Fuori confine

A Tirana c’è un bistrot dove i mezze raccontano la nuova cucina albanese

Nel quartiere di Rruga Njazi Demi, EOS Mezze Bar interpreta la tradizione albanese con uno stile contemporaneo: piccoli piatti da condividere, cocktail creativi e atmosfera mediterranea

  • 06 Marzo, 2026
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Lungo la tranquilla Rruga Njazi Demi, c’è un locale che racconta l’evoluzione della scena gastronomica albanese con un linguaggio contemporaneo e cosmopolita. Si chiama EOS Mezze Bar ed è uno di quei ristoranti che sintetizzano perfettamente lo spirito della nuova Tirana: informale ma curata, radicata nella tradizione ma con lo sguardo rivolto al Mediterraneo più ampio. Il concept ruota attorno al mezze, la cultura della tavola condivisa che attraversa Balcani, Grecia, Turchia e Medio Oriente. Qui diventa un’esperienza gastronomica completa. Piatti piccoli ma ricchi di carattere, pensati per essere assaggiati insieme e per trasformare la cena in una narrazione collettiva.

Un progetto che racconta l’Albania contemporanea

EOS Mezze Bar nasce dall’idea di valorizzare la cucina albanese in chiave moderna, partendo da un principio molto semplice, la convivialità. L’idea è quella di ricreare l’atmosfera della tavola domestica, dove gli ospiti, appena arrivati, vengono accolti con una successione di piccoli piatti da condividere, proprio come accade nelle case albanesi, accompagnati da bicchierini di raki, il tradizionale distillato locale simile alla grappa. Da EOS questo rituale conviviale diventa il cuore dell’esperienza, ma il raki lascia spazio a una selezione di cocktail artigianali tra i migliori della scena di Tirana, pensati per accompagnare e valorizzare i mezze. Da provare, il Vjosa Wild River Gin con tè di montagna, iris, buccia di limone e peperoncino Sichuan, e il Nartis a base di ouzo, gin, salvia e albicocca.

Un bistrot mediterraneo dal carattere urbano

Il cuore dell’esperienza è naturalmente il menu dei mezze. Trenta mezze che spaziano tra mare e terra, reinterpretando ricette tradizionali con tecniche contemporanee e una presentazione curata, da bistrot mediterraneo. Dietro la cucina c’è la consulenza dello chef Genti Skendaj, figura nota nel panorama gastronomico albanese, che ha portato qui un approccio raffinato ma accessibile, capace di valorizzare ingredienti stagionali e prodotti locali.  Le porzioni sono volutamente contenute, così da permettere di comporre un percorso personale tra sapori variegati e assaggiare piatti diversi in un unico pasto.

Tra i più apprezzati spiccano i funghi croccanti, il polpo alla griglia in chiave mediterranea, le crocchette di moussaka, i calamari ripieni con crema di ricotta e peperoni rossi, e l’okra in salsa brava (ortaggio tropicale a forma di baccello verde, da noi conosciuta come gombo). A rendere l’esperienza ancora più piacevole contribuisce l’atmosfera del locale: interni dai toni caldi, legno, mattoni a vista e dettagli verdi creano uno spazio accogliente e contemporaneo. Un ambiente informale ma curato, perfetto tanto per una cena tra amici quanto per un appuntamento rilassato, che riflette bene l’energia vivace e la nuova identità gastronomica della capitale albanese.

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