Un lungo viaggio alla scoperta della Penisola Iberica: Paesi Bashi, Cantabria, Galizia, Astura con una tappa in Portogallo e un rientro facendo tappa a Madrid. Con una guida d'eccezione: Diego Rossi di Trippa
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“La Spagna è pazzesca!”. È entusiasta del suo viaggio Diego Rossi, che ha approfittato del periodo di riposo del suo Trippa, a Milano, per andarsene in macchina fino in Penisola Iberica, passando per Montpellier alla volta dei Paesi Baschi, e da lì proseguendo: Cantabria, Galizia, Asturia, con una capatina anche in Portogallo e il rientro passando per Madrid. Un giro di tre settimane tra visite cittadine, escursioni naturalistiche e, ovviamente, tappe gastronomiche. Tra i grandi, of course – Mugaritz, Nerua, e l’incantevole griglia di Elkano – e una valanga di altri posti meno blasonati e più quotidiani: “c’è roba di tutti i livelli lì, uno spettacolo!”.

Le tappe del viaggio di Diego Rossi tra Spagna e Portogallo

Prima tappa: San Sebastián
Seconda tappa: da Mundaka a Bilbao
Terza tappa: da Santoña a León
Quarta tappa: Santiago e la Galizia
Quinta tappa: le Rías Baixas
Sesta tappa: Porto
Settima tappa: Salamanca e Madrid

 

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In viaggio tra Spagna e Portogallo: cosa vedere e mangiare


Prima tappa: San Sebastián

San Sebastián è uno dei paradisi dei buongustai, con un tale concentrato di ottimi indirizzi che ormai è leggenda. Non ci sono solo grandi ristoranti, però, ma decine di pintxos bar che offrono crostini, spiedini, tortillas di patate, e piccoli bocconi esposti sul bancone o da ordinare in quelle cucine che fanno miracoli. Si va dai più semplici, come la gilda – spiedino di alici, olive verdi e i tipici peperoncini verdi – ad altri molto elaborati. Si solito per pochi euro. Ma attenzione: “riesci anche a spendere tanto, a furia di assaggi, tre o quattro euro l’uno. Ma è spettacolare: i locali sono pieni, mangi quasi sempre in piedi schiacciato tra le altre persone, cose buonissime”. Informale come poche altre cose, la tradizionale movida basca è fatta di cene itineranti di bar in bar, bevendo cidra, cagnetas o txakoli (rispettivamente sidro, birra e il fresco vino frizzante locale) sbocconcellando pintxos diversi per stile e complessità. “Anche se tutti hanno una valanga di cose, ogni posto ha una specialità per cui è conosciuto” spiega ancora Diego “e una sua precisa identità. In ognuno vai per una cosa, e dato che sono quasi tutti al centro, puoi fare il giro”.

Piatto de a Cuchara di San Telmo
La Cuchara di San Telmo

Così ci sono le orecchie di maiale fritte de La Cuchara di San Telmo, imperdibili insieme alle kokotxa (gola di merluzzo) al pil pil – “sono pazzesche lì” – , i navajas (i cannolicchi giganti) o il foie gras alla plancia. A La Cepa vai per i bocherones, “le sarde planciate”. A Fuego Negro è ormai famosissimo con i suoi pintxos di stile moderno, con tanto di menu degustazione (a 40 euro). “Uno dei nostri posti preferiti è Bar Sport, ci siamo andati così tante volte che alla fine ci salutavano. Il crostino con il foie è buonissimo, molto diverso da quello della Cuchara che è quasi intero, e così pure le mollejas de cordero, le animelle di agnello planciate”. Poi c’è il risotto di Borda Berri: “risoni come quelli della minestrina, un po’ scotti, con il formaggino. Da noi te li tirerebbero dietro, lì prendono tutti quello, insieme allo stracotto e all’orecchia di maiale”.

Txepetxa
Txepetxa

Vicino alla chiesa gotica di San Vicente è pieno di bar in cui fermarsi,“e già che ci siete andate in cerca della boina vasca, il cappello simbolo dei Paesi Baschi che ha una storia interessante, c’è un posto che lo fa ancora come 100 anni fa, Casa Elosegui”, Txepetxa ha una carta delle acciughe incredibile, più di 20 crostini diversi. “Te ne portano una valanga”. Il bar Nestor invece è famoso per la chuleta, la costata “non devi neanche ordinare: scelgono loro in base al numero di persone, ti mostrano la carne, la pesano e la cuociono, la mangi lì – anche in piedi – con pimientos del padron, quei peperoncini verdi, e pomodoro. Stop”. I pomodori meritano una nota a parte: “sono 4 anni che cerco dei pomodori in Italia. Lì ne hanno di pazzeschi”. Le indicazioni si inseguono, La Viña per la tarta de queso (un’istituzione), e Dickens, famoso per il gin tonic, “ma soprattutto per il locale storico che merita almeno una visita (anche senza gin tonic)”. Di giorno poi la spiaggia de la Concha è una meta irrinunciabile e non solo per gli amanti del mare e del surf: lunghissima – “sembra una di Rio” – con mare limpido che si può ammirare anche dall’alto del Miramar Jauregia per avere una visione complessiva di questo piccolo gioiello a un passo dalla Francia.

