Come abbiamo giร avuto modo di sottolineare in altre occasioni a proposito delle principali denominazioni dei vini abruzzesi, negli ultimi anni stiamo assistendo a un nuovo approccio da parte di alcuni produttori verso il Montepulciano dโAbruzzo, che – legato per molto tempo a uno stile opulento e muscolare, di cui pure ancora oggi non mancano esempi un poโ anacronistici – sta riuscendo a trovare nuova linfa.
Fermentazioni piรน morbide, legno meno invasivo, attenzione a terroir freschi e suoli leggeri. Questo approccio consente al vitigno di esprimere una versione piรน contemporanea, rimanendo sempre nel tracciato di un vino di materia, perรฒ piรน capace di parlare al pubblico moderno senza rinunciare al suo carattere profondo. La presenza di nuove generazioni in azienda, curiose e aperte al confronto internazionale, sta accelerando questa trasformazione.

Il Montepulciano d’Abruzzo, DOC dal 1968, che comprende le province di Chieti, LโAquila, Teramo e Pescara, รจ ottenuto dal vitigno omonimo, il montepulciano, uva a bacca nera molto diffusa in Abruzzo. ร il vino rosso simbolo della regione (ma anche nelle Marche, dove – in purezza o quasi -, dร vita al Rosso Conero), che viene prodotto pure nella versione rosata, il Cerasuolo.
La storia del montepulciano si intreccia con quella del sangiovese, l’altro vitigno a bacca nera molto diffuso nell’Italia centrale. Pur non avendo affinitร genetiche, le due uve in passato sono state vittime di una confusione durata per secoli. Responsabile ne sarebbe Sante Lancerio, bottigliere di papa Paolo III (siamo intorno alla metร del ‘500), che chiamava Montepulciano il vino proveniente dall’omonima cittadina toscana, che perรฒ giร all’epoca veniva prodotto con il sangiovese.
Con la diffusione di quest’ultimo sarebbe cresciuto anche il disordine onomastico, una confusione che ritroviamo ancora agli inizi del Novecento, quando tutti i maggiori ampelografi non distinguevano ancora tra montepulciano e sangiovese. Tuttavia qualcuno aveva giร intuito le differenze: in un testo della metร dell’800, infatti, si fa riferimento al “montepulciano primaticcio”, che indicherebbe il sangiovese, e il “montepulciano cordisco”, il montepulciano vero e proprio.
Il Masaf con il decreto del 26 ottobre 2023 ha introdotto nel Registro nazionale della vite, accanto al termine montepulciano, il sinonimo cordisco, dopo la richiesta del Consorzio Vini dโAbruzzo di tenere per sรฉ il nome del vitigno “montepulciano”, concedendo agli altri quello, appunto, di “cordisco”.

Oggi tutto ciรฒ รจ stato ovviamente superato e gli studi scientifici sulle varietร hanno fatto chiarezza sulla genetica delle due uve. Anche perchรฉ รจ abbastanza facile cogliere le differenze nei vini prodotti con i due diversi vitgni. Il montepulciano infatti รจ un’uva molto materica, ricca, potente, generosa: tanto al livello agronomico quanto in fase di vinificazione ne va tenuto a bada il temperamento. Quando il gioco riesce, si ha a che fare con rossi molto interessanti, ottimi compagni della tavola e dal potenziale d’invecchiamento praticamente infinito.
Ecco i Montepulciano d’Abruzzo che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, i Tre Bicchieri, nella guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso.

Torna a ottimi livelli lo Zanna, questโanno nella versione 2020, incredibile per come riesce a mettere in equilibrio sensazioni di piccoli frutti neri croccanti e note piรน evolute di tabacco, poi tizzone e spezie dolci. Molto vitale il sorso, sorretto da una solida impalcatura tannica.ย Situata nel comune di Controguerra, in provincia di Teramo, lโazienda Dino Illuminati – a guidarla, attualmente, ci sono i fratelli Lorenzo e Stefano Illuminati – opera nel cuore della zona collinare teramana. Oggi i vigneti si estendono per circa 130 ettari, con esposizioni e suoli ideali per la produzione di vini di alta qualitร . La vinificazione avviene in un moderno centro enologico attrezzato con tecnologie a controllo termico, macerazioni differenziate per varietร e parcella, e una cantina di affinamento interrata, dotata di botti grandi, barrique e tonneaux in rovere francese.

Ottima prestazione per il Montepulciano โ20 di Inalto Vini dโAltura: fine ed elegante al naso, con lieve tostatura, mirtillo e mora, un tratto minerale appena sussurrato a dare una sfumatura in piรน; vitale in bocca, tannino calibrato, armonico e saporito, finale fresco e dalle suggestioni agrumate. Inalto รจ il progetto vitivinicolo nato nella seconda metร degli anni โ10 per volontร di Adolfo De Cecco. Lโiniziativa prende forma da una visione precisa: esprimere attraverso il vino lโessenza delle altitudini abruzzesi, selezionando esclusivamente vigne poste oltre i 400 metri sul livello del mare. Il primo nucleo produttivo si sviluppa nel territorio di Ofena, nellโalta Valle del Tirino: la superficie vitata, inizialmente di soli otto ettari, รจ in costante ampliamento mediante lโacquisizione di micro-parcelle dislocate nellโareale montano dellโAquilano.

