Il panorama enologico abruzzese si presenta oggi piรน vitale che mai e ci racconta di una regione proiettata verso il futuro abbiamo detto altre volte, con segnali concreti di crescita qualitativa.ย Seย tra i rossi il Montepulciano dโAbruzzo fa di sicuro la parte del leone (ottime prove vengono anche dal Cerasuolo),ย per quanto riguarda il lato bianchista, sono il Pecorino e il Trebbiano a contendersi la scenaย Qui ci concentriamo sul secondo, che grazie alla tenacia di diversi produttori, da alcuni anni sta vivendo una vera e propria rinascita, dimostrandosi capace di regalare buoni vini d’annata, che se da giovani sono giร molto piacevoli, beverini, con gli anni acquisiscono complessitร e grande carattere, sapore e autenticitร , guadagnandosi ogni anno il gradino piรน alto del nostro podio con i Tre Bicchieri o comunque arrivando in finale.


Noto sin dallโantica Roma con il nome diย trebulanum, ilย trebbianoย รจ il vitigno che produce la maggior quantitร di vino nel mondo. Lโorigine di questโuva รจ senzโaltro italica, ma sulla zona di provenienza regna una notevole incertezza dovuta alla grande abbondanza di localitร geografiche che fanno riferimento a questo etimo. Le caratteristiche che hanno decretato lโenorme diffusione del trebbiano sono la sua resistenza alle malattie e ai parassiti, la sua grande adattabilitร e la sua fortissima produttivitร . In Italia, da nord a sud,ย lo troviamo in quasi tutte le regioni, e dove il vitigno ha avuto un ruolo chiave, ha aggiunto al suo nome lโaggettivo che ne indica lโappartenenza.

Ed eccoli qui i Trebbiano d’Abruzzo che vi suggeriamo da provare in abbinamento ai vostri menu estivi, per un pranzo o cena in famiglia o con amici: ottimo compagno di antipasti leggeri, verdure grigliate, primi piatti di mare (dagli spaghetti alle vongole a un risotto ai frutti di mare), con una buona orata al forno o piatti vegetariani fino al sushi.
Tutte le etichette che trovate di seguito, alcune d’annata altre nella versione Superiore, recensite nelle guide BereBene del Gambero Rossoย ย eย Vini dโItalia del Gambero Rosso, hanno un ottimo rapporto qualitร prezzo, visto che in enoteca e negli shop on line costano meno di 20 euro.

Il Trebbiano Fortuna โ23 รจ un bianco dai tratti rustici che profuma di fieno e nocciola con una bocca energica e tesa. Lโazienda Caprera muove i suoi primi passi nel 2012 grazie allโintuizione di Luca Paolo Virgilio e dellโamico Alfonso Morelli, affascinati da un fazzoletto di terra in contrada Vasca, a Pietranico, tra il Gran Sasso e la Majella. Qui, tra boschi, uliveti, grani antichi e api, mettono radici e nel 2014 impiantano montepulciano e trebbiano. La prima vendemmia del 2016 dร vita a vini artigianali che raccontano la vitalitร del territorio e nel 2020 avviano la cantina vera e propria, cuore del progetto. Fermentazioni spontanee e zero interventi invasivi creano vini vivi, autentici, espressione intensa dellโAbruzzo selvaggio.ย La gamma proposta dallโazienda รจ sicuramente una delle piรน interessanti della regione.

Il Trebbiano Le Stagioni del Vino ’22 profuma di salvia, pompelmo e frutto della passione; al palato รจ leggiadro e agile, lungo e molto fresco. ร uno dei prodotti di punta di questa importante azienda familiare di Atessa, in grado di coniugare come poche altre realtร grandi numeri a una qualitร media generale sempre piuttosto elevata. Fondata nel 1973 da Vincenzo Spinelliย nel cuore della Val di Sangro, oggi lโazienda รจ saldamente nelle mani della seconda e della terza generazione, che ha saputo integrare lโereditร familiare con un approccio piรน articolato al mercato. Il patrimonio viticolo comprende vigneti di proprietร distribuiti sulle colline interne della provincia di Chieti, ai quali si affiancano quelli affidati a una rete di conferitori storici. Questi ultimi operano sotto la supervisione tecnica della cantina, che fornisce supporto costante per garantire qualitร e uniformitร in ogni fase del ciclo produttivo.

Fieno, erbe aromatiche, refoli iodati nel Trebbiano โ24, appena affumicato, salino e di buona progressione. Attiva dai primi anni Settanta, San Giacomo รจ la storica cooperativa di Rocca San Giovanni, punto di riferimento vitivinicolo della provincia di Chieti. I suoi 200 soci coltivano con cura 300 ettari di vigneti distribuiti tra i comuni delle Colline Teatine. Lโimpegno condiviso ha permesso una crescita costante, soprattutto in termini qualitativi. Oggi la produzione si concentra sugli autoctoni abruzzesi per eccellenza: montepulciano, trebbiano e pecorino, proposti in una gamma ampia e rappresentativa.ย Fieno, erbe aromatiche, refoli iodati nel Trebbiano โ24, appena affumicato, salino e di buona progressione.