Txepetxa

La Cuchara di San Telmo – Spagna – San Sebastián –  Santa Korda Kalea, 4 – +34 943 44 16 55
La Cepa – Spagna – San Sebastián –  31 de Agosto Kalea, 7, 9 – +34 943 42 63 94
A Fuego Negro – Spagna – San Sebastián –  31 de Agosto Kalea, 31 –  +34 650 13 53 73
Bar Sport – Spagna – San Sebastián –   Fermin Calbeton Kalea, 10 – +34 943 42 68 88
Borda Berri – Spagna – San Sebastián –   Fermin Calbeton Kalea, 12 – +34 943 43 03 42
Txepetxa – Spagna – San Sebastián – Arrandegi Kalea, 5 – +34 943 42 22 27
Nestor – Spagna – San Sebastián –   Arrandegi Kalea, 11 – +34 943 42 48 73
La Viña – Spagna – San Sebastián –  31 de Agosto Kalea, 3 – +34 943 42 74 95
Dickens – Spagna – San Sebastián – Alameda del Blvd., 27 – +34 943 42 72 33

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Bilbao Guggenheim_aurore
Bilbao – Guggenheim

Seconda tappa: da Mundaka a Bilbao

Lasciata San Sebastián si è diretto verso ovest, fermandosi a Santa Catalina Baseliza a Mundaka, un eremo arroccato su uno sperone roccioso “buttato lì nel nulla”. Il paesaggio è suggestivo: siamo dove il fiume sfocia nell’oceano con onde gigantesche. Un altro paradiso per i surfisti. È una zona sabbiosa protetta, la Riserva della Biosfera di Urdaibai: un posto pazzesco. “Ci siamo fermati lì andando verso Guernica, dove volevamo vedere l’albero simbolo della libertà del popolo basco, una tappa storica” prima di passare a Getxo dove c’è il ponte di Vizcaya, icona della rivoluzione industriale, chiamato Puente Colgante – il ponte sospeso – per via di quella piattaforma basculante con un sistema di cavi per il trasporto di auto e persone. Il lungomare è molto bello e inaspettato, costeggiato da ville in stile, da lì la tappa successiva è stata l’isola Gaztelugatxe, famosa anche perché ci hanno girato Game of Thrones “c’è uno scoglio gigante nel mare, collegato da una lunghissima scalinata. Quando arrivi su, è tradizione suonare la campana tre volte ed esprimere un desiderio… se hai ancora fiato”.

cafè iruna bilbao
Cafè Iruna – Bilbao

Il passaggio gastronomico inevitabile è ancora nei paesi Baschi, in quella Bilbao un tempo cittadina industriale, rinata con l’arrivo del Guggheneim. Tappa obbligata per chi visita la città, ma anche per chi è in cerca di una tavola d’autore, con il Nerua di Josean Alija. (a proposito di pomodori, il suo piatto con pomodorini ripieni di erbe aromatiche rimane impresso nella memoria). “Josean ci ha fatto da cicerone, portandoci alla scoperta della città, dal Cafè Iruna, alla storica Taberna Basaras”. La sosta è quasi sempre a base di cagnetas, anchoas (acciughe) e crocchette di baccalà. “Ci ha anche portato in giro per provare la differenza tra morcillas de burgos e morcilla de León”: due salsicce preparate con il sangue di maiale, una con riso e una senza, decisamente più strong.

