Dazi Usa

“In tre mesi il vino italiano negli States ha perso 110 milioni di euro. Bisogna gestire la crisi”. L’allarme di Frescobaldi

Il presidente Uiv evidenzia come il prezzo dei vini nel mercato a stelle e strisce continui a salire e lancia un appello al trade statunitense: “Vietato lucrare: bisogna far partire i consumi”

  • 03 Dicembre, 2025
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«È inutile negare che stiamo vivendo una situazione di tensioni di mercato, con quasi 110 milioni di euro lasciati per strada solo nell’ultimo trimestre rispetto all’export Usa prodotto nel pari periodo dello scorso anno. Il mondo del vino deve oggi evitare catastrofismi ma anche facili ottimismi e lavorare sulla gestione della crisi». È quanto ha affermato il presidente di Unione italiana vini Lamberto Frescobaldi, nel corso del Consiglio nazionale dell’associazione che si è appena svolto a Roma.

Sale il prezzo dei vini negli States

Negli Stati Uniti, l’export del vino italiano oltreoceano è passato da +12,5% a valore di un primo trimestre fortemente condizionato dal frontloading pre-dazi, a un -4% nei primi nove mesi, con un -23% solo nell’ultimo trimestre. Contestualmente, il prezzo medio di questi vini in uscita dalla distribuzione americana è salito a ottobre di circa 4/5 punti e, come evidenzia Frescobaldi, «gli ordini nei punti vendita in vista del Thanksgiving sono tutt’altro che ripartiti».
Di fronte a questi numeri, il presidente Uiv guarda con concretezza ai piani per il futuro: «Il problema dei dazi lo dobbiamo gestire, perché – a meno di improbabili quanto repentini cambi di rotta delle politiche Usa – con queste tariffe ci dovremo purtroppo convivere. Ciò che non può durare a lungo è l’autotassazione operata dalle imprese del vino italiane ed europee per rimanere competitivi sul mercato».

L’appello al trade statunitense

Il numero uno di Uiv, guarda, quindi con favore allo stanziamento dei 100 milioni di euro per la promozione inserite nel Ddl Bilancio e lancia un appello al trade statunitense: «Nessuno in questa fase può pensare di lucrare a dispetto dei propri partner: oggi l’imperativo è riattivare i consumi calmierando i prezzi. Perché – ha concluso il presidente Uiv – se fino a pochi mesi fa ogni dollaro investito in vino europeo ne generava 4,5 sul mercato a stelle e strisce, oggi il moltiplicatore potrebbe invertirsi, con rischio di mancato guadagno per il mercato americano di 4,5 volte superiore al nostro».

 

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