Xanty Elías si aggiudica la sesta edizione del Basque Culinary World Prize 2021, il riconoscimento che premia gli chef etici del mondo. La sua Los Niños se Comen El Futuro della Fundación Prenauta, lavora per combattere l'obesità infantile
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Spetta al cuoco spagnolo il premio per la ristorazione etica, istituito sei anni fa dal Basque Culinary Center. Arriva in Italia una delle due menzioni speciali.

Il Basque Culinary World Prize negli anni

Xanty Elías si aggiudica il Basque Culinary World Prize 2021. Il premio, ideato dal centro di ricerca gastronomica dei Paesi Baschi, tra le più importanti scuole di alta formazione gastronomica al mondo, mira a sostenere l’impegno dei cuochi nei confronti della società. Il Nobel della Gastronomia giunge alla sesta edizione e torna quest’anno a parlare di educazione alimentare dopo aver premiato, lo scorso anno, l’impegno profuso da José Andrés per contrastare l’emergenza alimentare dovuta alla pandemia con il suo progetto World Central Kitchen. Prima di lui, Anthony Myint per la sua lotta al cambiamento climatico e lo scozzese Jock Zonfrillo (premiato a Modena durante l’ottavo meeting del board del Basque Culinary Center) per l’impegno nel preservare la memoria alimentare dei popoli nativi australiani, Leonor Espinosa ha vinto il premio nel 2017 per aver recuperato la conoscenza ancestrale delle popolazioni colombiane attraverso la sua organizzazione Funleo. Nel suo anno inaugurale (2016), è stata premiata la chef venezuelana María Fernanda di Giacobbe per la sua iniziativa che ruota attorno al cacao come fonte di identità, cultura e ricchezza economica in Venezuela.

La giuria del Basque Culinary World Prize

Il premio, supportato da accademici ed esperti di prestigio internazionale, valorizza il lavoro di una generazione di chef che hanno capito come la gastronomia possa avere un effetto di cambiamento nella società, l’industria alimentare, l’ambiente. Non si tratta di una semplice onorificenza, ma di un segno tangibile e di un sostegno concreto al progetto: 100.00 euro assegnato a quei cuochi che, ogni hanno, si sono distinti per aver messo in campo esperienza, talento, creatività ed energia – ma anche tempo e fondi – per operare un cambiamento positivo.

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“Dato il boom che la gastronomia ha vissuto negli ultimi decenni, il ruolo che il nostro settore è chiamato a svolgere nella società è diventato particolarmente rilevante” ha dichiarato Joxe Mari Aizega, Direttore Generale del Basque Culinary Centre “Ecco perché, alla sua 6a edizione e in coincidenza con il decimo anniversario del Basque Culinary Center, il premio BCWP aspira nel 2021 a connettersi con la realtà di oggi ed evolversi per mettere in luce personalità d’ispirazione come Xanty, Kia e Ana. Tre professionisti esemplari che hanno saputo sfruttare le loro conoscenze, la loro vocazione imprenditoriale, la creatività e la volontà di trasformare e influenzare la società in modi diversi attraverso la gastronomia”.

Quest’anno ci sono stati oltre 1.000 candidature e 600 candidati, segnalati come di consueto da professionisti del mondo della gastronomia. Un numero impressionante valutato da una giuria composta dagli chef più influenti del mondo, presieduta da Joan Roca (El Cellar de Can Roca), a composta da nomi come Ferrán Adrià (El Bulli Foundation), Gastón Acurio (Acurio Restaurants), Manu Buffara (Manu), Dan Barber (Blue Hill Farm), Dominique Crenn (Atelier Crenn), Enrique Olvera (Pujol), Trine Hahnemann (Hahnemanns Køkken) e Yoshihiro Narisawa (Les Créations de Narisawa).

Xanty Elías 2 Photo Credit Xanty Elias
Photo Credit Xanty Elias

Il BCWP a Xanty Elías per Los Niños se Comen El Futuro

Xanty Elías  – già finalista nel 2019 – ha conquistato i favori della giuria per il suo impegno contro l’obesità infantile e la cattiva alimentazione portata avanti dalla Fundación Prenautacon con Los Niños se Comen El Futuro (I bambini mangiano il futuro), iniziativa nata nel 2018 per portare educazione culturale nelle scuole e sviluppata in collaborazione con aziende e istituzioni dell’Andalusia. La cattiva alimentazione, im Spagna, è un’emergenza: il tasso di obesità infantile nella nazione è il secondo più alto d’Europa con il 40% dei bambini in sovrappeso od obesi. Per contrastare questo fenomeno, Elías ha sviluppato un programma che insegna agli studenti ricette andaluse tradizionali e mostra loro come applicare materie accademiche come matematica e chimica alla cucina, oltre a educarli su un’alimentazione sana. Nel progetto sono coinvolti anche chef che fanno dimostrazioni di cucina nelle scuole.

