Prezzi dei vigneti in calo in Francia. Il rapporto Safer rileva un prezzo medio per i terreni a denominazione d’origine protetta (Aop, appellation d’origine protégée) di 171.400 euro per ettaro, con una diminuzione del 2,9% rispetto allo scorso anno, che scende a -7% se si esclude il distretto dello Champagne. Situazione molto complicata secondo il presidente Thierry Bussy, che sottolinea come la diminuzione delle quotazioni registri situazioni molto contrastanti. Il calo, infatti, è più pronunciato nelle regioni di Bordeaux-Aquitania e Sud-Ovest, mentre l’aumento prosegue in Borgogna-Beaujolais-Savoia-Giura. Molto complesso il quadro dei vigneti a Dop per la produzione di brandy. In questo caso, la Safer (l’associazione nazionale che riunisce le società che si occupano di gestione fondiaria) rileva un crollo del 54,5% (a 23,2mila euro per ettaro), dopo che tra 2022 e 2024 si era già registrato un -15,5%. Male anche il prezzo dei vigneti non a Aoc, con un -7,7%, dopo una diminuzione analoga del 7% nel 2024.

Non deve ingannare l’incremento delle transazioni registrato nel 2025 (+4,5% a 10.930 contratti), per 19mila ettari (+0,5%), con un giro d’affari di 1,65 miliardi di euro (+16,3% sul 2024). Il 2025 recupera in qualche modo terreno, ma questo rimbalzo arriva dopo un -11,3% nel 2024 ed è determinato da quattro grandi operazioni di compravendita che da sole valgono quasi il 25% del totale. Il Paese transalpino, secondo produttore mondiale, sta facendo i conti con due anni consecutivi di vendemmia scarsa, a cui si affianca un consumo interno in calo, un export in notevole difficoltà con -4% a volume e -10% a valore (a causa soprattutto dell’arretramento di mercati importanti come Usa e Cina).
In più, è in corso una massiccia campagna di estirpi: «Il mercato del vino – ha dichiarato il presidente Bussy in una conferenza stampa – si è completamente fermato. Circa 30mila ettari sono stati estirpati e altri 30mila lo saranno a breve. La crisi non è temporanea ma riflette una profonda fase di ristrutturazione del settore, sotto la pressione dei mercati globali e del cambiamento dei modelli di consumo. Ora, in gioco c’è il futuro delle nostre aree produttive».

Uno dei casi emblematici in negativo è la Aoc Bordeaux, passata da quotazioni medie di 16mla euro/ettaro del 2018 ai 6.500 euro/ettaro del 2025. I problemi interessano anche le denominazioni più importanti del bordolese. Saint-Estèphe ha perso il 25% del valore, Pessac-Léognan ha perso l’11%, a 400mila euro per ettaro, con i vigneti di qualità meno pregiata che ormai non trovano acquirenti; Saint-Émilion è a -20% con gli acquirenti – ha sottolineato la Safer – che presentano ai venditori delle offerte molto al di sotto del livello atteso.
Andando sui territori, il 2025 ha visto incrementare le transazioni nella regione della Valle del Rodano-Provenza (+14,9%), a fronte di un +3,4% de valori e di un -20% circa della superficie. La Borgogna-Beaujolais-Savoia-Giura fa registrare, secondo il report Safer, la crescita più forte per quanto riguarda le superfici vendute (+40,6%) e in valore (+73,7%). La musica cambia in altre due importanti regioni vitivinicole francesi. In Languedoc-Roussillon (-3,4%), le compravendite sono in costante calo dal 2021 (-16,6%) e in Charente-Cognac, dove la crisi è iniziata nel 2023 al punto che nel 2025 il segno meno è ovunque, con meno acquisizioni (-19,8%), superfici (-9,7%) e valori (-26,7%). Rispetto al 2021, il numero di vendite si è ridotto di quasi la metà (-46,4%). La Champagne è in controtendenza, con rialzi per i comparti di maggiore qualità della Marna: Côte des Blancs (+3,5 %) e Grands et Premiers Crus (+2,9 per cento).

vigneti in Champagne
Non mancano ovviamente i prezzi da capogiro. In Borgogna, la Safer registra prezzi da 2,7 milioni di euro per la Aop Beaune blanc (+3%), così come nella Côte des Blancs in Champagne dove un ettaro costa 1,7 milioni di euro (+3%). Quotazioni elevate anche all’interno della stessa vasta Aoc Bordeaux, con la Aoc Pauillac, culla del Cabernet Sauvignon, che spunta 1,7 milioni di euro per un ettaro vitato (-32 per cento).
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