Nerua – Guggenheim Bilbao – Spagna – Bilbao – Abandoibarra Etorb., 2 – +34 944 00 04 30
Cafè Iruna – Spagna – Bilbao – Colon de Larreategui, 13 -+34 944 23 70 21
Taberna Basaras – Spagna – Bilbao – Pilota Kalea, 2 – +34 617 06 24 64

Catedral de León foto Nacho Traseira
León – cattedrale. Foto Nacho Traseira

Terza tappa: da Santoña a León

Da Bilbao si sono spostati a Santoña in Cantabria “e lì, ciao” ride Diego “tanti posti, ma due sono una bomba: la Mutua Anchoateca, una carta con le acciughe di tutti i produttori del posto, fatte con vari metodi di produzione, anche quelle nel burro come si facevano un tempo. Ti servono le scatolette con un pezzettino di pane. Pazzesco”. Il secondo posto è il ristorante Pascual (chili), “una baracca sulla spiaggia: boquerones (acciughe), marisco (pescato), sardoni alla brace e canestrelli, le capesante locali”. Poi la Esquina de tasca, con delle tapas divertenti, anche lì, e poi un piatto di pesce misto in cocotte con angulas (anguille piccolissime) e polpo. “Santoña mi è piaciuto tantissimo, è un bellissimo paesino di pescatori con un bel lungomare, c’è la riserva naturale delle paludi di Santoña da visitare… è tipo Rosolina Mare, una riserva naturale marina”.

la mutua Santoña
La Mutua – Santoña

La tappa successiva è verso l’entroterra, a León. Dove la calle Ancha con le mura antiche, divide in due la città e il centro storico: Barrio Húmedo – “si chiama così perché c’era molta umidità, lì sotto ci sono le cantine; la sua storia ce l’ha raccontata un vecchietto che ha lavorato sulle navi” – e Barrio Romántico. “Abbiamo dormito in un ostello della chiesa vicinissimo al centro, l’Albergue San Francisco de Asís” racconta. Il Barrio Húmedo è pieno di tapas bar. “C’è La Gitana, che fa callos, pie e morro (trippa, piedino e muso di vitello) mollejas e la morcilla de León” cibi così tipici, che ci sono posti che fanno solo questi. Le piazze sono mete imperdibili a León: plaza San Martin “piena di bar, io mi sono fermato a La Bicha”, la bellissima plaza Mayor “dove in un angolo c’è la Taberna Casa Benito, il bar più antico della città. Ora è un po’ decadente, ci si va a bere vermouth caseo. È un posto che è nella storia dei club di calcio, perché un tempo ci si andava a scommettere”. Da lì si sale verso plaza Regla e la cattedrale gotica. “Ha vetrate stupende e due rosoni bellissimi, da una parte e dall’altra, secondo le ore del giorno, entra luce calda oppure fredda”. Continua ancora, “Passi la calle Ancha e arrivi a Plaza San Marcelo dove c’è Casa Botines, di Gaudì, un palazzo incredibile, con una specie di casa museo al piano superiore”. Infine la caratteristica plaza del Grano, con la pavimentazione antica e le abitazioni tutto intorno.

Mutua Anchoateca – Spagna – Cantabria – Santoña – Calle Alfonso XII, 4 – +34 942 68 25 08
Pascual (chili) – Spagna – Cantabria – Santoña – Paseo Pereda, 4 – +34 942 67 12 66 –
Esquina de tasca – Spagna – Cantabria – Santoña – Calle Manzanedo, 25 – +34 942 68 10 21
La Gitana – Spagna – León – calle Carnicerías, 7 – +34 987 21 51 71
La Bicha – Spagna – León – Plaza San Martín, 4 –
Taberna Casa Benito – Spagna – León – Plaza Mayor, 20 –  +34 987 25 50 30

 

Santiago de Commpostela
Santiago de Commpostela

Quarta tappa: Santiago e la Galizia

Di nuovo in marcia, stavolta verso la punta nord ovest della Spagna: “Le spiagge della Galizia sono bellissime”. Un passaggio veloce a Laxe, un paesino piccolino “dove ci siamo fermati al ristorante Zurich per il mariscos, tranci di pesce freschissimo”. Poi via verso sud, direzione Santiago di Compostela, con la sua cattedrale e il caratteristico mercato Abastos.

Abastos 2.0
Abastos 2.0 – Santiago de Compostela

Lì c’è Abastos 2.0 un locale con un concept fighissimo che unisce praticamente due posti in uno. Ci vai per i berberechos (grandi conchiglie), navajas, e poi empanadas con diversi ripieni, anche di tipo moderno, il ceviche buonissimo, scampi appena scottati. Tutto molto semplice e buonissimo, come piace a me. Il posto che vorrei fare io se non avessi Trippa: dentro un mercato con il menu che cambia ogni giorno in base ai prodotti che ci sono sui banchi. Si arriva e si mangia quel che c’è: un degustazione che è una garanzia di freschezza massima”. Abastos è un posto molto informale, in sala i cuochi che si danno il cambio con quelli in cucina “ragazzi sveglissimi che ti spiegano benissimo i piatti”. Ma ci sono anche tapas bar a Santiago, uno dei più antichi è O Gato negro, ci trovi gamberetti, seppie al nero, granchi.

