Come far vivere nel 2020 un evento basato sulla convivialità, il cibo, la condivisione, insomma il mondo concentrato a Torino in 5 giorni? Trasformandolo in un appuntamento lungo 6 mesi, e diffuso in tutta la Terra.
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Salone del Gusto 2020-2021. Un’edizione digitale per tutti

Il nuovo Salone del Gusto/Terra Madre è stato raccontato a Torino, a una settimana dall’inizio, fissato per l’ 8 di ottobre. Un mix di eventi digitali e in presenza, che raggiungerà 160 Paesi del mondo e centinaia di migliaia di persone. In pratica, al posto di «il mondo a Torino», sarà piuttosto «da Torino nel mondo».

Le parole d’ordine, naturalmente, non cambiano: cibo buono, pulito e giusto, ma con un occhio di riguardo in più al futuro del Pianeta, riassunto nel mantra di questa tredicesima edizione: Our Food, Our Planet, Our Future. Perchè di questo si tratta: del futuro, del pianeta e di chi ci vive.

Il programma, ricchissimo come sempre, fra contenuti web e in presenza, lo si trova riunito nella piattaforma www.terramadresalonedelgusto.com. E visto che la platea quest’anno è più che mai il mondo e l’obiettivo raggiungere il maggior numero possibile di persone, i contenuti della piattaforma sono gratuiti, accessibili a chiunque e sottotitolati in inglese e in italiano.

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Nuove tendenze e nuove pratiche

Non staremo quindi qui a raccontare in dettaglio quel che sarà, ma piuttosto a indicare le tendenze e le nuove strade.

I produttori, per esempio, si potranno incontrare direttamente sui luoghi di lavoro. Niente Mercato «fisico», italiano e internazionale – da sempre uno dei punti di forza del Salone – ma un Mercato ospitato sulla piattaforma, con vere e proprie vetrine virtuali, e un e-commerce, attivo da ottobre e disponibile per sei mesi, grazie al quale i produttori possono commercializzare una selezione dei loro prodotti in Italia e all’estero. Più un’area digitale B2B in cui buyer e agenti di commercio possono conoscere gli espositori di Terra Madre per accordi di business. E un sistema digitale permetterà di organizzare online gli incontri one to one tra gli espositori e cuochi della rete Slow Food e i negozianti specializzati.

Laboratori del Gusto si terranno in presenza da Eataly, ma possono diventare degustazioni a casa con amici: acquistando i kit degustazione – online fino al 3 ottobre – si ricevono vini e birre, formaggi e salumi, insieme alla fornitura necessaria di bicchieri per seguire l’evento online, come se si fosse nelle aule di Eataly.

Forum di Terra Madre

Anche a convegni e food talk si assiste online, e sono incontri con grandi esperti, sulla biodiversità, il cibo, il clima, le foreste urbane che daranno cibo domani, l’architettura in armonia con l’ambiente. Il food talk dell’11 ottobre con Larissa Bombardi è stato citato come esempio nella presentazione.  La docente sudamericana racconterà di come il Brasile consumi il 25% dei pesticidi di tutto il mondo, spargendoli in particolare sulle enormi piantagioni di soia e mais, colture destinate a diventare mangimi per animali (i cui prodotti, poi, finiscono anche sulle nostre tavole) e che richiedono così tanta terra da costringere a deforestare larghe porzioni di Amazzonia. Insomma, dal nostro cibo al nostro futuro, riflessione d’obbligo.

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I testimonial della presentazione

Quattro personaggi hanno raccontato i format-chiave del programma. Cesare Battisti, del  ristorante Ratanà di Milano (la città più agricola d’Italia) ha presentato l’esperienza degli Appuntamenti a Tavola, e testimoniato il duplice ruolo di educazione sociale e custodi della tradizione dei ristoranti.

Aurora Cavallo, aka cooker girl, 19 anni, blogger folgorata sulla via del food, si occupa dei nuovi format digitali: sarà lei, che ha imparato a cucinare dalla nonna, a insegnare in diretta a fare una « focaccia democratica ».

Carlo Masseroni, del Presidio Slow Food della cipolla bionda di Cureggio e Fontaneto (No), ha ribadito l’importanza dei presidi (gran festa dei Presidi Aperti il 18 ottobre, per i 20 anni) e Carlo Vergnano, sindaco del Comune di Cambiano (To), ha raccontato la staffetta che coinvolgerà tutte le Città di Terra Madre, che raduneranno le famiglie ospitanti in un momento di incontro o una cena. Le cene si terranno a partire dal 13 ottobre e per sei mesi toccheranno tutte le province piemontesi. La Chiocciola, insieme allo stemma del Comune, una cartolina del proprio borgo o una foto di gruppo, sarà il testimone che ogni amministrazione consegnerà al momento d’incontro successivo, per arrivare al Congresso internazionale di Slow Food di aprile a Torino, come simbolo dell’ospitalità piemontese.

Una donna mostra un seme

Tanti eventi in tutto il mondo. E a Torino?

In un’edizione diffusa come quella del 2020, Torino e il Piemonte –  dove tutto è cominciato nel 1996 – rimangono al centro, con eventi, appuntamenti, incontri e conferenze, cene e degustazioni, visite nei musei e nelle aziende: oltre 200 appuntamenti nell’arco dei sei mesi di Terra Madre. Dal convegno inaugurale dell’ 8 ottobre (Le sfide per ripartire: il modello Piemonte. Biodiversità, enogastronomia, accoglienza turistica: alla ricerca della sostenibilità buona pulita e giusta), alla presentazione di Terrafutura. Dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale, l’ultimo libro di Carlo Petrini, il 9 ottobre. E ancora la conferenza sui sistemi territoriali per contrastare la povertà (domenica 11, alle 11, alla Nuvola Lavazza e in streaming), il pranzo delle famiglie di domenica 11 ottobre, gli appuntamenti food nei quartieri, alla reggia di Venaria, in piazza Vittorio.

Il salone 2020 è anche una grande vetrina turistica e per sei mesi Piemonte e Torino sono al centro di un catalogo di eventi e proposte turistiche creati dai tour operator in collaborazione con le ATL di tutta la regione. Pacchetti turistici che vedono come protagonisti produttori, artigiani, cuochi della rete Slow Food, i Maestri del Gusto di Torino, realtà culturali ed eventi sul territorio.

Da Torino al mondo, in un salone totalmente diverso, rivoluzionato, in una visione del futuro che l’emergenza – sanitaria e ambientale –  ha reso più attuale che mai.

a cura di Rosalba Graglia