“Il progetto nasce dalla necessità di “condividere” le conoscenze con i consumatori di domani, attraverso una materia a scuola, allo stesso livello delle altre materie fondamentali, contribuendo a generare consapevolezza e abitudini migliori” ha spiegato Xanty Elías che ha aggiunto “consentire ai bambini di prendere decisioni consapevoli sul cibo che mangiano mentre sono ancora piccoli è la base per un futuro più sano e sostenibile”.

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Nell’anno scolastico 2019/20, il programma ha raggiunto più di 6.000 scolari in più di 100 scuole in Andalusia, ma l’obiettivo di Elías è di estendere Los Niños se Comen El Futuro a tutta la Spagna. “È una meraviglia dimostrare che la gastronomia e gli chef possono far evolvere la società verso un futuro migliore, dove la cultura gastronomica ha un valore reale fin dall’inizio dell’insegnamento”.

Non nuovo a iniziative sociali, Xanty ha co-fondato nel 2017 la Fundación Prenauta: un’organizzazione senza scopo di lucro per promuovere la crescita economica, fornendo servizi di consulenza e facilitando progetti anche con un incubatore di start-up che si impegna a trovare fondi per gli imprenditori nella provincia di Huelva in Andalusia, dove c’è il più alto tasso di disoccupazione della Spagna. Il suo prossimo progetto, il Finca Alfoliz ad Aljaraque, sarà un ristorante interamente incentrato sulla sostenibilità.

“Tutti i bambini meritano di avere gli strumenti necessari per imparare il vero valore del cibo, come fonte indispensabile per la vita ma anche come catalizzatore per preservare culture, eredità e identità” ha detto Joan Roca, Presidente della giuria, aggiungendo “Per anni, attivisti di ogni tipo hanno insistito sull’incorporazione di contenuti educativi legati al cibo come componente fondamentale per educare la prossima generazione, da Alice Waters (e il suo progetto Edible School Garden) a chef come Xanty Elias, che continua questo sforzo internazionale in Andalusia”.

Le menzioni speciali

La giuria del BCWP ha inoltre concesso due riconoscimenti speciali

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Kia Damon, regista (Stati Uniti d’America): “stella nascente della scena culinaria americana, e una decisa sostenitrice della diversità in gastronomia”. A Damon si deve il Supper Club from Nowhere che contrasta l’assenza di donne nere visibili nel settore e che cinvolge chef e agricoltori per contrastare la diseguaglianza alimentare e l’emergenza emersa durante la pandemia. Sepre a Damon si devono Kia Feeds the People e Auxilio, due organizzazioni non-profit impegnate nella lotta all’apartheid alimentare e nel facilitare l’accesso al cibo nei “deserti alimentari”. Organizzazioni che si pongono l’obiettivo di fornire non solo cibo, ma anche un’educazione alimentare alle comunità svantaggiate di New York. A riconoscimento del suo impegno è stata segnalata tra i 16 Black Chefs Changing Food in America dal New York Times, ed è stata recentemente nominata nella lista “30 under 30” 2021 della rivista Forbes in Food and Beverages.

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Ana Estrela (Brasile/Italia) Nata in Brasile, già danzatrice e assistente coreografa per diversi gruppi di danza afro-brasiliana, ha costituito a Bari l’associazione culturale Origins per promuovere la cultura brasiliana attraverso l’organizzazione di eventi artistici e gastronomici. Nel 2013 ha fondato Ethic Cook, uno spazio gestito esclusivamente da donne dove immigrate di quindici nazionalità diverse si incontrano per costruire ponti culturali, grazie alla condivisione di ricette dei loro paesi di origine con la popolazione italiana. Ethic Cook offre formazione culinaria, incoraggia l’imprenditorialità femminile, e stimola l’avvicinamento culturale attraverso un piatto.

 

a cura di Antonella De Santis