Zurich – Spagna – Laxe – Av. Isidro Parga Pondal, 8 – +34 981 72 80 81
Abastos 2.0 – Spagna – Santiago de Compostela – Praza de Abastos – rúa das Ameas, 13 -18 – +34 981 57 61 45 –
O Gato negro – – Spagna – Santiago de Compostela – Rúa da Raíña, s/n – +34 981 58 31 05

 

Ria de Pontevedra
Ria de Pontevedra

Quinta tappa: le Rías Baixas

Puntando verso sud, lungo la costa frastagliata, si incontrano le Rías Baixas in cui si alternano profili rocciosi e accidentati e lunghi arenili. Qui si incontrano le città di Vigo, Pontevedra, Arousa e Muros-Noia. “La leggenda vuole che Dio abbia poggiato la mano e dall’impronta delle sue dita siano nati i ria, questa specie di fiordi” racconta Diego. La sosta gastronomica è stata ad Aldàn, dove c’è il bar Muelle, “uno spettacolo. Abbiamo mangiato i sardoncini, fritti quelli piccoli, alla brace quelli grandi. E poi dei berberechos giganti, carnosi e dolci, con meno complessità dei nostri, più sapidi e marini, i migliori di tutto il viaggio, e anche dei navajas pazzeschi, bianchissimi, superdolci. E le cozze bollite con il limone. Un posto con dei tavoli da sagra, semplice semplice ma con un pesce buonissimo”.

Muelle – Spagna – Aldán – Av. José Graña, 3

Porto La Ribeira
Porto – La Ribeira

Sesta tappa: Porto

“A Porto ne ho una valanga” parte in quarta Diego e inizia a snocciolare indirizzi e suggestioni: Semea by Euskalduna, tipo un bistrot in cui si mangiano piattini, un mito, e poi Ostras & Coisas per i frutti di mare: granchi, astici e così via, un grandissimo prodotto; li scegli e te li mangi. Poi c’è Gazela, un baretto che dagli anni ’60 fa cachorrinhos, una specie di hot dog… una porcheria ma buona. E in quella zona vai anche a Casa Guedes per il panino con la coscia di maiale arrosto, una cosa tipo il nostro panino con la porchetta. Anche qui fai la fila per avere il tuo panino. E poi la Cervejaria Brasao per la francesinha, una specie di panino ripieno di carne, con sopra un uovo fritto e formaggio. Poi se cerchi un bistrot, vai da Almeja” ma non si può andare in Portogallo senza bere un po’ di Porto.

francesinha di Cervejaria Brasao
Francesinha di Cervejaria Brasao – Porto

 

Per quello l’indirizzo è Portologia: lì c’è Dominique che ti fa conoscere tutta la storia del Porto, trovi tantissimi produttori, anche piccoli, poco noti”. Tra un sandes de pernil con queso e l’altro (panino con porchetta e formaggio), si visita la città: il Palácio da Bolsa e la libreria Lello “una delle più belle del mondo, quella di Harry Potter per capirci, che è in un quartiere molto interessante dove ci sono due o tre casette liberty bellissime. Girando fermatevi assolutamente a vedere A vida portuguesa, un negozio con tanti oggetti portoghesi antichi, tipo tessuti, quaderni, saponette incartate. Andate anche a vedere il Mc Donald’s ad avenida dos Aliados in un edificio deco’ con una bellissima vetrata. Da lì prendi la strada in salita, e visita la stazione ferroviaria São Bento con la sua hall decorata con più di 20.000 piastrelle che raccontano la storia del Portogallo. Accanto c’è una delle strade più famose di Porto, rua 31 de Janeiro, con i suoi edifici art nouveau e i tipici tram”.

C'alma specialty coffe porto
C’alma Specialty Coffe Room – Porto

Un capitolo a parte meritano gli specialty coffee: “Sono un sacco: C’alma Specialty Coffee Room, Bird au Passage coffee, Combi Coffee”. Spostandosi appena fuori Porto, ci sono altre bandierine da puntare: “a São Pedro da Afurada c’è a Taberna São Pedro, molto buono, e Matosinhos ci sono A Marisqueira de Matosinhos, O Filipe poi Salta o Muro, una specie di griglieria”.

