto femminile, sin da bambine, è molto più allenato ai profumi. Non lo volle ammettere! Non mi lasciai intimidire e continuai serena per la mia strada. Con il tempo poi è tornato sui suoi passi e mentre prima si rivolgeva solo ai collaboratori maschili per la scelta dei vini, ha poi iniziato a interpellarmi ed a chiedermi consigli sui vini adatti per la cena che si apprestava a consumare, le prime volte era quasi un mettermi alla prova, cercando anche di mettermi in difficoltà, poi però sono diventata il suo punto di riferimento, la sua persona di fiducia!

illustrazione di Ilenia Tiberti

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