Sostenibilitร 

"Stop ai termini vino naturale o ecologico senza verifiche certificate": la direttiva anti-greenwashing cambia tutto

Addio certificazioni fai da te: con claim ambientali falsi si rischia fino al 4% del fatturato aziendale annuo. Equalitas: โ€œPrima o poi i nodi vengono al pettine. Basta allโ€™ecologismo di facciata"

  • 14 Aprile, 2026
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Non lโ€™abbiamo vista arrivare, ma รจ giร  tra noi: la direttiva europea anti-greenwashing รจ entrata in vigore il 26 marzo 2024 ed entro settembre 2026 la sua applicazione sarร  obbligatoria. รˆ stato questo lโ€™argomento al centro del dibattito che si รจ tenuto il 13 aprile a Vinitaly โ€œComunicare la sostenibilitร  del vino: tempo di chiarezzaโ€ promosso da Equalitas insieme a Legambiente e FederBio.

Basta ai termini green o naturale se non certificati

Denominata Empowering consumers for the green transition (EmpCo), la direttiva Ue 2024/825 sostanzialmente va a regolare i claim ambientali generici basandosi su un principio molto semplice: non dichiarare ciรฒ che non si puรฒ dimostrare. Via quindi termini che ammiccano alla sostenibilitร  come green, verde, carbon neutral, eco-friendly e anche naturale se non supportati da prove verificabili.

Non solo: le etichette devono essere validate da organismi di certificazione di parte terza accreditati, anche nel caso di immagini, colori o slogan che riportano allโ€™idea green. E cโ€™รจ un ulteriore step: il concetto di comunicazione ingannevole va estesa anche a materiale informativo e siti web. Occhio, quindi, ad una comunicazione โ€œleggera perchรฉ potrebbe costare chiare. E il pensiero va soprattutto a tutta la narrazione legata al vino naturale, dove dimostrare il legame ad una certificazione non รจ possibile, semplicemente perchรฉ una certificazione non esiste.

Sanzioni fino al 4% del fatturato annuo aziendale

Cosa succederร  in caso di violazione? Si va da diffide e azioni inibitorie da parte delle associazioni dei consumatori a procedimenti dellโ€™Antitrust per pubblicitร  ingannevole, arrivando a sanzioni fino al 4% del fatturato annuo. Rischi che si sono giร  in parte materializzati con decine di diffide ricevute, negli ultimi mesi, dalle aziende vitivinicole.
A fare scuola รจ il caso dellโ€™Olio Carli, la cui azienda รจ stata accusata dallโ€™associazione dei consumatori Codici di pratica commerciale ingannevole, in quanto la certificazione adottata – la BCrop โ€“ รจ in realtร  unโ€™autocertificazione.

Metร  dei claim ambientali sono vaghi

Un cambio di paradigma netto che nasce da unโ€™indagine della Commissione Europea che ha rivelato come oltre il 53% dei claim ambientali esaminati sul mercato fossero vaghi e il 40% privi di riscontro verificabile, posizionando il settore dell’agroalimentare al secondo posto per numero di episodi di greenwashing a livello globale.
Guardando al panorama mondiale, oggi si contano oltre 80 standard di sostenibilitร  del vino (dal California Sustainable Winegrowing al Napa Green, da Terra Vitis allโ€™Integrated Production of Wine sudafricano fino alle decine di marchi nazionali e regionali) tuttavia la maggior parte di questi copre solo parzialmente gli impatti ambientali, sociali ed economici; solo alcuni dispongono di un marchio di qualitร  registrato e raramente prevedono sistemi strutturati e puntuali di verifica.

Basta ecologismo di facciata

ยซPrima o poi i nodi vengono al pettine โ€“ ha detto il presidente di Equalitas Riccardo Ricci Curbastro nel corso del dibattito – Grazie anche a questa normativa non si tratterร  piรน di scegliere se comunicare la sostenibilitร  ma piuttosto come farlo correttamente. Dichiararsi sostenibili senza nรฉ gestire nรฉ dimostrare lโ€™intera catena degli impatti da oggi non รจ piรน possibile: si tratterebbe, come spesso รจ stato finora, di ecologismo di facciata e come tale perseguibile, con i produttori che ne risponderanno sia con sanzioni economiche che con conseguenze dal punto di vista reputazionale. Il modello di Equalitas, insieme allโ€™attivitร  di FederBio e Legambiente, risponde proprio a queste esigenze, anticipando le richieste normative per sancire concretamente la differenza tra certificazione che tutela realmente il consumatore e le autodichiarazioni prive di riscontroยป.

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ยซOggi la sostenibilitร  non puรฒ piรน essere ridotta ad una โ€œnarrazioneโ€ ma deve essere sostenuta da norme di riferimento e da un sistema di certificazione in grado di offrire garanzie e trasparenza ai cittadini โ€“ ha ribadito la presidente di Federbio Maria Grazia Mammuccini – Per questo la normativa Ue sul greenwashing rappresenta secondo noi unโ€™innovazione fondamentale a cui fare riferimento per una corretta comunicazione della sostenibilitร ยป.

Le fa eco Angelo Gentili, responsabile Agricoltura nazionale di Legambiente: ยซNel settore vitivinicolo la sostenibilitร  non puรฒ piรน essere soltanto una promessa o uno slogan: deve diventare un impegno misurabile, verificabile e trasparente. Il rischio di greenwashing รจ reale e rischia di compromettere il lavoro serio di tante aziende che stanno investendo davvero nella transizione ecologicaยป.

 

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