A Magliano dei Marsi, nel cuore della Marsica, ai piedi del Monte Velino, c’è una pizzeria che ha scelto di percorrere una strada diversa dalle altre. In un panorama dove la pizza in teglia è spesso associata all’asporto, allo street food o al classico trancio da banco, Jamboree Gusto e Fermento ribalta completamente il punto di vista e la trasforma in un’esperienza da tavola. Non solo una questione d’impasto, ma un vero e proprio cambio di prospettiva su modo nuovo (o più casalingo) di vivere la pizza in teglia.
Fino all’estate 2025 Jamboree era un pub, noto per la sua selezione di birre artigianali e per una proposta gastronomica incentrata sugli hamburger. Poi qualcosa cambia. A guidare la trasformazione è Federico Tangredi, titolare del locale, che si avvicina al mondo dei lievitati quasi per curiosità . Studio, prove e sperimentazioni lo portano a scoprire talento e una passione autentica per gli impasti e da qui nasce la decisione più coraggiosa: non aggiungere semplicemente la pizza all’offerta esistente, ma ripensare completamente il locale, sia nell’estetica sia nel concept, rimodulando così la propria identità attorno a un’idea tanto semplice quanto insolita: servire la pizza in teglia al piatto. Un approccio ancora poco diffuso nel panorama italiano, che rappresenta una piccola rivoluzione.

L’interno del locale dopo il restyling
Il cuore del progetto è dunque una pizza in teglia romana che abbandona definitivamente la dimensione del takeaway per diventare protagonista del servizio al tavolo. Le pizze vengono realizzate in formato rettangolare ridotto, Federico ha addirittura studiato la dimensione ideale e si è fatto realizzare delle piccole teglie su misura. La pizza, servita in piatti della stessa forma e dimensione, si divide in quattro pezzi standard, prestandosi perfettamente alla condivisione, ma anche a percorsi di degustazione e assaggi multipli.

Una pizza in teglia al piatto di Jamboree
L’impasto risulta leggero e digeribile, ottenuto da farine prive di additivi e conservanti di tipo 1, integrale e di tipo 1 con semi, idratate all’80% e con circa 30 ore tra la sua lievitazione e maturazione. Il risultato è una pizza che colpisce immediatamente per la croccantezza del morso. L’alveolatura è presente ma mai eccessiva, mentre l’altezza rimane contenuta per lasciare spazio ai topping e mantenere equilibrio tra impasto e condimento. Interessante anche la capacità della fetta di mantenere consistenza e croccantezza anche fredda, caratteristica tutt’altro che scontata.
I topping sono ben costruiti, tutte combinazioni immediate e trasversali con qualche elemento creativo. Federico lavora sulle consistenze e su un’armonia complessiva dei sapori, che non eccedono in sapidità , ma risultano controllati. La proposta gastronomica si sviluppa intorno al concetto di territorialità che supera i confini abruzzesi e guarda all’area geografica più vicina alla Marsica, così sulle pizze trovano spazio le patate del Fucino, i formaggi locali, la porchetta, il guanciale e la ventricina abruzzese, insieme a una selezione di ortaggi stagionali di zona che cambia durante l’anno, mentre l’olio extravergine arriva dalla Tuscia e il pomodoro è di un’azienda biologica calabrese selezionata per la sua qualità .

La Testa Rossa
Tra le pizze più rappresentative c’è la Testa Rossa, servita tra gli starter, un dichiarato omaggio alle pizzette rosse degli anni Ottanta. È la pizza della memoria e dell’infanzia, quella del comfort massimo e dell’amarcord al primo morso. Una preparazione essenziale, con pomodoro, origano e olio extravergine: gustosa e mai banale.
Tra gli starter da non perdere il formaggio fritto (da caseificio locale), vero tributo alla tradizione abruzzese e poi il supplì alla ’nduja, dalla panatura croccante e una buona gestione della piccantezza. Da provare anche il trancio soffice di padellino (come Piccola Meraviglia con pomodoro, ricotta, origano, aglio nero essiccato, alici del Cantabrico e polvere di limone) – e che troviamo anche nella sua versione dolce, con impasto al caco, farcito con ricotta e amarene o nella variante estiva con confettura di albicocche bio e crumble al cacao.

Padellino Happy Ending
Le pizze rettangolari spaziano dalla classica Margherita alla Diavola con ventricina Vastese, peperone di Altino presidi Slow Food e olive taggiasche, alla Capricciosa Sballata con pomodoro, fiordilatte, uovo, guanciale croccante, carciofi grigliati e olive taggiasche.
Jamboree Gusto e Fermento dimostra, anche nel cuore della provincia, come anche una tipologia apparentemente consolidata come la pizza in teglia possa essere reinterpretata attraverso un nuovo modello di esperienza. Un format che potrebbe ispirare molti.
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