Gli "gnucchitti" o "gnucchittula" sono un formato di pasta all'uovo della tradizione ragusana realizzata esclusivamente in casa. Pazienti ed esperte signore lavorano il ricco impasto (solo uova e farina) a mano, ottenendo prima una sfoglia, poi tagliando dei quadratini che vengono arrotolati intorno a uno speciale ferro e infine passati al "pettine" per ottenere la particolare rigatura. Gli "gnucchitti" vengono tradizionalmente conditi con il ragù di maiale tipico del ragusano (provincia sostanzialmente di terra). Il condimento proposto qui, nasce invece da un incontro bellissimo con le nonne e le signore artefici della pasta, che mi hanno invitata a pensare un condimento meno impegnativo e più adatto alle giornate calde. Per lasciare in primo piano il gusto pieno e caratteristico degli "gnucchitti" ho unito pochi ingredienti, poveri ma eccezionalmente intensi di profumi e sfumature: il timo al limone, per esempio, fresco e pungente al tempo stesso, il peperoncino fresco poco piccante ma altrettanto vivace di quello secco, la scorza di limone più ricca di aromi e meno aggressiva del succo e infine abbondante olio extravergine siciliano talmente deciso e vigoroso che da solo basterebbe a fare il piatto. Le nonne e le signore hanno apprezzato.
Per 6 bicchieri: 300 g di “gnucchitti” pasta tipica della tradizione ragusana; 100 g di pinoli; 1 limone giallo e 1 limone verdello; 100 di pane casereccio raffermo; 6 rametti di timo al limone; 2 peperoncini freschi; 1 spicchio d’aglio; olio extravergine d’oliva siciliano
Lessare la pasta in abbondante acqua salata per 10 minuti circa; nel frattempo tostare i pinoli in padella, senza condimento. Tagliare il pane in grosse briciole e tostarlo con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio intero leggermente schiacciato. Con l’apposito rigalimoni ottenere dei fili sottili dalla scorza dei due frutti. Mescolare, in una grossa ciotola, la scorza ottenuta, abbondante olio, le foglioline di timo, i peperoncini privati dei semi e tagliati a rondelle sottilissime e i pinoli. Scolare la pasta, unirla al condimento e completare con il pane tostato.Gli “gnucchitti” o “gnucchittula” sono un formato di pasta all’uovo della tradizione ragusana realizzata esclusivamente in casa. Pazienti ed esperte signore lavorano il ricco impasto (solo uova e farina) a mano, ottenendo prima una sfoglia, poi tagliando dei quadratini che vengono arrotolati intorno a uno speciale ferro e infine passati al “pettine” per ottenere la particolare rigatura. Gli “gnucchitti” vengono tradizionalmente conditi con il ragù di maiale tipico del ragusano (provincia sostanzialmente di terra). Il condimentoproposto qui nasce invece da un incontro bellissimo con le nonne e le signore artefici della pasta, che mi hanno invitata a pensare un condimento meno impegnativo e più adatto alle giornate calde. Per lasciare in primo piano il gusto pieno e caratteristico degli “gnucchitti” ho unito pochi ingredienti, poveri ma eccezionalmente intensi di profumi e sfumature: il timo al limone, per esempio, fresco e pungente al tempo stesso, il peperoncino fresco poco piccante ma altrettanto vivace di quello secco, la scorza di limone più ricca di aromi e meno aggressiva del succo e infine abbondante olio extravergine siciliano talmente deciso e vigoroso che da solo basterebbe a fare il piatto. Le nonne e le signore hanno apprezzato.
Viviana Lapertosa – lacuocadellaportaaccanto.it – IG: @cuocaaccanto
Foto di Luca Bartolomei
Per impreziosire il fritto con una nota di acidità vi do una suggestione: un gel di melograno, da preparare molto semplicemente addensando il succo di melograno con un cucchiaino di agar agar.
Tagliare le zucchine a rondelle e friggerle in olio bollente e profondo. Scolarle e farle raffreddare su carta assorbente, mantenendo l’olio ben caldo. Preparare la farcia tritando grossolanamente le zucchine e mescolandole con pecorino grattugiato, basilico spezzato, sale e pepe. Pulire i fiori, eliminando il picciolo interno e le escrescenze spinose tipiche del calice. Controllare […]Questo è un mix di verdure estive, ma si possono usare le verdure che si hanno a disposizione in ogni momento dell'anno.
Mondare i fagiolini eliminando le estremità. Praticare un taglio lungo il peperoncino ed eliminarne i semi. Tagliare a bastoncini melanzane e pomodori. L’importante è che il taglio delle verdure sia simile, in modo da uniformare il tempo di cottura. Preparare una pastella veloce mescolando farina e acqua gassata ghiacciata in pari quantità: deve essere fluida. […]Friarielli, cime di rapa, broccoletti: diverse sfumature linguistiche per uno dei broccoli più buoni che ci siano. Per noi napoletani i friarielli sono una religione: saltati con aglio e peperoncino per condire la pasta o in accoppiata alla salsiccia per comporre panini da re. Questa è una ricetta veloce per un antipasto saporito.
Tritare al coltello i broccoli già lessati e scolati a dovere. Versarli in una ciotola e aggiungervi l’uovo battuto, il pecorino, un pizzico di sale e pepe. Mescolare e unire man mano l’amido di mais: il composto deve assumere una consistenza cremosa. Scaldare l’olio in una padella antiaderente e versarvi cucchiaiate di crema di broccoli […]No results available
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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
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