A fare le veci del padrone di casa troviamo ancora una volta il Casauria Podere Castorani, un Montepulciano del 2021 in grado di amalgamare perfettamente le sensazioni di frutti neri carnosi con una elegante sfumatura di liquirizia e tabacco. La bocca รจ molto precisa nellโestrazione tannica, la chiusura รจ lunga, sapida, con ritorni di spezie e frutti scuri. Un Montepulciano profondo, energico, di grande carattere territoriale. Lucio Cavuto e Jarno Trulli, con il fondamentale supporto di Angelo Molisano, sono alla guida dellโazienda agricola fondata nel 1793 dal famoso chirurgo Raffaele Castorani. Siamo ad Alanno, nel cuore delle Colline Pescaresi: la produzione aziendale puรฒ contare su un vigneto di 150 ettari, tra proprietร e affitti, nel quale viene dato particolare risalto agli autoctoni regionali, ma con ardite sperimentazioni su vitigni quali sangiovese e pinot nero. Nella cantina sotterranea il tutto viene vinificato con grande perizia tecnica e sensibilitร .

Una batteria di Montepulciano davvero invidiabile quella presentata questโanno dallโazienda. Spicca il Docheio โ22, rosso fermentato, macerato e maturato in orci di terracotta. Molto fruttato e goloso al naso, venato da sfumature erbacee piacevoli, ha un tannino abbondante ma davvero saporito.ย I vigneti dei fratelli Di Properzio insistono in diverse zone delle Colline Pescaresi, in aree che sintetizzano la dualitร del paesaggio abruzzese, tra lโinfluenza del mare e quella delle montagne. Le parcelle si estendono tra Spoltore, Cavaticchi, Scafa, San Valentino e Alanno, un territorio che offre una varietร di microclimi ideali per le uve autoctone. Lo stile aziendale si caratterizza per una grande pulizia e un equilibrio tra struttura e freschezza, con una particolare attenzione alle ambiziose selezioni che raccontano le sfumature piรน autentiche del paesaggio abruzzese.

Annata di conferme per Masciarelli, con una gamma che esprime con coerenza il carattere dei vitigni e dei territori. LโIskra Riserva โ21 sceglie la via della potenza misurata, alternando visciola e cenni fumรฉ a una bocca compatta e profonda. Lโazienda ha impresso una svolta decisiva alla percezione del vino abruzzese in Italia e nel mondo, combinando rigore produttivo, identitร territoriale e visione internazionale. Oggi le redini sono in mano a Marina Cvetic, affiancata dalla figlia Miriam, portatrice di una sensibilitร contemporanea. Se le etichette storiche hanno contribuito a costruire lโimmagine di soliditร del marchio, le selezioni piรน recenti si orientano verso una maggiore finezza espressiva, un uso misurato del legno e la ricerca dellโequilibrio tra potenza e dettaglio aromatico.

Le Stagioni del Vino รจ la linea che anche questโanno ci ha convinto di piรน. Il Montepulciano โ23 sfoggia una buona polpa fruttata di mirtillo e ribes nero, arricchita da sfumature di fave di cacao. La bocca รจ di buona precisione, il tannino รจ ben estratto e di buona grana; caldo nel finale. Fondata nel 1973 da Vincenzo Spinelli ad Atessa, nel cuore della Val di Sangro, oggi lโazienda รจ saldamente nelle mani della seconda e della terza generazione, che ha saputo integrare lโereditร familiare con un approccio piรน articolato al mercato. Il patrimonio viticolo comprende vigneti di proprietร distribuiti sulle colline interne della provincia di Chieti, ai quali si affiancano quelli affidati a una rete di conferitori storici. Questi ultimi operano sotto la supervisione tecnica della cantina, che fornisce supporto costante per garantire qualitร e uniformitร in ogni fase del ciclo produttivo.

Il Montepulciano Vigneto di Popoli โ16 si muove tra ciliegia nera, erbe officinali e grafite bagnata, con un finale lunghissimo: vino di rara profonditร e finezza, tra i rossi migliori assaggiati in regione questโanno. La famiglia Pizzolo ha scelto di racchiudere lโessenza della propria azienda sotto il motto โviticoltori fra i parchiโ, unโespressione che comunica lโintimo legame con il territorio in cui opera, nel cuore dellโAbruzzo, tra le province di Pescara e LโAquila, in una zona protetta dove le montagne dei parchi del Gran Sasso, della Majella e del Sirente-Velino si toccano. Gli oltre 45 ettari di vigneto, certificati biodinamici, rappresentano il centro nevralgico dellโazienda e attraverso di essi prende forma una produzione che si distingue per autenticitร e carattere.
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