Vini d'Italia

I 7 migliori Montepulciano d'Abruzzo premiati dal Gambero Rosso

Tra i vini abruzzesi che hanno ottenuto i Tre Bicchieri nella guida Vini d'Italia 2026 del Gambero Rosso, ben 7 sono Montepulciano d'Abruzzo, il rosso di punta della regione

  • 30 Ottobre, 2025
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Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in altre occasioni a proposito delle principali denominazioni dei vini abruzzesi, negli ultimi anni stiamo assistendo a un nuovo approccio da parte di alcuni produttori verso il Montepulciano d’Abruzzo, che – legato per molto tempo a uno stile opulento e muscolare, di cui pure ancora oggi non mancano esempi un po’ anacronistici – sta riuscendo a trovare nuova linfa.

Fermentazioni più morbide, legno meno invasivo, attenzione a terroir freschi e suoli leggeri. Questo approccio consente al vitigno di esprimere una versione più contemporanea, rimanendo sempre nel tracciato di un vino di materia, però più capace di parlare al pubblico moderno senza rinunciare al suo carattere profondo. La presenza di nuove generazioni in azienda, curiose e aperte al confronto internazionale, sta accelerando questa trasformazione.

Montepulciano d’Abruzzo, un po’ di storia

Il Montepulciano d’Abruzzo, DOC dal 1968, che comprende le province di Chieti, L’Aquila, Teramo e Pescara, è ottenuto dal vitigno omonimo, il montepulciano, uva a bacca nera molto diffusa in Abruzzo. É il vino rosso simbolo della regione (ma anche nelle Marche, dove – in purezza o quasi -, dà vita al Rosso Conero), che viene prodotto pure nella versione rosata, il Cerasuolo.

La storia del montepulciano si intreccia con quella del sangiovese, l’altro vitigno a bacca nera molto diffuso nell’Italia centrale. Pur non avendo affinità genetiche, le due uve in passato sono state vittime di una confusione durata per secoli. Responsabile ne sarebbe Sante Lancerio, bottigliere di papa Paolo III (siamo intorno alla metà del ‘500), che chiamava Montepulciano il vino proveniente dall’omonima cittadina toscana, che però già all’epoca veniva prodotto con il sangiovese.

Con la diffusione di quest’ultimo sarebbe cresciuto anche il disordine onomastico, una confusione che ritroviamo ancora agli inizi del Novecento, quando tutti i maggiori ampelografi non distinguevano ancora tra montepulciano e sangiovese. Tuttavia qualcuno aveva già intuito le differenze: in un testo della metà dell’800, infatti, si fa riferimento al “montepulciano primaticcio”, che indicherebbe il sangiovese, e il “montepulciano cordisco”, il montepulciano vero e proprio.

Il Masaf con il decreto del 26 ottobre 2023 ha introdotto nel Registro nazionale della vite, accanto al termine montepulciano, il sinonimo cordisco, dopo la richiesta del Consorzio Vini d’Abruzzo di tenere per sé il nome del vitignomontepulciano”, concedendo agli altri quello, appunto, di “cordisco”.

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Oggi tutto ciò è stato ovviamente superato e gli studi scientifici sulle varietà hanno fatto chiarezza sulla genetica delle due uve. Anche perché è abbastanza facile cogliere le differenze nei vini prodotti con i due diversi vitgni. Il montepulciano infatti è un’uva molto materica, ricca, potente, generosa: tanto al livello agronomico quanto in fase di vinificazione ne va tenuto a bada il temperamento. Quando il gioco riesce, si ha a che fare con rossi molto interessanti, ottimi compagni della tavola e dal potenziale d’invecchiamento praticamente infinito.

I Montepulciano d’Abruzzo premiati con i Tre Bicchieri

Ecco i Montepulciano d’Abruzzo che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, i Tre Bicchieri, nella guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso.


Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Zanna Ris. 2020 – Dino Illuminati

Torna a ottimi livelli lo Zanna, quest’anno nella versione 2020, incredibile per come riesce a mettere in equilibrio sensazioni di piccoli frutti neri croccanti e note più evolute di tabacco, poi tizzone e spezie dolci. Molto vitale il sorso, sorretto da una solida impalcatura tannica.  Situata nel comune di Controguerra, in provincia di Teramo, l’azienda Dino Illuminati – a guidarla, attualmente, ci sono i fratelli Lorenzo e Stefano Illuminati – opera nel cuore della zona collinare teramana. Oggi i vigneti si estendono per circa 130 ettari, con esposizioni e suoli ideali per la produzione di vini di alta qualità. La vinificazione avviene in un moderno centro enologico attrezzato con tecnologie a controllo termico, macerazioni differenziate per varietà e parcella, e una cantina di affinamento interrata, dotata di botti grandi, barrique e tonneaux in rovere francese.

Montepulciano d’Abruzzo 2020 – Inalto Vini d’Altura

Ottima prestazione per il Montepulciano ’20 di Inalto Vini d’Altura: fine ed elegante al naso, con lieve tostatura, mirtillo e mora, un tratto minerale appena sussurrato a dare una sfumatura in più; vitale in bocca, tannino calibrato, armonico e saporito, finale fresco e dalle suggestioni agrumate. Inalto è il progetto vitivinicolo nato nella seconda metà degli anni ’10 per volontà di Adolfo De Cecco. L’iniziativa prende forma da una visione precisa: esprimere attraverso il vino l’essenza delle altitudini abruzzesi, selezionando esclusivamente vigne poste oltre i 400 metri sul livello del mare. Il primo nucleo produttivo si sviluppa nel territorio di Ofena, nell’alta Valle del Tirino: la superficie vitata, inizialmente di soli otto ettari, è in costante ampliamento mediante l’acquisizione di micro-parcelle dislocate nell’areale montano dell’Aquilano.

