Per decenni il Cannonau, uno dei vini simbolo della Sardegna, è stato sinonimo di vino robusto, caldo e generoso, un vino identitario che non ha mai temuto di esprimere il suo carattere. Con il suo corpo deciso, la struttura imponente e il grado alcolico sostenuto ha incarnato per anni un’idea di forza e tradizione, ma durante i nostri assaggi per la Guida Vini d’Italia 2026 abbiamo avuto la conferma che qualcosa sta cambiando.

Negli ultimi tempi diversi produttori si sono messi a riscrivere la narrazione di questo vitigno storico. E, così, il Cannonau si fa più sottile, elegante, con tannini setosi e un profilo gustativo che guarda alla finezza piuttosto che alla sola potenza, come abbiamo già avuto modo di sottolineare parlando dei migliori Cannonau 2025.
La trasformazione del Cannonau parte spesso dal vigneto. Lavorazioni più attente, macerazioni centrate, una raccolta impeccabile nella maturità del frutto per conservare freschezza, acidità e leggiadria, sono alcune delle scelte agronomiche che stanno rivoluzionando il profilo nel bicchiere. In cantina, poi, un sapiente uso dei contenitori, che siano di acciaio, legno, cemento o terracotta, contribuisce a restituire un vino più trasparente nella sua espressione territoriale.
Stiamo assistendo, insomma, alla nascita di un “nuovo” Cannonau, che non rinnega la sua anima mediterranea o la trama speziata che lo caratterizza, ma li esprime in modo più controllato, raffinato, accessibile. Il territorio non si perde con il nuovo registro, ma viene declinato attraverso un nuovo linguaggio. La bocca si mostra più dinamica e sfaccettata, senza aggredire, offrendo una lettura più attuale.

Il nuovo corso del Cannonau non riguarda solo l‘aspetto gustativo, ma anche culturale, che lo porta a dialogare con la contemporaneità. Alcune etichette sarde sembrano rispondere a un gusto che cerca vini rossi più leggeri, da bere ad una temperatura di 16 gradi, più disinvolti e leggibili. E questo vale anche per il Cannonau, come dimostra la nuova lettura del vitigno che ne esalta il potenziale proiettandolo nel futuro, senza però mai perdere l’identità profondamente regionale.
Attenzione, però: il disciplinare di un vino non può non tener conto dei cambiamenti che avvengono in bottiglia. Non ci stancheremo mai di dirlo: il Cannonau ha bisogno di un ammodernamento del disciplinare, al fine di valorizzare i diversi territori di una regione grande e variegata come la Sardegna. Tanto è stato fatto, fermarsi qui non farebbe onore a uno dei più prestigiosi vitigni del Mediterraneo.
Foto di copertina Tenute Dettori
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