Pizza e Falanghina del Sannio, una classica unione per chi non rinuncia al vino a tavola e questo bianco tra i più prodotti nel Sannio è l’ideale proprio per la pizza. Da uve falanghina in purezza, è prodotto sia spumantizzato, sia fermo che nella versione passito. Da servire fresco sia come aperitivo che per accompagnare i migliori piatti della tradizione gastronomica mediterranea, grazie alla sua versatilità. L’acidità e il carattere agrumato permettono di sostenere anche pietanze ricche di sapore, dalla pizza alla diavola alla marinara fino alla classica margherita con mozzarella di bufala. Ma non disdegna neanche abbinamenti con preparazioni più creative ed eclettiche, come potrete scoprire partecipando alle 6 cene degustazione del Pizza&Falanghina Tour.

Il Sannio e la Falanghina

È di sicuro la fucina del vino campano con i suoi undicimila ettari vitati per una produzione di seicentomila ettolitri. Numeri cha hanno permesso alla città di Benevento di ottenere il trofeo Città Europea del Vino 2019, un riconoscimento che ha lo scopo di creare coscienza delle potenzialità vitivinicole di un territorio.

Siamo nel Sannio, in quell’area racchiusa tra i due massicci montuosi del Taburno e del Matese, dove fiore all’occhiello della produzione è la Falanghina del Sannio. Giunta alla ribalta nei primi anni Novanta e vinificata in purezza nel 1976 da Leonardo Mustilli, è oggi proposta giovane o invecchiata, dall’impronta moderna o tradizionale, piacevole per la sua scorrevolezza di beva. La Doc Falanghina del Sannio è presente nell’intero territorio della provincia di Benevento, dove si distinguono quattro sottozone tipiche: Sant’Agata dei Goti, Taburno, Guardia Sanframondi e Solopaca.

Falanghina del Sannio. L’evoluzione

L’attitudine all’invecchiamento dei vini da uve falanghina ha consentito di mettere in evidenza come cambi nel corso del tempo l’aroma. Il profilo sensoriale dopo sei mesi dalla vendemmia risulta caratterizzato da una forte dominanza di note di banana, mela e ananas, con un contributo secondario fornito da note floreali, di albicocca e pesca. Dopo 18 mesi di conservazione in bottiglia il profilo aromatico si presenta più bilanciato, passando da note essenzialmente fermentative a odori che verosimilmente sono maggiormente legati alla varietà di uva. Questa evoluzione si spiega perché nel corso dell’invecchiamento le molecole maggiormente responsabili degli odori fruttati comuni ai giovani vini, si degradano rapidamente. Parallelamente, si determina un aumento della complessità e della specificità aromatica del vino.

Falanghina del Sannio. Tipologie

C’è vino e vino e questo bianco tra i più prodotti nel Sannio possiede una grande versatilità. Nella tipologia Falanghina del Sannio è fine e floreale, dal carattere agrumato e dal sapore equilibrato. Nella Vendemmia Tardiva i grappoli vengono lasciati sulla vite per farli appassire per aumentarne il contenuto zuccherino. Ne derivano vini più strutturati, meno acidi e dal sapore più intenso. Il suo nerbo agrumato garantisce anche di fornirne una versione spumantizzata presentata nei dosaggi Extra Brut, Brut ed Extra Dry. La Falanghina del Sannio Passito invece ha profumi ampi e intensi dal sapore amabile o dolce.

 

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