Semea by Euskalduna – Portogallo – Porto – RCH, R. das Flores 179 – +351 938 566 766
Ostras & Coisas – Portogallo – Porto – Rua da Fábrica nº73, 4050-247 – +351 918 854 709
Gazela Cachorrinhos da Batalha – Portogallo – Porto – Tv. Cimo de Vila 4 10 – +351 22 205 4869
Casa Guedes – Portogallo – Porto – Praça dos Poveiros 130 – +351 22 200 2874
Cervejaria Brasao – Portogallo – Porto – R. de Ramalho Ortigão 28 – +351 934 158 672
Almeja – Portogallo – Porto – Rua de Fernandes Tomás 819 – +351 22 203 8120
Portologia – Portogallo – Porto – 552, R. de São João 28 –  +351 22 201 1050
Mc Donald’s Portogallo – Porto – Avenida dos Aliados – +351 22 201 3248
C’alma Specialty Coffee Room – Portogallo – Porto –  R. de Passos Manuel 44 – +351 913 704 600
Bird au Passage coffe – Portogallo – Porto -R. do Duque de Loulé 185-187 – +351 916 208 024
Combi Coffee – Portogallo – Porto –  R. do Morgado de Mateus nº29, 4000-334 – +351 929 444 939
Taberna São Pedro – Portogallo – São Pedro da Afurada – R. Vasco da Gama 126 – +351 915 465 918
A Marisqueira de Matosinhos – Portogallo – Matosinhos – R. Roberto Ivens 717 – +351 22 938 1763
Restaurante Salta o Muro – Portogallo –  Matosinhos – Rua Herois de Franca 386 – +351 22 938 0870
O Filipe – Portogallo –  Matosinhos – Rua Engenheiro Duarte Pacheco – +351 22 937 7181

Salamanca cattedrale
Salamanca cattedrale

Settima tappa: Salamanca e Madrid

In rotta verso Madrid, destinazione finale prima di rientrare in Italia, ma facendo prima un’altra tappa: Salamanca, la città dorata: “tutta in pietra arenaria, con quella loro argilla color oro che poi con il tempo scurisce. Tutte le case nuove sono così. La cattedrale è da spaccarsi la testa. Un po’ tipo quelle di León e Siviglia. In realtà sono due unite, in stili diversi, tardo gotico la più grande, romanica la più antica. Ci sono affreschi e un bel chiostro conservato”. Un pit stop da Tapas 3.0 “è un posto turistico se vogliamo. Ma ho mangiato benissimo. Insalata di pomodori, trippa con piede e muso, stile spagnolo. La migliore provata”. Altre visite prima di lasciare la città: la Casa de la Conchas, ornata da conchiglie, il museo del liberty, la plaza Mayor che ha preso spunto da quella di Madrid.

La tasqueria madrid
La Tasqueria – Madrid

Che è l’ultima tappa di questo lungo (e golosissimo) viaggio. Madrid è una capitale del gusto e gli indirizzi famosi non mancano: D stage con il D speakeasy, Fismuler “anche lì che insalate di pomodori! Una bomba. E poi gazpacho, anemoni di mare fritti, buono. E un tonno buonissimo… basta a farci capire che non c’è solo il nostro. E poi risotto con i berberechos, insalata di fagioli bianchi e carabineros. Hanno gamberi da fuori di testa” – Bistronomika, Kulto, Sasha“un indirizzo storico per il mariscos” – Juana la Loca per la tortillas con la cipolla caramellata – “ma la migliore è quella del bar Alambra a Valencia, per me” – e poi anche qui una montagna di specialty coffee: “al Mercato di San Miguel c’è Ruda caffè, e poi ce ne sono al quartiere Malasagna e in giro. Tra i vari Misión Café, Hanso café, Toma café, Coffee & kicks, La Colectiva café, Waycup, Lots Coffee House. Randall Coffee Roaster. Santa Kafeina”. L’ultimo ristorante provato – e non poteva essere altrimenti, data la passione di Rossi per le interiora cui ha dedicato anche un libro – è la Tasqueria, un posto molto famoso e molto amato, in cui la cucina tradizionale è rinnovata con ironia e le interiora fanno la parte del leone. Un posto molto rock and roll.

Tapas 3.0 – – Spagna – Salamanca – Calle Sánchez Barbero, 9 –  +34 923 61 96 19
Fismuler – Spagna – Madrid – Calle de Sagasta, 29 – +34 918 27 75 81
Tasqueria – Spagna – Madrid – Calle Duque de Sesto, 48 – +34 914 51 10 00

Come è andato alla fine questo incredibile viaggio nella Penisola Iberica? “C’è un livello di cucina popolare incredibile… dove sbatti mangi bene” dice e poi conclude “qui Trippa sarebbe un posto come mille altri”.

a cura di Antonella De Santis