Lo sapevate che

Dentro la storica pasticceria che custodisce il segreto delle Sise delle monache

Nate nel convento delle clarisse e tramandate da oltre un secolo, le Sise delle monache trovano nella storica pasticceria Emo Lullo la loro casa più celebre. Tra pan di Spagna, crema e zucchero a velo, un viaggio nella tradizione dolciaria di Guardiagrele

  • 03 Luglio, 2026
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Tre punte di soffice pan di Spagna ripiene di crema. Semplice, immediato, perfetto. Sono le Sise delle monache, il dolce simbolo di Guardiagrele, il borgo d’Abruzzo che da oltre un secolo custodisce uno dei segreti meglio conservati della pasticceria italiana. Da oltre un secolo, il loro nome è uno solo: Emo Lullo.

La pasticceria d’Abruzzo che nasconde un dolce segreto

Da solo questo dolcetto spolverato con tanto zucchero a velo basterebbe già il viaggio. Non tanto per il gusto, quanto per l’ambiente in cui ci si ritrova varcando la soglia della bottega. Un viaggio nel tempo che comincia già da fuori: un palazzo in muratura intonacata dalle pareti avorio segnate dal tempo. Nessuna ricerca scenografica, solo una discreta scritta in corsivo, una normale bottega di paese che è sempre stata lì.

Poi si entra e ci si tuffa in un salotto buono, col bancone in legno scuro dalla finitura lucida e i piani d’appoggio in marmo chiaro. Le vetrine dal profilo d’ottone, le pareti color crema, il pavimento in pietra e quell’atmosfera un po’ polverosa che solo le pasticcerie di un tempo sanno regalare. I dolci parlano il dialetto della tradizione: sono pochi, sempre uguali, fatti benissimo. Qui non si viene per essere sorpresi. Si torna per ritrovare sempre lo stesso sapore.

Emo Lullo

Guardiagrele, il bordo dei buongustai in Abruzzo

È il sapore delle Sise delle monache, nate tra il Duecento e il Trecento nel convento delle clarisse di Guardiagrele. La ricetta passò poi alla famiglia Lullo, che riforniva il monastero delle materie prime per la mensa, ed è arrivata fino a oggi senza cambiare. La pasticceria fu fondata nel 1882 dal cognato del nonno di Emo, passò poi al nonno e, dal 2003, dopo una laurea in Filosofia, è lui a portarne avanti l’eredità. Ogni dolce viene ancora preparato a mano, con gli stessi gesti che Emo ha imparato osservando il nonno in laboratorio. Il sapore è rimasto quello di sempre, la gentilezza anche: dietro il bancone Emo accoglie tutti con un sorriso, pronto a raccontare la storia della sua pasticceria ai tanti visitatori che arrivano a Guardiagrele, un piccolo paradiso per chi ama mangiare bene, con indirizzi come Villa Maiella e la pizzeria La Sorgente.

Perché questo dolce abruzzese è così buono

Le protagoniste sono le sise, tre cupolette di pan di Spagna ripiene di tanta «crema gialla», come la chiamano in bottega. Il naso si sporca di zucchero a velo, il pan di Spagna è sofficissimo, quasi etereo, la dolcezza è tanta, come nella maggior parte delle ricette di una volta. Tre pezzi, a rappresentare i monti d’Abruzzo: Gran Sasso, Maiella, Sirente-Velino. Una ricetta segreta che continua a piacere.

Poi, certo, c’è anche altro. I torroncini Aelion, chiamati così in onore dell’antico nome di Guardiagrele: piccole barrette di zucchero, mandorle e arancia candita, confezionati a mano con un elegante incarto bianco e blu. E i pasticcini alla mandorla, rigorosamente non pelata, come la amava nonno Emo, gli amaretti e i dolcetti di marzapane. Dietro il bancone, confetti e praline sfuse proprio come nelle drogherie di un tempo.

Nascosto agli occhi dei clienti, ogni mattina Emo ripete il rito di sempre. Pan di Spagna, crema, zucchero a velo. Nessuna scorciatoia, nessun effetto speciale. Una ricetta che non ha mai avuto bisogno di essere reinventata, solo tramandata. E così, giorno dopo giorno, il primo vassoio di Sise delle monache racconta la stessa storia. Da più di cent’anni.

Emo Lullo – Guardiagrele (CH) – via Roma, 105 – facebook.com/pasticcerialullo.it?locale=it_IT 

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