Degustazioni

L'antica azienda dell'Oltrepò che produce Pinot Nero affilati e salami strepitosi

La cantina Feudo Nico festeggia 200 anni di storia con una verticale dedicata al suo Metodo Classico da uve pinot nero

  • 08 Febbraio, 2026
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Duecento anni di storia noSi sono conclusi il 31 gennaio, con una degustazione verticale del Metodo Classico Maria Antonietta, i festeggiamenti per i 200 anni di storia della cantina oltrepadana Il Feudo Nico di Mornico Losana, da sempre in mano alla famiglia Madama, come attestano documenti risalenti al 1825 che fanno riferimento al vignaiolo Francesco Madama. Alla produzione di vino, l’azienda affianca olio, salumi, conserve, il tutto al servizio del bel ristorante con ampie vetrate che si affacciano sui vigneti e sulle colline circostanti condotto da Gabriella, moglie di Edoardo. Alla guida dell’azienda ora c’è Massimo, con il padre Edoardo sempre a supervisionare il tutto. Il Cavalier Edoardo puntualizza: “lo scopo di questi giorni era, oltre ad abbracciare il più clienti possibile, devolvere in beneficenza una somma importante al reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia diretto dal Dott. Zecca. Personalmente ho sempre cercato di aiutare la comunità in cui vivo, per ricambiare tutto il sostegno avuto in questi anni”. Dal canto suo, Massimo, parlando di Metodo Classico, afferma: “Crediamo molto come azienda al progetto Classese, il marchio dato a livello consortile al Metodo Classico di Pinot Nero in Oltrepò Pavese”. Presente all’evento, a sottolineare lo sforzo collettivo del territorio, Riccardo Binda, direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, che ha sottolineato l’importanza di questo nome storico, per ora marchio collettivo in attesa di essere inserito ufficialmente nella Docg. Feudo Nico vanta anche un agriturismo con una vista straordinaria sulle vigne, se passate in zona non potete perdervi il cucito: il salame extra-stagionato della casa è semplicemente imperdibile.

La degustazione delle quattro annate di Maria Antonietta – il nome della nonna di Massimo – è stata condotta da Fiorenzo Detti, già presidente di Ais Lombardia e grande conoscitore del territorio. Dopo la degustazione, pranzo con coppa, pancetta (del 2019!), salame e cotechino prodotti in casa.

In verticale

88/100

Maria Antonietta 2013

Dal colore dorato, è molto evoluto, considerati i sei anni trascorsi dopo la sboccatura. Tipici i sentori di nocciola, fiori secchi, ginestra. È l’unico con un 30% di chardonnay e si sente dai sentori di frutta tropicale essiccata. Dopo adeguata areazione si scopre ancora vivo e vitale, con un sorso che si allarga nel palato e conduce a un finale lungo con una punta di liquirizia che non stona. Sboccatura 2019, 60 mesi sui lieviti.

93/100

Maria Antonietta 2015

A nostro avviso, il migliore della selezione. Dal colore oro antico, ha una bolla fine e persistente, è fragrante nei ben definiti sentori di crosta di pane e pasticceria, dopo i quali si fanno largo prepotenti i frutti di bosco a bacca rossa tipici del pinot nero. È secco, fresco, articolato, complesso, nel retrogusto emergono in continuazione nuovi aromi, dalla mentuccia all’albicocca essiccata, con sentori di eucalipto ed erbe di montagna. Nitido, dal nerbo acido sostenuto, si snoda profondo verso un lunghissimo, deciso finale. Sboccatura 2025, 100 mesi sui lieviti.

Maria Antonietta 2018

92/100

Chi nega il cambiamento climatico in atto non ha mai parlato con un vignaiolo. Da quest’annata, infatti, il pinot nero per la realizzazione dello spumante proviene da nuovi vigneti orientati a nord, più freschi e adatti soprattutto per quanto riguarda il mantenimento dell’acidità. Le differenze si vedono già dal colore paglierino chiaro, con bolla fine e vellicante. Ha una tendenza ossidativa intrigante molto champenoise che sicuramente piacerà ai cultori del genere (come noi). È secco, diritto, tagliente come la lama di una spada. Dai profumi fruttati e molto floreali si passa a un assaggio verticale, nervoso e profondo, con un finale agile e disinvolto. Sboccatura 202, 50 mesi sui lieviti.

 

OP Pinot Nero Maria Antonietta 2021

90/100

È ancora molto giovane e si sente, cosa accentuata dal grande formato di tre litri. Il colore è giallo paglierino chiarissimo, con una bellissima fontanella di bolle molto fini. Le prime note al naso parlano di sfalcio d’erba, timo, aghi di pino, cui seguono amarena, visciola, mora, frutti freschi in evidenza prevedibili data la giovane età. In bocca è ampio, sostenuto, lungo; gli manca ancora quella complessità che senz’altro acquisterà con adeguata permanenza sui lieviti. Promette bene, ha solo bisogno di essere atteso con pazienza – difatti l’annata non è ancora in commercio. Sboccatura 2025, 32 mesi sui lieviti. Jeroboam numerato (50 bottiglie prodotte).

 

Azienda Agricola Il Feudo Nico del Cav. Uff. Edoardo Madama – Via San Rocco 63 – 27040

Mornico Losana PV

www.ilfeudonico.it

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