La Nutella non è nata come crema spalmabile. All’inizio era un panetto di gianduia da tagliare a fette, creato per aggirare la scarsità di cacao nel dopoguerra. Solo un imprevisto trasformò quel blocco di nocciole, zucchero e cacao nel prodotto che oggi milioni di persone spalmano sul pane. È da quell’errore che prende avvio una delle storie industriali più celebri d’Italia, che oggi conta una produzione di circa 365.000 tonnellate all’anno.
Nel secondo dopoguerra procurarsi il cacao era diventato difficilissimo. Le difficoltà di approvvigionamento e il forte aumento dei costi spinsero Pietro Ferrero, rientrato ad Alba dopo la chiusura della sua pasticceria a Torino, a cercare un’alternativa capace di offrire una merenda nutriente e accessibile. Nacque così il Giandujot, un panetto di gianduia preparato con nocciole delle Langhe, zucchero e il poco cacao disponibile, ispirato alla celebre maschera del Carnevale piemontese Gianduja. Veniva venduto avvolto nella carta d’alluminio e andava tagliato a fette da appoggiare sul pane. Aveva però un limite evidente: era troppo duro per essere spalmato.
Alla morte di Pietro Ferrero, alla guida dell’azienda arrivò il figlio Michele. Fu allora che un imprevisto cambiò tutto. Durante un’estate particolarmente calda, il Giandujot si ammorbidì, anche grazie alla presenza di oli vegetali nella ricetta, trasformandosi in una crema morbida e facilmente spalmabile. Quello che sembrava un difetto si rivelò invece l’intuizione destinata a cambiare la storia della Ferrero. Nel 1951 nacque così la SuperCrema, venduta per la prima volta in barattolo.
Il successo della SuperCrema convinse Michele Ferrero a guardare oltre i confini italiani. Per conquistare i mercati esteri serviva un nome semplice, facilmente pronunciabile e capace di richiamare l’ingrediente simbolo del prodotto: la nocciola. Scelse così la parola inglese “nut”, a cui aggiunse il suffisso italiano “-ella”, dando vita a un marchio destinato a diventare universale.

Il primo vasetto di Nutella uscì dallo stabilimento di Alba il 20 aprile 1964. Anche il contenitore fu studiato nei dettagli: la celebre forma a “Pelikan”, simile a un piccolo calamaio, era progettata per avere una seconda vita come bicchiere una volta terminata la crema. Un’idea di riuso ante litteram che contribuì a far entrare il marchio nelle abitudini quotidiane delle famiglie italiane.
Da quel momento pane e Nutella sono diventati un rito quotidiano per intere generazioni. Dopo il debutto in Italia, la crema spalmabile conquistò rapidamente Germania, Francia e molti altri Paesi, fino a trasformarsi in uno dei marchi alimentari più riconoscibili al mondo. Il successo non dipendeva solo dal gusto, ma anche dalla versatilità del prodotto e dalla sua capacità di adattarsi alle abitudini di consumo di culture diverse.
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