Il Malandrino รจ un bianco dai tratti minerali, sia in bocca che al naso, agile, tratteggiato da sensazioni di agrumi bianchi. L’azienda, fondata nel 1920 dal barone Luigi Cataldi Madonna, presidia il territorio vinicolo di Ofena, in provincia de LโAquila, nel cuore del cosรฌddetto Forno dโAbruzzo, un altopiano ai piedi del Gran Sasso. Nei 30 ettari vitati che si dividono tra i 320 e i 440 metri di altitudine, si coltivano esclusivamente varietร autoctone: montepulciano, pecorino e trebbiano. Dal 2016, lโazienda รจ certificata biologica e, sotto la guida di Giulia Cataldi Madonna, enologa, adotta pratiche agronomiche mirate a preservare lโespressivitร varietale delle uve.

Spezie, curcuma e fiori gialli nel Trebbiano โ24, ritmato grazie a una sensazione bucciosa che contrasta con una buona vibrazione acida.ย Fondata da Domenico Di Camillo nel 1979, la tenuta รจ oggi gestita dai figli Luigi e Valentina, entrambi enologi, che hanno scelto di proseguire la tradizione familiare. Il vigneto si estende su circa 35 ettari ed รจ coltivato in regime di agricoltura biologica; le varie parcelle sono distribuite tra i comuni di Ari, Villamagna, Miglianico, Bucchianico, Chieti e Francavilla al Mare e sono coltivate con varietร autoctone: montepulciano, trebbiano, pecorino e passerina.

Il Trebbiano Solร rea โ23 รจ agrumato e sapido, con buona tensione. Agriverde, azienda che nasce sui Colli Ortonesi, fin dai suoi primi passi, ha creduto nellโagricoltura biologica, tra le primissime realtร regionali ad accedere alla certificazione.

Molto preciso e scorrevole il Trebbiano โ24 che ricorda lime, fieno ed erbe aromatiche sia al naso, sia in bocca.ย Gennaro Pigliacampo, imprenditore nel settore calzaturiero, nel 2015 ha deciso di investire anche in ambito agricolo, avviando unโazienda a Colleranesco, nel Teramano, estesa su circa 100 ettari in cui trovano spazio uliveti, vigneti e pascoli. La tenuta รจ totalmente certificata biologica: dalle vigne, agli ulivi fino agli allevamenti bovini, ovini e caprini. Quindi oltre al vino si producono olio EVO, carne, formaggi e farine, in un progetto che unisce tradizione e sostenibilitร ambientale ed economica, volto a valorizzare uno dei lati piรน veraci dellโAbruzzo.

Il Trebbiano Superiore Le Coste โ24 sfoggia freschezza e sapiditร in crescendo. L’azienda di Adele De Antoniis si estende per sette ettari vitati tra Bellante e Sant’Omero, nell’estremo nord della regione, al confine con le Marche. Propone una piccola e compatta gamma aziendale, basata sui classici autoctoni regionali.

Si apre su toni speziati e di miele dโacacia il Trebbiano Casanova โ24, dotato di una bocca vitale e dai tratti erbacei. Nel 1577 il Vicerรฉ di Napoli conferรฌ alla famiglia Cornacchia il titolo baronale, affidandole il controllo delle terre circostanti la roccaforte di Civitella del Tronto. A pochi chilometri da lรฌ, nella contrada Torri di Torano Nuovo, si trovava unโantica riserva di caccia, oggi trasformata nella sede dellโazienda guidata da Caterina e Filippo Cornacchia. I due fratelli hanno scelto di imprimere una decisa innovazione alla tradizione di famiglia, convertendo lโintero vigneto alla coltivazione biologica, attuando ultimamente anche pratiche biodinamiche. Le loro vigne si estendono nel cuore pulsante delle Colline Teramane, dove crescono rigogliose le varietร autoctone.

Il Trebbiano Le Murate โ24 mostra un profilo fresco e calcareo. Situata a Notaresco, lโazienda รจ una realtร familiare oggi guidata da Elena e Alessandro Nicodemi, che proseguono il progetto avviato dal padre Bruno sul finire degli anni Novanta. Il contesto pedoclimatico รจ tra i piรน favorevoli del versante settentrionale della regione: i vigneti si trovano allโinterno della denominazione Colline Teramane, esposti alle brezze dellโAdriatico e protetti a ovest dalla catena del Gran Sasso. In vigna come in cantina, lโapproccio รจ improntato alla precisione e al minimo intervento: vinificazioni essenziali, uso mirato del legno, attenzione alla freschezza e alla trasparenza aromatica.
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