Terreni incolti, agevolazioni fiscali e malattie. Le cinque proposte degli agricoltori italiani al governo per rilanciare il settore

30 Nov 2023, 18:07 | a cura di Gianluca Atzeni
Sempre annunciato ma mai realizzato, la Cia agricoltori italiani ha presentato a Roma il Piano nazionale per l'agricoltura e l'alimentazione. Un documento in cinque punti per rilanciare il settore primario. La proposta del presidente Fini al governo Meloni

Prova a prendere forma il Piano nazionale per l'agricoltura e l'alimentazione. L'iniziativa è della Cia agricoltori italiani che lo presentato a Roma, durante l'assemblea del 28 novembre. Cinque i punti qualificanti. L'annuncio è stato fatto, alla presenza dei ministri Salvini e Lollobrigida, dal presidente Cristiano Fini che si è rivolto così al governo Meloni: «Ci candidiamo come interlocutore delle istituzioni per definire il Piano agricolo nazionale, sempre annunciato, ma mai realizzato». Se l'agricoltura vorrà essere tra i protagonisti della filiera agroalimentare, con un valore attuale di 50 miliardi sui 550 complessivi, «bisognerà che l'Italia e soprattutto l'Europa siano dalla nostra parte - ha detto Fini - abbandonando posizioni e regolamenti ideologici anche in vista delle prossime elezioni europee».

Le cinque proposte della Cia

Accrescere il peso economico e la forza negoziale dell'agricoltura

I cinque assi del Piano partono (punto 1) dalla redistribuzione del valore aggiunto lungo la filiera agroalimentare, tramite una legge quadro, per salvaguardare la parte agricola, con il riconoscimento dei costi di produzione certificati e di prezzi all'origine dignitosi. A tal proposito serve avviare una Banca unica nazionale delle terre e predisporre il Registro dei terreni incolti, incoraggiare l'interprofessione aggiornare la normativa sulle pratiche sleali.

Incentivare il presidio ambientale sui territori

Il sindacato (punto 2) chiede anche un nuovo piano di gestione delle acque a uso irriguo, così come il recupero del suolo agricolo attraverso l'approvazione di una legge sul consumo di suolo; si chiede anche l'adozione di un fondo unico per la gestione delle fitopatie (quest'anno particolarmente dannose come accaduto al vino), che sia più veloce ed efficace e una riforma della gestione del rischio agricolo.

Agricoltura al centro dello sviluppo delle aree interne

Mettere l'agricoltura al centro dei processi di recupero delle aree interne (punto 3) è un obiettivo che passa per una programmazione organica: il sindacato chiede, in particolare, interventi di fiscalità agevolata, accesso al credito e liquidità per fare impresa nel settore primario e, inoltre, una legge quadro per valorizzare la dimensione familiare dell'attività agricola in zone rurali; infine, nuovi fondi dedicati agli agriturismi e ai progetti sulle Comunità del cibo.

Salvaguardare servizi e attività sociali dei territori rurali

Per salvaguardare servizi e attività sociali nei territori rurali (punto 4) serve innanzitutto, secondo il sindacato agricolo, portare gli assegni pensionistici al minimo a 780 euro, introducendo anche una pensione di garanzia per i giovani agricoltori. Inoltre, per evitare lo spopolamento dei territori, occorre riorganizzare i servizi pubblici essenziali, sfruttando anche le opportunità offerte dalla telemedicina.

Consolidare l'export agrifood con regole reciproche sull'import

Sul fronte export (punto 5) la Cia chiede aiuti anche fiscali per aggregare le imprese e strumenti per formazione e tutoraggio sull'export agricolo; inoltre, serve una tutela dall'import selvaggio, con controlli più efficaci che rispettino la reciprocità delle regole commerciali: l'idea è creare un sistema unico digitale di tracciabilità. A livello Ue, occorrono clausole di salvaguardia per proteggere le produzioni europee dalle importazioni più a rischio, soprattutto sul versante fitosanitario.

Il Piano agricolo di Cia

1. Accrescere il peso economico e la forza negoziale dell'agricoltura
2. Incentivare il presidio ambientale sui territori
3. Agricoltura al centro dello sviluppo delle aree interne
4. Salvaguardare servizi e attività sociali dei territori rurali
5. Consolidare export agrifood con regole reciproche sull'import

 

L'articolo è stato pubblicato sul Settimanale Tre Bicchieri del 30 novembre 2023

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