Montepulciano d’Abruzzo Casauria Podere Castorani Ris. 2021 – Castorani

A fare le veci del padrone di casa troviamo ancora una volta il Casauria Podere Castorani, un Montepulciano del 2021 in grado di amalgamare perfettamente le sensazioni di frutti neri carnosi con una elegante sfumatura di liquirizia e tabacco. La bocca è molto precisa nell’estrazione tannica, la chiusura è lunga, sapida, con ritorni di spezie e frutti scuri. Un Montepulciano profondo, energico, di grande carattere territoriale. Lucio Cavuto e Jarno Trulli, con il fondamentale supporto di Angelo Molisano, sono alla guida dell’azienda agricola fondata nel 1793 dal famoso chirurgo Raffaele Castorani. Siamo ad Alanno, nel cuore delle Colline Pescaresi: la produzione aziendale può contare su un vigneto di 150 ettari, tra proprietà e affitti, nel quale viene dato particolare risalto agli autoctoni regionali, ma con ardite sperimentazioni su vitigni quali sangiovese e pinot nero. Nella cantina sotterranea il tutto viene vinificato con grande perizia tecnica e sensibilità.

Montepulciano d’Abruzzo Docheio 2022 – La Valentina

Una batteria di Montepulciano davvero invidiabile quella presentata quest’anno dall’azienda. Spicca il Docheio ’22, rosso fermentato, macerato e maturato in orci di terracotta. Molto fruttato e goloso al naso, venato da sfumature erbacee piacevoli, ha un tannino abbondante ma davvero saporito.  I vigneti dei fratelli Di Properzio insistono in diverse zone delle Colline Pescaresi, in aree che sintetizzano la dualità del paesaggio abruzzese, tra l’influenza del mare e quella delle montagne. Le parcelle si estendono tra Spoltore, Cavaticchi, Scafa, San Valentino e Alanno, un territorio che offre una varietà di microclimi ideali per le uve autoctone. Lo stile aziendale si caratterizza per una grande pulizia e un equilibrio tra struttura e freschezza, con una particolare attenzione alle ambiziose selezioni che raccontano le sfumature più autentiche del paesaggio abruzzese.

Montepulciano d’Abruzzo Iskra Ris. 2021 – Masciarelli

Annata di conferme per Masciarelli, con una gamma che esprime con coerenza il carattere dei vitigni e dei territori. L’Iskra Riserva ’21 sceglie la via della potenza misurata, alternando visciola e cenni fumé a una bocca compatta e profonda. L’azienda ha impresso una svolta decisiva alla percezione del vino abruzzese in Italia e nel mondo, combinando rigore produttivo, identità territoriale e visione internazionale. Oggi le redini sono in mano a Marina Cvetic, affiancata dalla figlia Miriam, portatrice di una sensibilità contemporanea. Se le etichette storiche hanno contribuito a costruire l’immagine di solidità del marchio, le selezioni più recenti si orientano verso una maggiore finezza espressiva, un uso misurato del legno e la ricerca dell’equilibrio tra potenza e dettaglio aromatico.

Montepulciano d’Abruzzo Le Stagioni del Vino 2023 – Spinelli

Le Stagioni del Vino è la linea che anche quest’anno ci ha convinto di più. Il Montepulciano ’23 sfoggia una buona polpa fruttata di mirtillo e ribes nero, arricchita da sfumature di fave di cacao. La bocca è di buona precisione, il tannino è ben estratto e di buona grana; caldo nel finale. Fondata nel 1973 da Vincenzo Spinelli ad Atessa, nel cuore della Val di Sangro, oggi l’azienda è saldamente nelle mani della seconda e della terza generazione, che ha saputo integrare l’eredità familiare con un approccio più articolato al mercato. Il patrimonio viticolo comprende vigneti di proprietà distribuiti sulle colline interne della provincia di Chieti, ai quali si affiancano quelli affidati a una rete di conferitori storici. Questi ultimi operano sotto la supervisione tecnica della cantina, che fornisce supporto costante per garantire qualità e uniformità in ogni fase del ciclo produttivo.

Montepulciano d’Abruzzo Vign. di Popoli 2016 – Valle Reale

Il Montepulciano Vigneto di Popoli ’16 si muove tra ciliegia nera, erbe officinali e grafite bagnata, con un finale lunghissimo: vino di rara profondità e finezza, tra i rossi migliori assaggiati in regione quest’anno. La famiglia Pizzolo ha scelto di racchiudere l’essenza della propria azienda sotto il motto “viticoltori fra i parchi”, un’espressione che comunica l’intimo legame con il territorio in cui opera, nel cuore dell’Abruzzo, tra le province di Pescara e L’Aquila, in una zona protetta dove le montagne dei parchi del Gran Sasso, della Majella e del Sirente-Velino si toccano. Gli oltre 45 ettari di vigneto, certificati biodinamici, rappresentano il centro nevralgico dell’azienda e attraverso di essi prende forma una produzione che si distingue per autenticità e carattere.

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